Scommessopoli: la farsa continua

Continua il pasticciaccio brutto, anzi bruttissimo, di Scommessopoli. L’imbarazzante procura federale continua a punire e poi assolvere come due ciechi che si prendono a sassate, incurante di giocare con classifiche e carriere. L’ultimo atto è stato recitato ieri con la revoca della penalizzazione inflitta a metà dicembre al Napoli e ai suoi calciatori.

“Ha vinto il calcio italiano” ha ieraticamente dichiarato il presidente De Laurentiis, sempre più innamorato di se stesso. Non abbiamo dubbi in proposito, se intendiamo per calcio italiano quella goffa rappresentazione farcita oramai di intrallazzi e sacrificata sull’altare delle pay tv. Non si riesce assolutamente a cogliere quale sia il criterio con cui Palazzi e soci si stiano muovendo all’interno di un’ inchiesta evidentemente più grande di loro, ramificata in più filoni, che coinvolge mafie di ogni origine e che invece i media ci propinano come il desiderio di arrotondare di qualche giocatore scarso e di un paio di tabaccai di provincia. La lentezza con cui il cucchiaino da caffè della giustizia sportiva si è abbattuto su società, calciatori ed allenatori è stata di una veemenza e una velocità pari al peto di un bruco. Non vogliamo certo il sangue degli accusati ma semplicemente chiarezza e possibilmente toglierci dal ca…mpo chi acchitta le partite per cui noi stupidi tifosi rischiamo le coronarie.

Mentre sono ancora in piedi le inchieste di Cremona, Napoli e Bari tutto ciò che è avvenuto di riflesso nel mondo pallonaro è stato qualche punto di penalizzazione sparso qua e là e la squalifica per Conte che ci è costata mesi di balletti tra un piagnisteo e un patteggiamento e che di positivo ha prodotto solo l’imitazione di Crozza. Per ironia della sorte proprio mentre la procura si esibiva nel suo ultimo spettacolo funambolico a margine del summit Interpol-FIFA sul calcio scommesse il capo della Polizia Manganelli ha annunciato nuovi casi anche roboanti su cui siamo certi che la giustizia interverrà, quella sportiva un po’ meno. Attendiamo pazienti cosa riusciranno a regalarci quest’anno Palazzi & Co. per rendere ancora più irregolare questo campionato. L’ultima perla di ieri è stato il tentativo di introduzione della responsabilità modulata, ovvero responsabilità in base all’importanza del calciatore.

Non possiamo d’altronde attenderci chissà che cosa dal pallone nostrano specchio fedele di un paese che ha tra i candidati al Parlamento Luciano Moggi e tra le vittime preferite degli arbitri (leggi Il Palazzo) Zeman che invece riceve attestati di stima in quasi tutti i campi d’Italia dai tifosi avversari, tranne ovviamente quelli con coscienza e storia sporca. Prima o poi avremo il coraggio di abbandonare questa passione sempre più simile per verosimiglianza al wrestling, sarebbe ironico farlo con lo strumento simbolo di questo imbarbarimento: il telecomando. Cambiamo canale ed andiamocene in Bundesliga che lì adesso arriva Guardiola.

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Francesco Lorito

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