Le 10 cose che abbiamo imparato dalla prima giornata di Serie A

Finalmente. Potrebbe essere riassunta così la prima giornata di Serie A. Finalmente è tornato il calcio giocato, finalmente si può tornare a tifare la propria squadra del cuore. Ma soprattutto per i calciofili dipendenti, finalmente è finita l’abbuffata di tutti gli altri sport. Senza falsi moralismi, di chi – a torto o ragione – non ammette giudizi affrettati, l’avvio di una nuova stagione segna sempre il primo momento di analisi per le squadre della Serie A. Oltre i risultati del campo, cosa ci ha davvero insegnato questa prima giornata?

1. La Juventus sta sempre lassù
HiguainCon una campagna acquisti imperiale, degna dei migliori top club europei, la prima uscita ufficiale della Juventus aveva le sembianze più di una trappola che di una vera prova del nove. Con “due rose divise, a causa degli Europei e della Coppa America” come ammesso dallo stesso Allegri, i bianconeri hanno messo in mostra tutte le proprie qualità. Solidità, idea di gioco, forza e convinzione, sommate a Higuain. Perché checché se ne dica, con tutte le ironie estive, il Pipita ha subito giustificato la cifra monstre spesa per lui. Esordio e gol vittoria. 9 minuti, un pallone toccato e un gol. Il tutto con una Juventus ancora a mezzo servizio, con molte defezioni e chiaramente ancora in fase di rodaggio. Serve aggiungere altro? Tutti aspettavano la sfida con la Fiorentina per trovare delle crepe, che non si sono viste.

2. La Roma è già in forma
DzekoIl risultato della Roma è stato netto. 4-0 all’Udinese che non ammette repliche. Sicuramente i friulani, sempre pieni di nuovi talenti in rampa di lancio, non poteva essere un banco di prova probante e allo stesso modo il doppio impegno al Preliminare di Champions ha fatto sì che i giallorossi arrivassero più avanti degli altri alla prima giornata di Serie A. Ma la prova di forza mostrata dalla Roma, soprattutto nel secondo tempo, ha fatto capire come, ad oggi, la principale concorrente nella lotta Scudetto (semmai ci sarà) è lei. Al 20 di agosto le cose da migliorare ci sono, soprattutto in difesa dove il duo De Paul-Zapata ha messo troppo in difficoltà la coppia centrale di Spalletti, insieme a un centrocampo ancora privo di un vero faro al posto di Pjanic. Ma visto che conta soprattutto il risultato e per migliorare certi automatismi c’è tempo, come prima uscita un 4-0 è quanto di meglio si potesse chiedere.

3. Napoli nervoso
rigore Pescara NapoliUn pareggio in casa del Pescara sono due punti persi. È inutile girarci attorno. Per chi punta forte alla testa della classifica, pareggiare in casa di una neopromossa non può essere un buon risultato. Ovviamente siamo solo alla prima giornata e due punti di scarto da Roma e Juventus sono nulla, ma il nervosismo dimostrato dal Napoli durante tutto il match, ha messo in evidenza come le scorie del post-Higuain non siano state eliminate. Milik e Gabbiadini segneranno, probabilmente, tanti gol, ma la sicurezza che dava aver un animale d’area come l’argentino è una mancanza risultata ieri molto evidente. Forse il mercato e sicuramente la bravura di Sarri aiuteranno il Napoli nei prossimi mesi. L’importante però sarà dimenticare in fretta Higuain e ripartire da quegli automatismi che sono sempre stati il punto di forza delle squadre di Sarri.

4. Il Sassuolo non sorprende più
Palermo SassuoloOrmai il Sassuolo di Di Francesco non sorprende più. Ieri è arrivata una comoda vittoria in casa del Palermo, dopo le bellissime prove europee di questa estate. Definirlo miracolo è diventato quasi offensivo per il più bel progetto tecnico della Serie A. Bel calcio, giovani in rampa di lancio e una solidità economica da far invidia a molte big italiane. Il Sassuolo è una realtà e l’Europa League è solo un piccolo premio per una società destinata a fare scuola. Parlare di Scudetto o Champions League sembra ancora esagerato, ma difetti non se ne vedono e l’ascesa degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Sognare non costa nulla e con una Serie A così povera non sembra un peccato farlo.

