Una ragazza d’oro

Nadia Fanchini conquista la medaglia d’argento esattamente due giorni dopo aver gridato, piangendo, al mondo, che no, che lei non era più quella di una volta, che ci provava, si, ma non ci riusciva più. Troppa paura, troppi dubbi, troppo tempo fuori dalle gare delle discipline veloci che non affrontava più come una volta, quando il suo corpo non era ancora stato martoriato dagli infortuni.
Ricordiamo un po’.
Nadia nasce nel giugno 1986, è quindi giovanissima quando viene convocata per gare di Coppa del Mondo e precisamente nel dicembre 2003. Nelle stagioni 2003-2004 e 2004 2005 arrivano i titoli juniores, un oro in super G all’edizione di Maribor 2004 e due ori (gigante e discesa) e un argento in super G a Bardonecchia 2005. Nel circuito di coppa iniziano a vedersi i primi piazzamenti sempre più convincenti in tutte le discipline tanto che ai Campionati del Mondo del 2005 finisce quarta: ha diciotto anni.
La stagione successiva è segnata dalla crescita di risultati in coppa e alle olimpiadi di Torino 2006 è ottava in gigante e decima in discesa. La promessa Nadia Fanchini è sempre di più una realtà. Nelle prime gare della stagione successiva arriva il primo podio, siamo a Lake Louise ed è il dicembre 2006 poi, subito dopo, la frattura al polso in Val d’Isere che non la condiziona nei risultati, sempre in crescita, ma a fine febbraio 2007 arriva una caduta durante il gigante di Sierra Nevada con la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Rimarrà ai box per un intero anno, per tornare nel gennaio 2008. Le bastano poche gare e tre settimane per salire sul podio in discesa al Sestriere. Nadia is back! La stagione successiva, quella 2008-2009, è l’unica non funestata da infortuni; vince la sua prima gara di coppa, conquista altri 4 podi oltre a vari piazzamenti tra le prime dieci, grazie ai quali, all’età di 22 anni finirà quinta in classifica di discesa e seconda in quella di super G alle spalle di tal Lindsey Vonn e nona in classifica generale. La ciliegina sulla torta arriva con il bronzo in discesa ai mondiali di Val d’Isere 2009. L’anno successivo potrebbe essere quello della consacrazione per una Nadia sempre più forte e l’appuntamento delle olimpiadi di Vancouver l’avrebbe vista come protagonista. Ma pochi giorni prima della partenza per il Canada, a St Moritz, in occasione del super G arriva la caduta le cui conseguenze saranno la rottura dei collaterali medi e dei crociati anteriori di entrambe le ginocchia. L’infortunio è evidentemente gravissimo ma Nadia si ripresenta al cancelletto di partenza dopo appena un anno, non come atleta in gara ma come apripista, un allenamento diciamo. E’ il 22 gennaio 2011 e siamo a Cortina d’Ampezzo, l’attesa (dai tifosi e dalla stampa) apripista d’eccezione, Nadia Fanchini, cade e riporta l’ennesima rottura del crociato anteriore del ginicchio destro. Un altro anno per tornare. Siamo a gennaio 2012.
Ma stavolta è un po’ diverso. Niente discese né super G, c’è ancora qualcosa che non va. C’è un corpo reso più fragile e c’è anche un po’ di paura. Sembra che Nadia non sia più la stessa e la cosa fa rabbia perchè nelle gare che disputerà cioè cinque giganti farà vedere grandi cose ottenendo ottimi risultati in quella che non era certo la sua disciplina. Poi quest’anno riprende a gareggiare in alcune (non tutte) prove della velocità: il miglior risultato in super G sarà il ventesimo tempo di St Anton e in discesa il ventiquattresimo tempo di Cortina. Scende però proprio a Cortina e St Moritz dove erano avvenuti proprio i due gravissimi incidenti. Quasi ad esorcizzare la paura.
Poi tre giorni fa, dopo la discesa della combinata, lo sfogo fra le lacrime ai microfoni di Raisport, di fronte ad una Arianna Secondini prima pietrificata poi commossa, come un bel po’ di tifosi a casa che certe parole non avrebbero mai voluto sentir pronunciare: “io ci provo, ce la metto tutta, ma non ci riesco più”.
Per la cronaca la medaglia d’oro è della francese Rolland che ha preceduto Nadia di 15 centesimi, alle spalle della nostra c’è la fuoriclasse tedesca Maria Riesch, bronzo staccata di oltre mezzo seconda dalla nostra.

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