Serie A: tre uomini e una vetta

La seconda giornata di Serie A si è aperta con la difficile trasferta della Roma ad Empoli. La partita doveva avere un esito scontato, ma i toscani neopromossi hanno dato filo da torcere ai giallorossi con un’ ottima organizzazione tattica. La Roma, inoltre, è sembrata poco brillante in fase di costruzione, un po’ per aver tenuto in panchina gente come Totti e Gervinho, un po’ perché evidentemente De Rossi e Pjanic sono arrivati ad Empoli ancora un po’ provati dalle partite con le rispettive nazionali. Per sconfiggere l’ Empoli serviva qualcuno che alzasse il ritmo e dando anche qualità alla manovra. Pjanic? Ljajic? De Rossi? No, ancora Radja Nainggolan. Che fosse un giocatore in grado di dare dinamismo alla squadra lo sapevamo tutti, ma la cosa sorprendente è stata la qualità delle sue giocate. Sostituendosi in tutto e per tutto a Pjanic e De Rossi, le due principali fonti di gioco giallorosse, ha vestito i panni del regista sbagliando solo un passaggio su 17, ha illuminato la manovra con cambi di fronte e verticalizzazioni e, soprattutto, ha sganciato il secondo bolide del campionato che è valso l’ 1 a 0 finale per i giallorossi. Una Roma cinica che, a differenza di quella spumeggiante dell’ Olimpico, ha dimostrato solidità quando non è lei a dominare il campo. Merito anche di una rosa finalmente ricca di giocatori in grado di calarsi nel ruolo di leader quando i senatori hanno bisogno di rifiatare un po’. Una partita così, qualche anno fa la Roma l’ avrebbe persa. {ads1} Anche la nuova Juventus di Allegri non ha deluso le aspettative. Nuova si fa per dire, perché con l’ emergenza infortuni il tecnico bianconero ha deciso di ricorrere al vecchio modulo di Conte conosciuto a menadito dalla squadra. Cambia l’ allenatore ma non gli interpreti, tanto che a sbloccare il risultato è stato il solito Carlitos Tevez che già l’ anno scorso è stato determinante nei momenti cruciali. In molti avrebbero scommesso su una Juventus meno combattiva dopo l’ addio di Conte, ma questo inizio di stagione ci ha parlato di una squadra a tratti anche più spavalda e spregiudicata; un gruppo che tra gli schemi di Allegri ed i vecchi meccanismi di Conte crea molte azioni da gol e che forse concretizza fin troppo poco.

 

A Milano invece si sono accorti di Menez. Nei suoi trascorsi in giallorosso la sua classe cristallina era l’ unica cosa indiscutibile di questo giocatore, eppure non se ne è mai parlato abbastanza. Cosa comprensibile, visto che il francese è uno dei giocatori più incostanti del campionato. Nel Psg era uno dei tanti ed evidentemente non ha fatto gola a nessuno. Ora che il Milan è tornato a vincere però, al francese sono bastate due partite per mandare in visibilio tutto lo stadio con i suoi numeri. La domanda sorge spontanea : il vero Menez è questo, o si tratta del solito abbaglio sull’ onda dell’ entusiasmo dato da un allenatore che gli ha dato fiducia? Il miglior Menez lo avevamo visto a Roma quando a credere in lui era stato Claudio Ranieri. Qualche lampo di genio, ma poi la luce si è spenta di nuovo.La storia quindi, non gioca a favore del nuovo attaccante milanista. Partendo dal presupposto che il Milan ha fatto un affare nel prenderlo a parametro zero e che Filippo Inzaghi, uomo di campo, ha capito all’ istante che Menez ha bisogno della fiducia dell’ allenatore, è innegabile che il francese in queste due partite di campionato si sia dimostrato un trascinatore. Oltre a sfoderare giocate di qualità, gol e assist, il francese si è messo a disposizione della squadra sia in fase offensiva che in fase difensiva. Per quanto riguarda il nuovo Milan, momentaneamente tra le prime della classe, si può dire che incarna un po’ lo spirito del proprio allenatore. Gioca con metodo, ma regala emozioni da cardiopalma, dando l’ impressione che, nel bene o nel male, tutto può succedere.

Se le prime della classe hanno dimostrato una certa mentalità, altre squadre sembrano averla persa quasi del tutto. Si tratta principalmente del Napoli e della Fiorentina. Entrambe costruiscono molto ed hanno un potenziale offensivo devastante, ma troppo spesso non raccolgono nulla di ciò che seminano. La squadra di Benitez inoltre, è tempestata da amnesie difensive che spesso mettono in grande difficoltà un Napoli che non ha la mentalità giusta per reagire ad un gol subito. Benitez dovrà rimboccarsi le maniche per far cambiare rotta al suo Napoli prima che sia troppo tardi. A volte, come abbiamo visto, un solo uomo può essere determinante per dare la giusta mentalità a tutti i compagni di squadra e in questo momento il Napoli ne avrebbe proprio bisogno. Ne sono la dimostrazione Nainggolan, Tevez e Menez che ora, dopo aver preso la squadra sulle spalle, guardano tutti dall’ alto e si godono il panorama.

@Dr_Lexus08

 

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Alex Marino

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