“Prima volta” per Sensi e Iemmello: il Sassuolo si salva con i suoi giovani

Sensi e Iemmello, ieri al Sassuolo gliel’hanno risolta loro la partita. Gli ennesimi giovani in rampa di lancio nella bellissima realtà costruita da Eusebio Di Francesco e Giorgio Squinzi. 2-1 in rimonta contro il Crotone. Altri tre punti in classifica con la zona Europa che si avvicina. Ah se avessero vinto anche contro il Pescara, ma quell’errore burocratico … forse l’unico cruccio stagionale per i neroverdi. Sarebbe terzo posto in solitaria, ma ora in casa Sassuolo non è tempo di rimpianti. La squadra gira, i giovani escono fuori ogni domenica. Dopo Pellegrini, Ricci, Politano e Lirola, ieri è stato il giorno di Sensi e Iemmello, entrambi al primo gol in Serie A. Classe ’95 il primo e ’92 il secondo. Giovani, forti e soprattutto italiani, in una Serie A sempre più dominata dagli stranieri. Ma chi sono Sensi e Iemmello?

sensi stefano

Stefano Sensi

Stefano è sveglio, gioca con la testa alta e i piedi rispondono velocemente a quanto dice il cervello, veloce e vispo come lui. Tanta gavetta a dispetto dei 21 anni: Urbania, Rimini, San Marini e Cesena. Oggi la A con il Sassuolo, grazie soprattutto alla stagione scorsa in Emilia Romagna. Titolare per tutto il campionato e genialità al servizio del calcio. Stefano non è però il classico regista piccolo di statura (solo 168 cm per lui) molto leggero ma tecnico, spesso inutile nel calcio muscolare di oggi. Lui insegna calcio con i piedi, ma soprattutto difende bene, rimane attaccato all’avversario rischiando spesso il tackle. Una voglia di riconquista del pallone per poi far innamorare con due piedi che incantano. Chi vi ricorda? Il paragone con Verratti, seppur pesante, è più che mai calzante. Ora a Sassuolo la prova di maturità per dimostrare di esser pronto anche ad alti livelli. Ieri intanto è arrivato il gol della speranza. Per fare gli assist, il suo marchio di fabbrica, ci sarà tempo.

Iemmello

Pietro Iemmello

Lui è Pietro, anzi Re Pietro come lo avevano soprannominato lo scorso anno a Foggia. Goleador come pochi se ne sono visti dalle parti dello Zaccheria: 53 gol in due anni. Niente promozione con i Satanelli, ma un amore reciproco con la città e i tifosi, forse irripetibile. Questa estate l’addio in Puglia e l’arrivo a Spezia che lo fa esordire in campionato ad agosto. Ma Re Pietro in B non ci vuole stare. Alla fine arriva il Sassuolo, la prima vera esperienza in Serie A. Le giovanili le aveva fatte a Firenze, vincendo anche uno Scudetto Allievi, ma mai gli era stata data la possibilità di esordire con i viola. Di Francesco gliela offre, a 24 anni e lui ci mette poco ad imporsi. Intanto nella scelta della maglia. Lui è un bomber e si prende senza paura la maglia n.9 e poi anche nelle gerarchie. Defrel è il titolare, ma si sa, con le Coppe le partite sono tante e le possibilità di mettersi in mostra anche. Ieri è arrivato finalmente il gol, di rapina, da attaccante vero. Zampata in anticipo sul portiere e vittoria. Ora inizia una nuova vita per Re Pietro, quella dei “grandi”, per continuare a fare quello che ha sempre fatto. I gol.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.