Il Delfino nuota verso la Serie A

Il Pescara torna in Serie A ma onore al Trapani. Il Delfino si aggiunge a Cagliari e Crotone. Al Provinciale riesce a mantenere il vantaggio dell’andata (2-0) e a gestirlo in novanta minuti tesi e nervosi che hanno maturato l’1-1 finale. Ma oltre alla promozione del Pescara, il vero momento topico per cui sarà ricordata questa partita non può essere altro che l’abbraccio tra Oddo e Cosmi a fine incontro. Un vero e proprio manifesto da esportare.

pescara verre

Verre

A parte questo piccola ma doverosa postilla, è giusto onorare, in primis, un Trapani favoloso e passionale che ha incarnato alla perfezione il carattere coriaceo del suo allenatore: Serse Cosmi. Una squadra in grado di cambiare rotta e fare un girone di ritorno impressionante guadagnandosi non solo i playoff bensì il terzo posto, alle spalle solamente di Cagliari e Crotone. La partita di stasera è stata eroica e romantica di fronte a un pubblico splendido. E pensare che il primo tempo aveva fatto dubitare, vacillare la supremazia pescarese. L’inizio parla solo siciliano e i frutti si vedono fin da subito. Già all’ottavo Citro entra in area, apre il piatto e infila Fiorillo: è 1-0 Trapani. Prosegue così la prima frazione con un Pescara intimorito e meno efficace del solito, soprattutto in zona offensiva. Il Trapani, spinto dallo stadio, prende coraggio e sfiora il 2-0 che avrebbe annullato il vantaggio dei biancoazzurri maturato all’andata. Nella ripresa l’inerzia della partita cambia fortuitamente, quasi il destino lo volesse, solo perché dettato dalla frenesia dei siciliani di voler accelerare il ritmo di gioco. Nicolas, fino ad allora fondamentale e probabilmente migliore in campo, rimette velocemente in gioco una palla con le mani, spingendosi ai limiti dell’area. La palla finisce su un giocatore del Trapani che verticalizza di prima, anche lui cercando di affrettare i tempi di gioco. La sfera, però, viene intercettata da Verre che, aiutato anche dall’intralcio dell’arbitro, vedendo Nicolas fuori dai pali, decide di tirare in porta: la parabola è perfetta, il Pescara pareggia.

Il Trapani comunque non demorde e cerca disperatamente di ribaltare l’esito della gara ma pochi minuti dopo Scognamiglio, da ultimo uomo, è costretto ad atterrare Lapadula, lanciato a rete. L’arbitro estrae il cartellino rosso. Come all’andata, gli uomini di Cosmi finiranno in 10. Il Pescara, a questo punto, gestisce il risultato aspettando il triplice fischio. Senza più occasioni eclatanti ma con tanto nervosismo si conclude così un lunghissimo e appassionante campionato di Serie B: sulle immagini di festa del Pescara e le lacrime dei trapanesi, Cosmi in prima linea.

Il Pescara di Oddo

Dunque è arrivato il momento per tributare il giusto riconoscimento alla squadra che si è aggiudicata la vittoria di questi playoff. Il Pescara di Oddo, per quello che si è visto durante l’anno, ha sicuramente meritato questa promozione. Fresca, brillante, equilibrata, giovane ha incantato con il suo gioco mettendo in mostra validi e promettenti individualità. In primis sicuramente Lapadula e Caprari per quanto riguarda il reparto offensivo. Per il centrocampo, a parte Memushaj (che ha seguito la partita in tv perché aggregato all’Albania di De Biasi per Euro 2016), il giovane promettente Verre. Ma soprattutto i meriti vanno dati a mister Oddo che, sulle basi della promozione sfiorata l’anno scorso, ha saputo lavorare sul gruppo e imporre una mentalità di gioco vincente ed efficace. Ora arriverà un nuovo banco di prova per il Delfino: la Serie A … la meritata e sudata Serie A.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).