Spagna superiore, l’Italia si arrende

Va detto che senza i diversi interventi decisivi del capitano di Juve e Nazionale la pratica si sarebbe chiusa ben prima. L’Italia non va oltre un palo di Cerci e un’occasione di Osvaldo nel primo tempo. Il torinista e lo juventino hanno composto il tridente offensivo con il laziale Candreva. Prandelli è ancora alla ricerca del modulo da proporre in Brasile, 4-3-3 o 4-3-1-2. Molto dipenderà dal recupero o meno di Giuseppe Rossi, che il CT vorrebbe mettere al fianco di Balotelli, ieri assente per l’infortunio alla schiena che lo ha fermato nelle ultime settimane.

In difesa è stato ottimo il debutto di Gabriel Paletta, il migliore tra gli azzurri. A questo punto, dando per intoccabile il trio juventino Barzagli-Bonucci-Chiellini, forse il favorito per il posto da quarto centrale è proprio il giocatore del Parma. L’unico concorrente credibile sembra essere Astori, che ha dalla sua l’essere ormai da qualche anno nel giro della Nazionale. Ogbonna ha visto pochissimo il campo quest’anno, senza lasciare una grande impressione quando ha giocato. Ranocchia ha addirittura perso il posto in un’Inter non certo eccezionale. I due sembrano essere definitivamente tagliati fuori.

Per il resto nulla, o poco di nuovo. La Spagna, ma questo si sapeva, è di un’altra categoria, a livello tecnico, atletico e di idee. Il divario è più merito della Spagna che un demerito dell’Italia. La verità è che la Roja di Del Bosque è una delle Nazionali più forti di tutti i tempi, dovesse arrivare il bis iridato in Brasile si potrebbe parlare della Nazionale più forte di sempre, e anche più vincente. Gli spagnoli possono contare su un parco giocatori sconfinato. Stilando un’ipotetica formazione degli esclusi da questa amichevole esce fuori una squadra veramente temibile. De Gea, Arbeloa, Pujol, Inigo Martinez, Carvajal, Borja Valero, Arteta, Isco, Mata, Torres, Llorente. Il centravanti della Juve, che rischia di non andare al Mondiale avendo davanti a se come minimo il naturalizzato Diego Costa e Negredo, probabilmente sarebbe il titolare nell’Italia. Basterebbe forse questo a dire che, tecnicamente non c’è confronto. L’aspetto che preoccupa le altre Nazionali è il ricambio di talenti già in corso per la Spagna. La Roja a breve non potrà più contare su Xavi, a Pujol forse rinuncerà sin dal Mondiale, Casillas ha superato i trenta, Torres e Iniesta li compiranno quest’anno. Ma ci sono gli Isco, i Morata, gli Alcantara giovanissimi eppur già pronti. Senza contare che elementi di livello assoluto e pilastri della selezione come Piquè, Fabregas, David Silva, Juan Mata, Sergio Ramos e Jordi Alba hanno dai 24 ai 27 anni. Il divario preoccupante con l’Italia sta proprio nelle prospettive future. Se in porta e in attacco qualche nome tra gli azzurri sembra venir fuori, a centrocampo solo Verratti e Florenzi dei post 1990 promettono al momento una carriera di un certo livello. In difesa il trend è a dir poco allarmante. Ranocchia e Ogbonna, entrambi classe 1988, compiranno 26 anni e vengono ancora trattati quasi come promesse. Il primo è costato circa 18 milioni all’Inter, e nelle gerarchie di Mazzarri è finito dietro Rolando, Samuel, Juan Jesus e Campagnaro. Il secondo, pagato quindici milioni dalla Juventus, ha l’attenuante di avere davanti a se il trio bicampione d’Italia, e un giocatore forte e esperto come Caceres, ma è il quinto nome per Antonio Conte.

Poi in una partita secca tutto può succedere, soprattutto nel breve periodo dove l’Italia è comunque competitiva a livelli alti e ha dimostrato più volte di essere un osso durissimo per chiunque, anche agli stessi spagnoli nella semifinale di Confederations Cup, vinta solo dopo un’infinita serie di rigori. Ma non c’è da stupirsi se i favori del pronostico vadano ancora una volta a loro.

 

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Alessandro Paparella

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