Totti: the show must go on

Totti meravigliao e tantissimi goal per la 34° giornata di campionato.

Il turno infrasettimanale di serie A non desta particolare scompiglio in classifica nelle prime posizioni: la Juve resta capolista seguita dal Napoli a 73 punti che si guarda le spalle dalla Roma a -5, l’Inter perde l’occasione di avvicinarsi alla terza posizione (basta la rete del rosso blu De Maio a cancellare il sogno Champions per la squadra di Mancini). Pareggiano Sassuolo-Sampdoria e Palermo-Atalanta: per i bergamaschi salvezza matematica rimandata. L’Empoli ha la meglio sul Verona per 1-0 e, mentre la rete di Maccarone avvicina la squadra di Delneri dall’inevitabile discesa in serie B, invece, per i friulani la retrocessione è cosa lontana: a nulla serve il goal di Zarate, il duo Zapata-Théréau sigla la vittoria dell’Udinese contro la Fiorentina. Al Bentegodi va di scena un Super Chievo che asfalta con una manita i ciociari. Il Frosinone, rimasto in 9, deve accontentarsi del goal della bandiera. Stasera Milan-Carpi.

Ma diamo uno sguardo più approfondito alle nostre teste di serie che per goleada, supremazia indiscussa e magia meritano menzione a parte.

NAPOLI-BOLOGNA: 6-0

L’anticipo dei partenopei è letteralmente una goleada che non lascia scampo neanche alla rete di rappresentanza. Doppietta di Gabbiadini, tripletta di Mertens, David Lopez mette “solo” il coperchio a un Bologna cotto a puntino. Tante le occasioni create dal Napoli, poche e sprecate quelle del Bologna. Il primo tempo fa intendere sin dal principio che sarà la squadra di casa a dominare il rettangolo verde: incomincia Hamsik a far tremare la porta degli emiliani con un destro da fuori area ma sono solo i primi istanti di gioco e Mirante è vigile; dal decimo in poi, con delle prestazioni indecenti, gli undici di Donadoni si teletrasportano virtualmente in un campo di calciotto parrocchiale. Peccato che gli avversari restino invece al San Paolo e continuino a giocare come secondi solo alla Juventus. Per arresto falloso di Callejon in area, raddoppia Gabbiadini dal dischetto e il primo tempo termina sul 2 a 0 per gli azzurri. La ripresa è la mortificazione del Bologna: in 39 minuti di gioco arriva la tripletta di Mertens che, reduce da tanta panchina, è una vera e propria macchina da guerra. Chiosa David Lopez il sestetto di goal.

JUVENTUS-LAZIO: 3-0

E’ la ventitreesima vittoria dei bianconeri sulle ultime ventiquattro giornate. Ormai è una scena vista e rivista quella dello scudetto, praticamente cucito sul petto con largo anticipo dalla fine del campionato. Nella rosa della Lazio ci sono assenze importanti. Mancano, infatti, capisaldi come Candreva e Klose. E un Marchetti discreto non basta a mettere in difficoltà la squadra di Allegri nettamente superiore. Il primo tempo che, a onor del vero, per le tante occasioni mancate, sarebbe dovuto terminare con un parziale di almeno 5 goal a 0, termina, fortunatamente per i biancocelesti, con la sola rete di vantaggio per ribattuta di Mandzukic. Il cambio di Milinkovic per Parolo nella ripresa a nulla serve. Espulso Patric per somma di ammonizioni, Dybala trasforma facile il calcio di rigore e la Lazio in dieci arranca soluzioni inutili. L’argentino, “poco amico dei bambini“, è di nuovo protagonista: sfrutta un assist di Khedira e segna il 3 a 0. Tutti Allegri e a +9 dalla squadra di Sarri.

ROMA-TORINO: 3-2

Totti, Totti, Totti. Sempre e solo Lui a farci sognare, gioca per 9 minuti compreso il recupero, perchè il simpatico e strafischiato pelato decide di “usarlo” soltanto al 41°, e in 240 secondi ribalta la partita. La Roma perdeva 2 a 1: il Torino prima in vantaggio su rigore trasformato da Belotti; l’autore del fallo, Manolas, poi rimedia siglando il pareggio e gli uomini di Ventura tornano nuovamente a condurre la gara con la rete di Martinez. Ma quando i dadi sembrano ormai tratti, come nella peggior-migliore abitudine del toscano, c’è spazio per il Capitano che i suoi 39 anni li indossa da fare invidia a tutto il mondo calcistico. E’ questione di attimi. Arriva nella mischia e insacca meravigliosamente la sponda di Manolas. L’Olimpico è in delirio, Zampa rischia l’infarto e i romani e i romanisti come tutti gli altri restano senza parole. Sono gli occhi a parlare e le parolacce a uscire verso tutti quelli che contestano questo grande campione. Ma non è ancora finita. Non c’è neanche il tempo di realizzare e Calvarese, a seguito di due rigori negati, ne concede uno dubbio. Ancora il Capitano, ancora pelle d’oca, ancora buca la rete. La Roma così, incredibilmente, vince 3 a 2. Le pagelle? Corriere della Sera e Messaggero danno un bel 10 al numero 10 unico al mondo. Scettro e corona chiamano carta e penna, i miracoli esistono. Sono rari altrimenti non si chiamerebbero così. Bisogna solo fare attenzione nel riconoscerli e nell’autenticarli ma soprattutto bisogna accettarli: Pallotta e Spallettimo che famo“?.

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".