Legabasket, Terzetto al vertice Milano ancora K.O.

Quinta di andata il Legabasket con Venezia, Reggio Emilia e Sassari in testa a quota otto, nessuna squadra a punteggio pieno e Milano, che in sette giorni inanella tre sconfitte consecutive tra campionato e coppa, costretta a inseguire a due punti di distanza dopo il bruciante stop al fotofinish nel posticipo del PalaBigi di Reggio Emilia.

Gli uomini di Menetti hanno avuto la meglio (77-76) meritatamente dopo aver condotto il match per tutti i quaranta minuti, ispirati dal solito Kaukenas (16p) abituato a livelli alti dio gioco e a un ottimo Cinciarini lucido e pronto a punire dalla lunga. Ottima anche l’ accoppiata Polonara (9p e 9r) Cervi (7p) che hanno retto egregiamente l’onda d’urto sotto le plance contro I’onda d’urto targata Samuels (11p). E’ proprio Riccardo Cervi, 214 cm classe 1991, con un tiro libero a dare la vittoria agli emiliani relegando Milano al secondo stop consecutivo con una serie di problemi di gioco da mettere a fuoco, tra le forzature di Ragland e Kleiza e la dipendenza nei momenti di cruciali da un Gentile (24p) troppo in campo e poco lucido nel finale. Prima sconfitta stagionale per Sassari che cede di misura al Pianella di Cantù (79-75), dopo la batosta in Eurolega col Real, in un match tirato sempre condotto dagli uomini di coach Sacripanti grazie ai tentacoli di Erik Williams (9p e 12r) e alla mano calda di James Feldeine (17p) sempre più inserito negli ingranaggi offensivi, Cantù si sta ritrovando e i frutti del lavoro sul materiale umano completamente nuovo incominciano a maturare. Sassari ha avuto il merito di rimanere sempre in partita come una grande nonostante le gambe e la benzina scarseggiassero già all’inizio del secondo tempo, male Dyson e Logan con un complessivo 5 su 17 dalla lunga mentre Lawal ha retto bene a rimbalzo (13p e 10r) dimostrando di essere un centro più che affidabile per un team che punta al tricolore. Colpaccio a sorpresa quello di Venezia che espugna con autorità la bolgia del PalaPentassuglia di Brindisi (74-81) dimostrando ancora una volta la solidità di un team che Charlie Recalcati sta plasmando a sua immagine e somiglianza. Ottimo collettivo con cinque uomini in doppia cifra, attacchi distribuiti, rotazioni impeccabili, difesa dura e solidità a rimbalzo, con questo mix Venezia potrà di sicuro giocare un ruolo importante nelle gerarchie al vertice, mentre Brindisi paga a caro prezzo le lune storte di James e Turner entrambi opachi e costretti alla giocata individuale, ma l’impressione complessiva è che il giocattolino di Piero Bucchi sia meno affidabile e continuo della corazzata dell’anno scorso.

Brutto passo falso di Varese che cede in casa contro la matricola Trento (70-76) dopo un primo tempo dominato e un blackout preoccupante nei due quarti finali in cui la band di Pozzecco si è smarrita completamente. Trento sembrava una vittima sacrificale, ma un immenso Owens (20p e 9r) e i due golden-boy italiani Spanghero (10p) e Pascolo (14p) hanno dimostrato di valere la massima serie e di puntare ad una salvezza a questo punto più che possibile. Dietro la lavagna il Poz, il calo inspiegabile dei suoi va analizzato mentalmente e la sue responsabilità anche, ma è un neo-allenatore e le attenuanti generiche ci sono tutte. Ennesimo blitz esterno della Vanoli Cremona che sbanca il PalaMaggio (66-81) relegando Caserta da sola a quota zero sull’orlo del baratro. Difficile capire i meriti o i demeriti delle due formazioni, ma il dato che emerge è a dir poco preoccupante per gli uomini di coach Molin incapaci di attaccare il ferro avversario con continuità e troppo dipendenti da Young (19p e 9r) e Moore (15p) mentre dall’altra parte gongola Coach Pancotto che si gode il frutto del suo lavoro con quattro americani affidabili e il trio azzurro Cusin (4p), Vitali (14p), Campani (7p) grande valore aggiinto in un telaio ben strutturato. Non smette di sorprendere la Sidigas Avellino, altro ottimo team bel oleato, che travolge Capo D’Orlando (66-81) grazie al poker delle meraviglie Anosikee (18p e 10r) Banks (13p) Harper (20p) Hanga (14p) pronto a spazzare via ogni velleità degli isolani di coach Griccioli che oltre al solito Freeman (19p) ricevono ben poco da un roster infarcito di vecchie glorie come Soragna, Basile e Pecile, ma poco reattivo per una massima serie dura e impegnativa come questa.

Passo falso inaspettato quello di Pistoia che cede di un soffio in casa contro la Granarolo Bologna (72-73) dopo un equilibrio perfetto e diverse chance di vittoria. Decisivo per i felsinei il solito Ray Allen (20p) autore di un super quarto finale in cui la paura di vincere ha bloccato gli uomini di Moretti che hanno sparacchiato a salve dalla lunga cedendo nettamente a rimbalzo nonostante l’ottima giornata di Milbourne (17p e 9r) e Johnson (10p e 9r). Per chiudere la prima vittoria di Pesaro che supera di misura una sempre più smarrita Roma (89-87), vero oggetto misterioso di questo inizio stagione. Gli uomini di Dell’Agnello con un super ultimo quarto hanno ribaltato l’esito di un march segnato affidandosi ad un incontenibile Anthony Myles (27p) leader e trascinatore nell’arrembaggio finale che ha travolto gli esili equilibri capitolini in cerca di un mix tra talento e gioco di squadra che fino ad oggi ha funzionato solo a corrente alternata. Prossimo turno con Sassari che aspetta Pesaro, Reggio Emilia e Venezia rispettivamente ad Avellino e Bologna e a chiudere il ghiotto posticipo tra Milano e Cantù.

 

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Fabio Bandiera