Supercoppa , la Juventus doma la Lazio

L’attesissima sfida di Supercoppa italiana tra Juventus e Lazio è finita nel migliore dei modi per la squadra bianconera, che ha conquistato il titolo grazie ai gol della sua nuova coppia d’attacco: Mandzukic e Dybala. Fin dall’ inizio la partita si prospettava tutt’altro che facile, perché a Shanghai le due squadre sono state accolte da un clima umido e ventoso ma, soprattutto, da un manto erboso completamente rovinato dai concerti e dagli eventi che lo stadio ha ospitato prima della Supercoppa italiana. Nonostante le difficoltà, le due squadre si sono sfidate senza esclusione di colpi, dando vita ad una partita non bellissima dal punto di vista tecnico, ma che a sprazzi ha saputo regalare qualche emozione grazie alle giocate dei singoli. Atleticamente entrambe le squadre non sembravano ancora al top della condizione, anche se nel primo tempo la Lazio ha dato l’ idea di avere qualche spunto in più, mentre più volte la Juventus ha tentato di rallentare i ritmi attraverso il possesso palla. Insomma, un primo tempo molto equilibrato, con una Lazio che gettava il cuore oltre l’ostacolo a cospetto di una Juventus saggiamente più guardinga.

Nel secondo tempo il copione è cambiato. La Juventus ha alzato leggermente il pressing e la retroguardia biancoceleste ha avuto più difficoltà a costruire gioco. E’ proprio da alcuni errori in fase di impostazione che sono nate le più nitide occasioni da gol per la Juventus, con Mandzukic che ha sciupato tutto a tu per tu con Marchetti e con un bel tiro da fuori di Pogba. L’errore sottoporta del neo acquisto bianconero iniziava a suggerire un’eventuale sostituzione, specialmente in vista di un Coman anonimo nella ripresa e un Dybala in panchina che scalpititava. La Lazio nel frattempo ha abbozzato una reazione grazie alle incursioni di Candreva e Felipe Anderson e per Allegri è arrivato il momento di inserire Dybala al posto di Coman. L’argentino è sembrato ispirato fin dalla prima palla che ha ricevuto e ha dato più estro alla manovra bianconera, che fino ad allora si era affidata al solo Pogba per creare azioni interessanti. Poco dopo infatti, dall’ incursione di Sturaro è nato un cross perfetto per l’ imperioso stacco di Mandzukic, che ha insaccato all’ angolino il gol del vantaggio, riscattando l’ errore precedente. Qualche minuto più tardi il copione è stato lo stesso, una palla che attraversava tutta l’ area di rigore finendo sui piedi di Pogba, il quale ha avuto la furbizia di non tirare servendo Dybala al centro . Due a zero per la Juve e morale sotto i piedi per i biancocelesti, che tutto sommato avevano sfoderato una prestazione quantomeno degna dei supplementari. Con le ultime forze rimaste, la Lazio ha tentato di acciuffare il pareggio creando scompiglio grazie a due o tre invenzioni di Felipe Anderson, il quale ha dovuto chiedere il cambio poco dopo, sfinito.

Nulla da recriminare per la squadra di Pioli, che ha pagato soltanto l’ inesperienza contro una squadra che ormai è abituata agli scontri diretti. La Lazio infatti ha dato il massimo a livello fisico, bruciando anzitempo le energie con i suoi pericolosi strappi che, si, hanno impensierito la retroguardia bianconera, ma non hanno portato il risultato sperato. Tutto il contrario invece per la Juventus, che con esperienza e consapevolezza dei propri limiti fisici ha gestito le energie, rallentando il ritmo quando necessario per poi colpire appena l’ avversario scopriva il fianco. Tutto ciò, ovviamente, è più facile quando in attacco hai dei veri bomber come Mandzukic e Dybala, cosa che quest’oggi è mancata alla Lazio nonostante la buona prestazione di Klose.

Primo titolo stagionale della Juventus, il terzo di Allegri in un solo anno. Il modo migliore per iniziare un nuovo ciclo dopo le cessioni di Vidal, Pirlo e Tevez. Per la Lazio, invece, tra poco ci sarà il preliminare di Champions contro il Leverkusen, una partita dove sarà vietato sbagliare.

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Alex Marino