Serie A: il gioco delle coppie

La classifica di Serie A si sviluppa in uno strano gioco delle coppie ed inizia a marcare le differenze tra quelle che, fino a poco tempo fa, sembravano essere squadre più o meno sullo stesso livello. Le vittorie del Napoli e della Juventus ci aiuta a capire che quello per lo scudetto ormai è un duello combattuto a suon di gol ( 4 i gol della Juventus contro il Chievo, 5 quelli del Napoli contro l’ Empoli). Il pareggio della Fiorentina e la sconfitta dell’ Inter nel derby milanese evidenziano il calo fisiologico dopo un girone di andata giocato a ritmi altissimi, mentre i tre punti conquistati dalla Roma e dal Milan portano un’ ondata di entusiasmo in due ambienti che non possono più permettersi di sbagliare.

Ormai lo abbiamo capito: Napoli e Juventus in questo momento sono irraggiungibili. Questa tesi non si basa solo sulla serie di vittorie inanellate dalle due squadre (dodicesima vittoria consecutiva per la Juventus, raggiunto il record di Antonio Conte), ma anche e soprattutto dalla foga agonistica di Napoli e Juventus. Il Napoli segna vagonate di gol da mesi, mentre la Juventus ha avuto bisogno di un periodo di rodaggio per ritrovare la via del gol. Infatti, contro il Chievo Verona è stato un vero e proprio assedio (4 gol e due legni), capitanato da un ragazzo che fino a questo momento aveva sofferto più di tutti: Alvaro Morata. L’ attaccante spagnolo ha messo a segno la seconda doppietta consecutiva, recupero provvidenziale, visto che l’ infortunio di Mandzukic terrà il croato fuori dai campi per un mese.

Se Napoli e Juventus stanno spingendo sul pedale dell’ acceleratore, Inter e Fiorentina stanno rallentando visibilmente. La frenata più drastica è senz’altro quella dell’ Inter, che dopo i risultati striminziti del 2016 ha ricevuto anche la mazzata finale nel derby di ieri sera contro il Milan. Mancini è andato su tutte le furie: dito medio ai tifosi che lo insultavano (si, è lo stesso che predicava eleganza due settimane fa), accuse alla terna arbitrale e alla dea bendata per non aver aiutato la sua squadra in un momento così difficile. Insomma, dopo un girone di andata strepitoso, alla lunga anche i limiti di questa squadra sono venuti fuori, così come è successo alla Roma, alla Fiorentina e allo stesso Milan.

Non che ora Roma e Milan se la passino meglio, nonostante le buonissime vittorie ottenute rispettivamente contro il Frosinone e l’ Inter. Questo deve essere necessariamente l’ inizio di una serie di vittorie consecutive, senza le quali le due squadre difficilmente potranno recuperare il terreno perso negli ultimi mesi.

La Roma deve mantenere alta la concentrazione. Il Frosinone era un avversario modesto e i nuovi acquisti – nonostante la buonissima prestazione di El Shaarawy e Zukanovic, ai quali è appena aggiunto Perotti – non devono essere visti come i salvatori della patria. Anche Dzeko, Salah e Iago Falque iniziarono benissimo il campionato, prima di essere contagiati dalla malattia misteriosa che da tempo affligge la Roma. Quindi la Roma dovrà esaltarsi più che altro sulle dinamiche di gruppo che Spalletti sta tentando di innescare. Scambi, affiatamento tra i reparti, rispetto delle regole e sacrificio. Come corollario, necessariamente arriverà anche il bel gioco.

Anche il Milan sta cercando da tempo una nuova identità. Mihajlovic ha rivoltato la squadra in tutti i modi e, forse, con un semplice 4-4-2  ha trovato il giusto equilibrio. Il derby ha premiato la determinazione e l’ efficacia rossonera ma, come abbiamo detto per la Roma, questa vittoria rischia di essere un fuoco di paglia se non fosse un punto di partenza verso qualcosa di più grande.

Insomma, Napoli e Juve sono lanciate verso il titolo, Inter e Fiorentina arrancano, Roma e Milan stanno cercando di risorgere. Lo strano gioco delle coppie.

 

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Alex Marino