5. Progetto Inter: work in progress (ancora…)
De BoerCambi societari, presidenti onorari, proprietari stranieri e un allenatore dimissionario a metà agosto. La situazione in casa Inter è quanto di più caotico ci possa essere. E tutto questo caos ha avuto la sua riproposizione nella prestazione in campo al Bentegodi. Forse la solidità, l’organizzazione e la linearità progettuale – nel piccolo di una realtà come Chievo – non ha fatto altro che amplificare la situazione nerazzurra. Addossare colpe a De Boer sarebbe ingiusto e deleterio, ma l’olandese dovrà compattare un gruppo dietro la sua guida. Cementare e isolare il campo da tutto quello che succede a livello societario. Le qualità tecniche ci sono e il background di De Boer sarà un punto di forza.

6. Montella alla prova Milan
Donnarumma rigore BelottiIl rigore di Belotti sembrava l’ennesima puntata della telenovela suicida del Milan. 3-1 fino al 90’, bel gioco, vittoria all’esordio e il ritorno degli applausi di San Siro. Tutto troppo bello. E, infatti, prima il gol di Baselli e poi il rigore al 95’ avevano fatto tornare i vecchi fantasmi. Fortunatamente ci ha pensato San Gigio Donnarumma a salvare la baracca. Rigore parato e vittoria. Montella promosso e sette giorni di tranquillità che in questo momento in casa rossonera servono forse di più degli acquisti. Certo, un aiuto dal mercato, soprattutto a centrocampo, non dispiacerebbe a Montella, ma per adesso bastano i 3 gol di Bacca e i 3 punti in classifica per continuare a lavorare al progetto Milan con tranquillità.

7. Inzaghi salvatore della patria

Simone InzaghiBielsa si, Bielsa no. I mal di pancia di Candreva prima e quelli di Felipe Anderson e Keita ora. Tutto alle spalle. Alla prima giornata, tutto cancellato da quel Simone Inzaghi salvatore della patria, ormai diventato unico e solo ‘conducator’ di tifosi e giocatori. Forse, come non capitava da molto tempo, la Lazio sembra essere compatta dietro all’allenatore. E ieri i suoi ‘soldati’ hanno risposto sul campo. 4-3 all’Atalanta con una squadra zeppa di giovani e nuovi volti ma finalmente unita verso un unico obiettivo. Gasperini e l’Atalanta ci hanno messo del loro per facilitare il compito ai biancocelesti, ma la compattezza e la voglia dimostrata dai ragazzi di Inzaghi è bastata a portare a casa i tre punti. Più avanti arriveranno esami più difficili, ma la prima prova per il ‘tappabuchi’ Inzaghi è stata superata a pieni voti.

8. Finalmente Giampaolo?

GiampaoloIl ritorno a Empoli dopo la stupenda stagione dello scorso anno è coincisa con la prima vittoria della sua Sampdoria. Che sia finalmente arrivato il riscatto per il definitivo salto di Marco Giampaolo nel gotha degli allenatori italiani? Da sempre è considerato uno dei migliori ma, vuoi per sfortuna, vuoi per poca propensione all’autopubblicizzazione, l’allenatore svizzero, sempre promesso sulle panchine delle ‘grandi’, non ha mai confermato quanto di buono si dicesse sul suo conto. Empoli lo scorso anno è stato l’anno del riscatto. Ora la prova del nove chiamata Sampdoria con una prima giornata che lascia ben sperare.

9. Neopromosse rimandate

Bologna CrotoneSi sa, il salto dalla B alla A non è mai facile. Ieri per Crotone, Cagliari e Pescara sono arrivate due sconfitte e un pareggio. Molto poco considerato anche il livello degli avversari. Posto come exploit il pareggio degli abruzzesi con il Napoli, la sconfitta del Crotone a Bologna e quella dei sardi a Genova ha mostrato lacune tecniche che dovranno essere sistemate in questa settimana di calciomercato. Il tempo c’è e siamo sicuri che gli aggiustamenti verranno fatti, ma il divario con le altre pretendenti alla salvezza sembra ancora ampio, soprattutto per i calabresi, all’esordio nella massima serie.

10. La Serie A è bellissima

Ok, i giudizi possono essere condivisibili o totalmente sbagliati. Gli spunti potevano essere anche altri, magari sviscerati in altro modo. Ma l’ultima cosa che ci ha insegnato questa prima giornata è indiscutibile. 32 gol, emozioni e alcune sorprese che ci fanno dire: la Serie A è bellissima!

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.