Un rivoluzionario US Open femminile

Caroline Wozniacki è stata a lungo la numero 1. Una regina senza Slam, punti su punti ottenuti con vittorie in tornei medi e piazzamenti in quelli grandi mentre le altre, meno regolari ma più talentuose, si aggiudicavano i veri allori. Un muro di gomma, poca inventiva, gioco monocorde ma pochissimi errori. Poi la discesa in classifica, la relazione infine conclusa con McIlroy, gli allenatori assunti e cambiati in serie in ossequio alle volontà di papà Piotr.
Opposta in ottavi a Maria Sharapova, Caroline ha spinto per tre games, poi ha aspettato. Ha corso e ripreso di tutto in difesa, ha lasciato sfogare la russa per sfinirla al terzo dopo una pausa di 10′ alla fine del secondo per il caldo. La danese sembra la favorita per arrivare in finale nella parte bassa del tabellone.
Ai quarti dovrà vedersela con la Errani, che ha stroncato 6-0 al terzo la Lucic, una delle tante belle storie di questo US Open femminile. Semifinalista a Wimbledon a 17 anni, Miriana era stata costretta a smettere in seguito a gravi vicende familiari. Il match con la Halep le aveva ridonato sensazioni antiche, ma Sara è stata attenta, ha incassato decine di vincenti ed capitalizzato i numerosi errori. Vedremo con la Wozniacki chi sarà il difensore migliore.
Belinda Bencic ha 17 anni, nella stagione in cui è nata la sua connazionale Martina Hingis, ieri presente alla sua partita, è stata l’ultima minorenne nei quarti a New York. La ragazzina ha stoffa, si vede da tutto l’anno, ha battuto la Jankovic in due set dopo un primo lottato tie break. Ora se la vedrà con la Peng, che oltre al singolo exploit ha pure trovato un rendimento continuo.
Serena avanza senza patemi, un set perso dalla Bouchard, continua a crescere la Azarenka che oggi se la vedrà con la serba Krunic, carnefice della Kvitova.
Alle 17 italiane in campo in ottavi Flavia Pennetta, favorita contro la Dell’Acqua per poi trovare presumibilmente la Williams. {ads1} Siamo sicuri che sia lo stesso Djokovic visto in estate? Nole è passato sopra a Querrey come una furia, siamo a 18 giochi concessi in tre turni. Fuori tutti gli americani, battuto anche Isner dalla bestia nera Kohlschreiber senza mai perdere il servizio nel torneo.

Partenza da brividi per Federer con Granollers: lo spagnolo ha vinto i primi undici punti, è salito 5-2, allorchè il match è stato interrotto per pioggia. Due ore di attesa, break e controbreak per consentire allo sfavorito di chiudere 6-4, poi monologo svizzero e triplice 6-1.

Avanzano senza patemi Berdych e Murray, ma lo scozzese è oggi chiamato al duro esame Tsonga. Dimitrov incassa uno 0-6 iniziale dal “Tintin” belga Goffin, che nel terzo rimonta due break di svantaggio prima di rovinare tutto con due doppi falli e mollare al quarto. Wawrinka sfiderà Robredo, che ha irretito Kyrgios con la sua esperienza. Interessante l’ottavo tra Raonic e Nishikori, presentatosi a New York in condizioni precarie ma in crescendo di fiducia.
Simon ha vinto a sorpresa il derby dell’orrore per gli esteti contro Ferrer, mentre Monflis ha dominato quello francese contro un Gasquet presentatosi in campo in condizioni fisiche inaccettabili. Richard è il peggior esempio da seguire per chi gioca a tennis, una carriera enormemente inferiore alle potenzialità.

Speriamo non ne segua le orme Dominic Thiem. 21 anni dopodomani, austriaco, splendido rovescio classico, è il più giovane giocatore tra i primi 50. Ha eliminato in 5 set il compagno di allenamenti Gulbis e stanotte ha dato 3 set a 0 a Lopez. Visto che Federer non è eterno e che Dimitrov ha bisogno di un dioscuro, ci auguriamo di trovarlo presto ai massimi livelli. Questo Slam è un promettente inizio in tal senso.

 

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michele sarno

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