Strage Torri Gemelle, il baseball non pianse i morti

L’undici settembre è ancora oggi una data sicuramente storica e irripetibile in quella dimensione così catastrofica. Il terribile attentato delle Torri Gemelle non colpì soltanto l’ambito politico ed istituzionale, ma anche lo sport che stranamente in quell’occasione se ne fregò dei vari pianti e decise di scendere in campo nelle diverse discipline.

In quelle giornate tragiche, piene di disperazioni e rabbia, i cittadini del mondo volevano darsi delle risposte a quello che era appena accaduto. Lo sport sicuramente non era la priorità, però non tutti avevano la stessa opinione, i dirigenti delle diverse discipline, anche coloro più vicini alla catastrofe, decisero di andare avanti e far giocare i team. Infatti pochi giorni dopo il crollo delle Torri Gemelle, precisamente il 17 settembre, in un clima francamente paradossale riprese il campionato di Baseball. Nell’incredulità della situazione i Mets si spostarono in trasferta a Pittsburgh, perché il loro stadio era ancora invaso dalle squadre di soccorso e vigili. In quella sfida la squadra di New York partì malissimo, ma poi rimontò e trovò la vittoria contro i Pirates, ma l’unica azione sensata venne fatta da Keith Osik, il quale decide di non giocare distruggendo così il famoso “the show must go on”.

In quei momenti l’unica volontà era quella di far risultato e vincere la sfida, le vittime di quella strage erano scomparse dall’immaginario comune, tanto l’importante erano e sono tutt’ora i miliardi dello sport, il resto può attendere. Ma quei stessi dirigenti non si rendevano conto che in quel modo stavano mancando di rispetto proprio a tutti i morti e le loro famiglie, ad una nazione intera. E per rendere lo show ancor più terrificante i Mets scesero in campo con i cappellini della polizia, in modo da simboleggiare il lutto.Torri Gemelle

Nei giorni successivi all’undici settembre ci si doveva fermare, e non mettere su una buffonata del genere. Lo sport diventa sempre più strano, si stoppano i campionati per il ritardato rinnovo dei contratti degli addetti ai lavori che guadagnano molti soldi, ma ci si frega totalmente di eventi così importanti che senza dubbio hanno cambiato il nostro modo di vivere. Tutti coloro che hanno deciso di scendere in campo, dovranno chiedere scusa poiché tutti quei morti sono stati uccisi due volte.

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Daniele Giacinti