Sei nazioni: l’Italia chiude col botto

Si chiude con una vittoria prestigiosa il Sei Nazioni Azzurro: per la prima volta nella storia del torneo l’ Italia riesce a battere l’ Irlanda superandola in classifica, chiudendo con un ottimo quarto posto un torneo dai mille volti. Giornata fresca, Olimpico strapieno e chiazze verdi sparpagliate in tutti i settori testimoniano un arrivo in massa dall’Irlanda nella vigilia della festa di San Patrick. Brunel cambia tre pedine rispetto a Twickenham:  Cittadini rileva “Castro” infortunato,  rientra Lo Cicero e dal primo minuto in campo anche Favaro.

Pronti via e Irlanda subito 3 a 0  con Paddy Jackson, ma azzurri subito reattivi nel rispondere: al 12’ da una touche  nei pressi della linea di meta, mischia gigante, punizione azzurra con Orquera che converte il 3 a 3. Ancora due chance con Orquera per prendere il largo, con un palo su calcio piazzato e una trasformazione l’Italia mette il naso avanti 6 a 3, dimostra fisicità superiore una grande voglia di vincere giocando a tratti un ottimo rugby corale. Falliamo diverse chance per chiudere a meta, ma al 27’ è Paddy Jackson a non convertire  il piazzato del pareggio. Alla mezz’ora Irlanda in quattordici per l’ammonizione di capitan O’Driscoll, gli azzurri provano a premere con l’uomo in più. Al 36’ un crollo mischia, fondamentale dove gli Irlandesi non sono sembrati irresistibili, ci concede un calcio che Orquera, vista la distanza, cede a Gonzalo Garcia: 9 a 3 Italia, boato dell’Olimpico che applaude convinto a suon di “Ola”. Prima dell’intervallo un’ingenuità (una delle poche azzurre) concede a Paddy Jackson il -3 e il primo tempo  si chiude sul 9 a 6. Un po’ poco per quello che abbiamo espresso: c’è mancata la meta cercata più volte, ma mai concretizzatasi.

Nel secondo tempo ripartiamo in attacco schiacciando gli impacciati Irlandesi nella loro metà campo, e dopo un prolungato tentativo di sfondamento al 50’ Venditti trova il varco giusto per infilare il 14 a 6. Nel groviglio concitato è necessaria la moviola per decidere, attimi di attesa e Olimpico in delirio con Orquera che ci porta al massimo vantaggio: +10 e Italia padrona del campo, ma al 52’ riusciamo a complicarci la vita rimanendo in quattordici causa cartellino giallo a capitan Parisse. Attimi difficili e Irlandesi che in un amen si riportano a -1 con tre piazzati di Jackson. Azzurri in balìa degli eventi si risvegliano  grazie al rientro del capitano, e alla commovente uscita di Andrea Lo Cicero con relativo addio alla nazionale dopo 103 presenze in azzurro. Da questo momento in poi solo Italia, con Garcia che fallisce un piazzato, ma un attimo dopo Irlanda di nuovo con un uomo in meno: ammonito Ryan e Orquera ci riporta sul +4. In superiorità numerica riusciamo a gestire il finale nonostante un timido tentativo di reazione irlandese che si infrange sul muro difensivo azzurro. Girandola di cambi e degno finale con l’ultimo piazzato di Orquera che chiude le ostilità regalandoci un trionfo storico e meritato.

Un 22 a 15 finale che chiude un sei nazioni iniziato bene con la Francia, proseguito male con Scozia e Galles, ma finito alla grande con la quasi impresa di Twickenham e un successo finale tra giri di campo e standing ovation (con tanto di lacrimoni) al mitico Andrea Lo Cicero di cui il rugby azzurri sentirà presto la mancanza. L’impressione è che coach Brunel stia lavorando nella direzione giusta portando l’Italrugby anno dopo anno ad un livello di competitività sempre più alto, non ci resta che aspettare il 2.013 e archiviare con orgoglio le tante cose buone espresse dagli azzurri in questo Sei Nazioni.

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Fabio Bandiera

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