Una passeggiata per Hamilton

Nulla da fare, questa Formula1 versione 2.0 non riesce a regalare delle gare interessanti. Alla superiorità della Red Bull si è sostituita quella della Mercedes, che stavolta ha brillato anche per affidabilità, piazzando al traguardo i primi due piloti. Frecce d’argento dominanti sin da un sabato caratterizzato da pioggia ed incidenti, mentre oggi è caduta qualche goccia a tre quarti di gara senza condizionare la strategia dei corridori.
Al pole-man Hamilton è bastato scattare bene in partenza per poi gestire. L’inglese è stato nettamente più veloce di Rosberg, che tuttavia rimane in testa al mondiale con 43 punti davanti a Lewis a 25, Alonso a 24 e Button a 23.
Dalla seconda fila, il figlio di Keke è partito meglio di Vettel, bruciato anche da Ricciardo, che tentava di dimenticare la delusione per la squalifica australiana. Negativo l’approccio della Ferrari, Alonso ha ceduto una posizione, mentre Raikkonen ha visto rovinata la sua giornata da un contatto di Magnussen, che ha provocato la foratura della sua anteriore destra costringendolo ai box. Il pilota McLaren, secondo all’esordio, è stato punito con uno stop and go per il contatto ma è riuscito a concludere nono.
Raikkonen ha abbandonato una Lotus in crisi tecnica, ma non si può dire che la sua seconda esperienza in Ferrari sia al momento entusiasmante. Ha finito 12°, subendo il doppiaggio di Hamilton prima di metà corsa e duellando con l’ex compagno Grosjean per una posizione che non portava punti.
Alonso è riuscito ad agguantare la quarta piazza grazie ad un sorpasso a Hulkenberg a quattro giri dalla fine. Certo è presto per giudicare una stagione, ma la sensazione è che quest’anno la rossa dovrà accontentarsi di posizioni di rincalzo. {ads1} Chi ha saputo riscattare un inverno pieno di dubbi è stata la Red Bull. Vettel è partito male ma poi è riuscito a sopravanzare Ricciardo, per andare alla caccia della Mercedes di Rosberg. E’ riuscito a raggiungerlo, non ha avuto la possibilità di attaccarlo, ma ha dimostrato ancora una volta le sue doti da tetracampione. La Red Bull si sta avvicinando, sembra l’unica in grado di mettere in discussione, alla lunga, la superiorità tecnica Mercedes. Nuova delusione però per Ricciardo: l’australiano era in lotta con Alonso, ma durante l’ultima sosta i meccanici non gli hanno fissato bene l’anteriore sinistra. E’ partito, si è fermato, dai box sono andati a prenderlo per spingerlo indietro e completare l’operazione. Rientro in pista durato poco, è andato su un cordolo, ha rotto l’ala ed alla fine si è ritirato.

Complimenti ad Hulkenberg ed alla Force India. Il tedesco è giunto quinto sfruttando una perfetta tattica di gara, con una sosta meno degli altri e si è tolto persino la soddisfazione di essere al comando, sia pure per meno di una tornata. In una Formula1 priva di piloti italiani quello che si avvicina di più a rappresentare il nostro paese è Daniil Kvjat, 19enne russo della Toro Rosso che vive a Roma ed è tifoso giallorosso. Ha concluso di nuovo a punti, 10°, dopo la nona piazza di Melbourne.

Chiudiamo con Massa. Per anni in Ferrari ha dovuto lasciare strada a piloti migliori di lui. Approdato in Williams non pensava di avere lo stesso problema. Invece negli ultimi giri di oggi il suo box lo ha invitato farsi superare dal compagno Bottas, che più veloce poteva andare alla caccia del sesto posto di Button. Felipe ha disobbedito tenendo la posizione, vedremo che conseguenze ci saranno in scuderia. Williams deludente in qualifica, meglio in gara, ma inferiore rispetto alle aspettative create dai test.
Male la McLaren, che ha logicamente perso la vetta dei Costruttori a vantaggio della Mercedes.
Tra sette giorni si replica, terza prova del mondiale in Bahrein.

 

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michele sarno

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