Seppi, la grinta al potere

 

Va bene che non la ama, che preferisce le superfici veloci (vedi l’erba di Eastbourne o il cemento indoor dell’ex Leningrado), ma ormai anche sulla terra rossa Andreas Seppi ci aveva abituati a certe soddisfazioni, culminate lo scorso anno a Belgrado. Fin qui, però, quella 2013 è stata un’annata “thrilling”: eliminato due volte da Fognini al primo turno a Montecarlo e a Roma; strapazzato da quel volpone di Tommy Haas a Madrid; ma soprattutto incapace di battere il taiwanese Yen Hsun Lu a Nizza. Pessimi auspici in ottica Roland Garros. E invece proprio sul più bello Andy è tornato a fare la voce grossa. Tre giorni, già 10 set giocati (più tie-breaks), 7 ore e mezza di gioco complessive. Prima contro l’argentino Mayer, poi contro Blaz Kavcic (posizione 104 del ranking), battuto 6-0, 7-6(2), 6(3)-7, 4-6, 6-3.

IL MATCH – Eppure, almeno stando alla “carta”, lo sloveno non sembrava tipo in grado di creare grossi grattacapi al numero 22 del mondo. E il primo set pareva confermarlo, visto che vedeva Seppi (solitamente un motore diesel) infliggergli un rotondissimo 6-0. Kavcic però cresceva col passare dei minuti, mentre l’altoatesino lentamente ripiombava nel buio di recente memoria. Ancora controllabile il secondo set (7-6), poi un errore dietro l’altro, servizi ceduti malamente, inutili contro-break: tanto che lo sloveno si riportava in partita dominando nei due set successivi. È il come-back dell’anno? Macché, battere Seppi al quinto set non è roba per tutti (chiedete a Cilic, Australian Open). E l’azzurro metteva subito le cose in chiaro: break e vantaggio di 3-0. Più che sufficiente per portare a casa il match chiudendo con un agile 6-3. Seppi c’è, avanti un altro. Almagro, per l’esattezza.

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Mauro Del Prete

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