UConn regina del college basket

“State guardando gli affamati Huskies. Signore e signori, questo è quello che succede quando ci bandite”.
Lo scorso anno UConn era stata esclusa dalle finals a causa delle sanzioni derivate dai bassi voti accademici dei suoi giocatori. Durante la festa il giocatore simbolo ha lanciato un riferimento in proposito, non sarà il massimo dell’esempio per gli studenti, ma tant’è. Ad inizio torneo la loro vittoria era pagata 100 a 1, nessuna tds n.7 si era aggiudicata il titolo. Sempre contro pronostico dal 3° turno in poi, gli Huskies hanno compiuto il capolavoro in semifinale, quando hanno superato Florida. I Gators erano partiti forte, ma avevano pagato le troppe palle perse, il leader Wilbekin era entrato in confusione, rimanendo vittima di crampi. Con Napier in ombra, era stato DeAndre Daniels il migliore, 20 punti e 10 rimbalzi, la serie positiva di Florida, che andava avanti da quattro mesi, si era chiusa al cospetto di chi per ultima era stata capace di batterli.{ads1} In finale anche Kentucky, con un altro miracolo di Aaron Harrison. Per la terza volta, dopo le prodezze con Louisville e Michigan, il rookie era stato decisivo dall’arco, firmando il canestro del sorpasso a 5″ dalla fine del 74 a 73 con Wisconsin.

Davanti ai 79238 spettatori di Arlington, Connecticut è partita forte ispirata da Napier, arrivando ad avere 15 punti di vantaggio, prima di subire la rimonta Kentucky, capace di chiudere il primo tempo sotto 31-35. Huskies sempre avanti, punteggio che si è allungato ed accorciato ad elastico, ma proprio Harrison ha mancato il canestro da tre che a 8′ dalla fine avrebbe portato al primo vantaggio Wildcats e ad una possibile svolta. Una tripla di Napier ha posto UConn fuori dal radar avversario e da lì in poi la gara è scivolata verso il 60-54 finale. Decisiva la differenza nei liberi, 10/10 di Connecticut, mentre Kentucky ha pagato il suo 13/24, ma gli Huskies hanno prevalso in ogni settore, persino in quello dei rimbalzi, pur contro una rivale così atletica. Dopo aver lasciato la ribalta a Daniels in semifinale, è stato Shabazz Napier l’indiscusso protagonista, 22 punti di cui 15 nel primo tempo, 6 rimbalzi e 3 assist, premio di miglior giocatore delle Finals. Lui, Giffey ed Olander sono il primo terzetto a bissare un titolo, dopo quello che avevano vinto da matricole nel 2011. E’ il quarto della franchigia, grande merito per il coach Kevin Ollie, una lunga carriera da professionista, vittorioso all’esordio in una post season NCAA.
Ora non ci resta che attendere il draft del 26 giugno per scoprire la destinazione NBA dei collegiali.

Stanotte fra i grandi non si è giocato, ma le gare di domenica avevano marcato un solco importante nelle Conference. Ad Est, Atlanta ha travolto Indiana con 25 punti di Teague e complice la sconfitta di New York a Miami ha allungato sui rivali: una vittoria e due partite da giocare in più. 50 punti fra Dragic e Green hanno consentito a Phoenix di piegare Oklahoma e di aumentare il vantaggio su Memphis – battuta da San Antonio – per l’8a piazza ad Ovest, mentre Dallas ha superato Sacramento mettendosi quasi al sicuro. I Grizzlies sono sotto di una vittoria ed hanno una gara da disputare in meno dei Suns.
Consuete esibizioni di bravura per le star, 38 punti sia per James che per Durant, che ha superato le 40 partite di fila di Michael Jordan con almeno 25 punti a referto.
Dalla cima al precipizio, Larry Sanders dei Bucks è stato squalificato cinque partite per consumo di marijuana, imperdonabile per uno che ha firmato un quadriennale ad 11 milioni a stagione.
Avviso ai naviganti: la stagione regolare termina il 16 aprile.

 

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michele sarno

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