La Juve si riscopre fragile, Supercoppa alla Lazio

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L’esultanza di Ciro Immobile dopo il gol

LAZIO INARRESTABILE, TRIONFO IN SUPERCOPPA – Un trionfo. Difficile trovare una parola diversa per descrivere la favolosa serata vissuta dalla Lazio nella finale di Supercoppa italiana. I ragazzi di Simone Inzaghi dominano per lunghi tratti una Juventus tornata all’improvviso umana e fragile. Una gara divertente e imprevedibile che a pochi minuti dalla fine sembrava irrimediabilmente segnata dalla doppietta di Ciro Immobile. Un primo gol arrivato grazie ad una perfetta imbucata centrale sulla quale l’attaccante azzurro, a tu per tu con Buffon, lo aveva scartato venendo abbattuto e realizzando poi il conseguente rigore. Il raddoppio, giunto nella ripresa, era invece una rete capolavoro. Una perfetta inzuccata sul palo lontano da un cross proveniente dalla corsia di destra, sulla quale il portierone della Nazionale non aveva potuto far altro che raccogliere la sfera dal fondo del sacco. Ottanta minuti di grande Lazio, sempre con il pallino del gioco e pronta a pressare i campioni d’Italia e vice-campioni d’Europa praticamente nella loro trequarti. Dall’altra parte una Juve quasi troppo brutta per essere vera. Ottanta minuti di nulla assoluto, esclusi gli assalti delle primissime fasi di gioco, quando un Cuadrado, più nervoso che produttivo, era riuscito a farsi respingere un tiro in scivolata da meno di un metro dalla linea di porta. Una gara che sembrava scivolare via in modo scontato e che invece ci ha regalato un finale davvero al cardiopalma.

JUVE – LAZIO, IL FINALE CHE NON TI ASPETTI – Minuto 85, punizione dai 30 metri. Pjanic e Dybala sono sulla sfera. Il montenegrino ha già provato più di qualche calcio piazzato senza fortuna, ma la zolla è spostata verso sinistra e il portiere della Lazio commette l’imperdonabile errore di mettere la barriera troppo al centro. Parte a sorpresa Dybala che di sinistro pennella uno splendido interno in grado di aggirare la barriera dall’esterno e poi infilarsi tra palo e portiere. Giù il cappello e partita nuovamente riaperta. La Lazio prova a chiudersi stringendo ulteriormente le linee di centrocampo e difesa ma negli ultimi disperati tentativi di forcing bianconeri, Alex Sandro, fino a quel momento impalpabile, si trova sui piedi un rimpallo fortunoso e viene atterrato, rigore per la Juventus a tempo scaduto. Ancora Dybala realizza e i supplementari diventano molto più che una probabilità, cosa impensabile fino a dieci minuti prima. La Juventus cerca anche il colpaccio e Allegri sembra il solo a invocare calma ai suoi, spinti dall’onda dell’entusiasmo. Nel mutismo dell’Olimpico però è un ragazzo del ’96 a rubare la scena a tutti. Affondo di Lukaku (il fratello meno forte e costoso) sulla sinistra, De Sciglio viene travolto e cade, pallone calciato nel mezzo che il giovanissimo Murgia gira in rete, regalandosi il gol della vita al minuto 94. La partita finisce così, premiando la squadra migliore in campo, nonostante un finale al cardiopalma. Inzaghi può già sorridere in vista dell’avvio del campionato nella prossima settimana, mentre per Allegri iniziano giorni di fuoco incrociato.

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Uno dei pochi giocatori della Juventus a salvarsi… Dybala

JUVENTUS, L’ANALISI DI UN FALLIMENTO – Per una Lazio apparsa già in grande spolvero, con un Lucas Leiva dominante a centrocampo e un Immobile già irresistibile, la finale di Supercoppa ha dovuto fare i conti con una delle peggiori Juventus degli ultimi anni. La squadra di Allergi è parsa rinunciataria, confusionaria, incapace di creare reali pericoli alla retroguardia biancazzurra. I problemi nella compagine campione d’Italia sono sembrati diversi e tutti ugualmente gravi. Iniziamo dal primo. L’addio di Bonucci. Che Bonucci fosse tra i 5 difensori più forti d’Europa è risaputo. Che la sua capacità di creare gioco, di lanciare lungo e di impostare fossero una delle armi tattiche più importanti di questa Juventus anche. Ma stasera è sembrato evidente come il piano partita di Inzaghi prevedesse una stretta marcatura ad uomo su Pjanic, seguito praticamente in ogni zona di campo e un accenno di pressing su Benatia, di fatto spinto a cercare il compagno di squadra Chiellini, lasciato invece libero di impostare il gioco. E proprio da questa mossa sono nati i maggiori problemi per la squadra bianconera. Chiellini, per quanto forte in marcatura, denota tutti i suoi limiti in fase di impostazione e di fatto è stato scelto come regista dalla Lazio, mossa che ha pagato enormi dividendi e che non dubitiamo anche altre squadre faranno durante questa stagione. Senza un regista, la Juventus è andata in grave difficoltà di palleggio, lasciando il pallino del gioco agli avversari e limitandosi a cercare la ripartenza. Qui però è apparso evidente il secondo problema, ovvero la mancanza di condizione di Higuain e Mandzukic. L’attaccante argentino, lo sappiamo, non brilla per professionalità nel presentarsi ad inizio stagione già tirato a lucido, anzi. Anche quest’anno la sua condizione è a dir poco scadente, e, considerando che gli anni passano per tutti, pone seri dubbi sulla sua capacità di ripetersi ai livelli che lo hanno portato a valere 90 milioni di Euro. Mandzukic dal canto suo è un giocatore che ha senso, spostato in fascia, unicamente quando riesce a garantire un grande lavoro di filtro e copertura, cosa che stasera, data la condizione non ottimale, non ha fatto, venendo sostituito anzitempo. Cuadrado è sembrato il solito giocatore imprevedibile e dal temperamento bizzarro, mentre il centrocampo è stato inghiottito e surclassato da quello avversario. Le uniche note positive per la Juventus stasera sono rappresentate dall’ingresso di Douglas Costa, apparso già in condizione e a tratti inarrestabile con la sua progressione a rientrare partendo dalla fascia destra e la doppietta di Dybala. Davvero troppo poco considerato che manca pochissimo alla prima di campionato.

La Serie A dunque, mandata in archivio la bella vittoria della Lazio in Supercoppa, si appresta ad iniziare incerta come forse non è stata mai negli ultimi anni. La Juventus non sembra più la corazzata invincibile degli ultimi anni, e Napoli, Milan, Inter, Lazio e Roma (nonostante la figuraccia rimediata contro il Celta Vigo) sono alla finestra, pronte a sfruttare ogni passaggio a vuoto della Vecchia Signora.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.