Un’altra sconfitta…un’altra squadra che se ne va

di A1 nel bel mezzo dei giochi. È infatti questa la scelta della società lombarda che non riesce più a far fronte agli impegni economici che un campionato nella massima categoria prevede e dopo ripetuti appelli di aiuto caduti nel vuoto, è costretta a chiudere i battenti alla fine del girone d’andata. Così la storia si ripete e senza nessuna variazione, gli aiuti non arrivano e la società a Gennaio svincolerà le atlete, ora ci si chiede cosa succederà al campionato di A1, se il titolo verrà venduto (a chi?) e se in questo modo il campionato verrà falsato. Nel frattempo la Legadonne come al solito non muove un dito per questa situazione, anzi si preoccupa di decidere a chi assegnare (vendere) il titolo in questione. Il rammarico è tutto per la società che non è più riuscita ad andare avanti e si vede costretta a dichiarare bancarotta dopo aver conquistato la serie A con sei anni di difficoltà e fatiche.

Tutto si risolve con una resa e ancora una volta una società pallavolistica viene lasciata sola nel momento del bisogno. Le parole del presidente del Crema volley, Claudio Cogorno, in un comunicato stampa esprimono tutta la rassegnazione del momento: “Non possiamo certo biasimare chi, per stima, amicizia o rapporti commerciali è stato contattato per un aiuto e a malincuore ha dovuto rispondere negativamente. Forse più semplicemente, Crema ed il suo circondario non si possono permettere una squadra che partecipi ad un campionato di vertice. Non saremmo mai voluti arrivare a questa decisione, ma l’aggravarsi della situazione, ci ha spinto a decidere adesso, anche in concomitanza con la riapertura del mercato di gennaio, che consentirà alle atlete di trovare altre squadre, piuttosto che peggiorare la situazione.”

Con questo secondo caso diventano ancora più evidenti le difficoltà in cui questo sport versa e salta all’occhio ancora una volta l’incapacità della Legadonne di far fronte a situazioni di emergenza come queste. Intanto se non fosse per fonti esterne o per voce dei diretti interessati, questi casi sarebbero totalmente sconosciuti, ragion per cui ad oggi la funzione del sito della Legadonne ci è ancora sconosciuta…

 

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Filomena Casciani

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