Terpstra a sorpresa: sua la Roubaix

L’olandese Niki Terpstra della Omega Pharma Quick Step si aggiudica a sorpresa nella 112 edizione della Parigi Roubaix, arrivando tutto il solo nel velodromo di Roubaix precedendo di 20″ il tedesco John Degenkolb e il grande favorito, tre volte vincitore della kermesse, Fabian Cancellara.

Al via della regina delle classiche, l’inferno del nord con i suoi 257km e i 28 tratti di pavè per un totale di 51km, tutti i big accreditati alla vittoria finale, da Boonen a Sagan, da Vanmarcke a Van Avermaet sono pronti a giocarsi le proprie carte senza eccessivi tatticismi, avendo come unico punto di riferimento le ruote di un Cancellara non in grande giornata e braccato da una concorrenza agguerrita e motivata.

Pronti e via e, come da copione, parte la fuga bidone con otto corridori di secondo piano, Boucher, De Haes, Kolar, Jarrier, Koretzky, De Troyer, Schillinger e Murphy, a prendere il largo fino ad accumulare 9′ minuti sul gruppo. Si susseguono senza soluzione di continuità i tratti di pavè che uniti al gran caldo mietono la prima vittima illustre: il russo Kristof, fresco vincitore della Sanremo cade nella forestadi Arenberg uno dei tratti di pavè più famosi insidiosi e si ritira. Ripresi i fuggitivi ai meno 60 dal traguardo aumenta l’andatura dei big e si incomincia a fare sul serio. Gruppo compatto, ma dopo 1km è il belga Tom Boonen, in cerca della vittoria numero cinque che lo collocherebbe nei libri di storia della Roubaix, a tentare la sortita con un accelerata strepitosa.

Prima con i suoi compagni di squadra Stybar e Terpstra, e poi in solitaria approfittando dei 3,7 km di pavè dell’Hornaing (il tratto di pavè più lungo della corsa) accumulando un esiguo, ma prezioso vantaggio. La fuga prende corpo, quando il belga viene raggiunto da un gruppetto molto interessante con Thomas, Hushovd, Tankink, De Backer e Martinez mentre dietro il gruppo tattico di Cancellara e Vanmarcke li tiene a bagno maria ad una distanza di sicurezza cercando di limitare i danni. Il vantaggio sfiora il minuto tra le pietre di Merignies e Pont Thibaut, con Boonen a sbraitare contro i compagni di fuga restii a dargli i necessari cambi, e ai meno 30km Vanmarcke e Van Avermaet rompono gli indugi e insieme a un furioso Cancellara si lanciano all’inseguimento per ridurre il gap alla vigilia del terrbile Carrefour de l’Arbre.

Saltano tutti gli schemi tattici: il gruppo Boonen regge conservando una ventina di secondi sull’indomito Sagan, seguito come un segugio da Wynants del team Belkin, che riesce a raggiungere i fuggitivi per poi involarsi da solo sui 2,1km a cinque stelle de l’Arbre giocando d’anticipo. Scoppia come previsto la bagarre:raggiunto il gruppo Boonen Vanmarcke e Cancellara danno spettacolo, mentre cade Van Avermaet che rimane attardato, alzando il ritmo e selezionando all’uscita del pavè il gruppettino pronto a giocarsi la vittoria finale. Rimangono in undici utti nomi di lusso e potenzialmente in grado di vincere, non accadeva dal 1997 che a giocarsela fossero così in tanti, Cancellara, Stybar, Vanmarcke, Langeveld, Degenkolb Sagan, Boonen, Thomas, De Backer, Wiggins e Niki Terpstra ai 15km dal’arrivo. Tra uno sguardo e l’altro e Niki Terpstra a dare la sterzata decisiva ai meno 6 con una rasoiata netta che trova tutti impreparati, stanchi e incapaci di rispondere. La Roubaix torna nei Paesi Bassi dopo 13 anni, l’ultimo olandese ad aggiudicarsela era stato Knaven nel 2001, grazie a questo passista fenomenale, già terzo l’anno scorso, che si gode a sorpresa solo soletto la flame rouge del Velodrome a braccia alzate.

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Fabio Bandiera

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