NBA: ad Est comanda il Canada

Dopo una buona stagione i Raptors sono ripartiti alla grande ed al momento vantano il miglior record di Conference. Cinque partite giocate nella notte, riscatto per San Antonio e Cleveland, a picco i Knicks. Chicago dipende sempre da Rose, italiani infortunati o convalescenti. Ad Atlanta brilla una giovane stella.

Il sistema delle leghe professionistiche americane ha le proprie peculiarità. Una di esse consiste nella presenza di compagini canadesi, come se il Marsiglia o il Basilea giocassero nella serie A italiana di calcio. Mentre è sempre parso normale nell’hockey, sport nazionale del Grande Nord, per il basket la storia è però diversa. Due squadre entrarono in NBA nel 1995, ma dopo sei stagioni i Vancouver Grizzlies si trasferirono a Memphis. Restarono i Toronto Raptors, lo spettacolo nell’era Carter, le semifinali playoffs nel 2001, Bosh e Bargnani, gli ultimi anni difficili.
Ad aprile i Raptors chiusero al terzo posto ad Est, ma furono subito eliminati in post season.
In estate coach Casey ha mantenuto quasi intatto il roster, prelevando qualche ragazzo e puntando sull’ex Atlanta Louis Williams. Il play si sta rivelando un talento nel procurarsi i liberi, Valanciunas lotta a rimbalzo, Lowry regala assist e DeRozan si sta ritagliando una dimensione da stella a tutto tondo, 22,7 punti in stagione.
Toronto è a sei vittorie ed una sconfitta, comanda ad Est per la seconda volta nella sua storia. Nel 2008 vinse le prime tre ma finì male, stavolta le prospettive sembrano diverse.
Con una sconfitta in più li segue Chicago, che stanotte ha ritrovato Rose, 24 punti in 32′ dopo aver saltato 4 delle ultime 5 partite per problemi alla caviglia. Bulls di nuovo brillanti a rimbalzo, 29 tra Gasol e Noah contro Detroit, una delle squadre dalla miglior statistica in tal senso. Sono da titolo, ma solo se Rose starà bene. {ads1}
Cleveland pareggia con New Orleans il record vittorie/sconfitte, ma restano le lacune difensive. I big three dell’Ohio si prendono la ribalta, 32 punti LeBron e Irving (27 nella ripresa) 22 Love con sei triple. D’altro canto ci sono i sei punti degli altri nel secondo tempo: la mancanza di alternative ha frenato a volte James coi suoi Heat ed il problema sembra essersi trasferito con lui a Cleveland.
Indiana batte Utah con 29 punti di Hibbert e 22 dalla panchina di A.J. Price, preso con un contratto di 10 giorni causa i tanti infortuni della franchigia (West, Hill, soprattutto George). Quinta sconfitta di fila per New York: Anthony si intestardisce a giocare da solo, il rientro di Bargnani resta indefinito. Carnefice dei Knicks è stata Atlanta, che ha messo in mostra il 21enne Dennis Schroder. Tedesco di madre gambiana, il play paragonato a Rondo ha messo a segno al Garden 12 punti nell’ultimo quarto, compresi due splendidi canestri dal campo nei due minuti conclusivi.
San Antonio sale 3-3 avendo piegato i Clippers 89-85 allo Staples Center. 500a vittoria per il Trio, secondo solo ai 540 successi di Bird-McHale-Parish con Celtics, record superabile nel corso della stagione, infortuni permettendo. Malgrado la congiuntivite, Leonard mette 26 punti fra cui il canestro del primo vantaggio Spurs a -1’44”. L’mvp delle finals ruba poi palla a Paul per servire a Ginobili la tripla del decisivo +5. Momento difficile per Griffin, due gravi palle perse nella parte finale della gara.
Non ci sono più squadre imbattute, 6-1 per Memphis e Houston, 5-1 per Golden State di Stephen Curry, giocatore della settimana ad Ovest e top scorer NBA con 27,7 punti.
Sempre lento il rientro di Gallinari, nessun canestro dal campo in 20′ per lui nella sconfitta di Denver con Portland. Purtroppo a Detroit neanche si accorgono che Datome sia infortunato, mentre agli Spurs farebbe comodo Belinelli, a sua volta fuori per problemi all’adduttore e Bargnani è out ormai da dieci mesi. Non il momento migliore per gli italiani in NBA.

Dennis Schroder

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michele sarno