Sci di fondo: domani al via le gare di Liberec

Il programma prevede gare di sprint, individuali ed in tecnica classica per domani e a squadre ed in tecnica libera per domenica. Riprende quindi la regular season di sci di fondo dopo il Tour che come sempre è stato un appuntamento sportivo altamente spettacolare. L’ultima gara, quella in cui gli atleti risalgono l’alpe del Cermis lungo la pista Olimpia III (pista di sci alpino) con pendenze del 29% ed in cui danno fondo a tutte le energie in uno sforzo epico è sempre uno degli eventi sportivi più intensi dell’anno. In questa edizione tra le donne ha vinto, per la quarta volta, Justyna Kowalczyc. La polacca è partita nell’ultima gara con un vantaggio di poco più di due secondi rispetto alla norvegese Johaug una vera specialista delle salite. Nei nove chilometri di gara la norvegese ha dato tutto per ridurre il gap e vincere, mentre la Kowalczyc ha dato tutto per resistere all’assalto dell’avversaria. La Johaug da campionessa ha ridotto lo svantaggio fino a soli 26 secondi ma non ha potuto fare di più. Le due atlete nell’impersonare il ruolo di lepre e di inseguitrice ci hanno regalato una gara vibrante ed una giornata di sport con la esse maiuscola.
Differente la prova maschile. Qui al contrario di quanto accaduto tra le donne i primi quattro della classifica sono partiti con distacchi ridottissimi e quindi hanno fatto tutta la gara insieme. Cologna, Northug ed i russi Legkov e Vylegzhanin si sono scambiati per un po’ le posizioni fino all’attacco della salita (un muro!) finale. Li Legkov ha staccato tutti ingranando una marcia in più ed è andato a vincere il Tour. Lo svizzero Dario Cologna nel finale riesce a tenere e arriva secondo, Vylegzhanin arriva terzo e Northug staccato da subito sul muro finisce quarto. Da segnalare la prova pazzesca di Girgio di Centa che a quarant’anni si piazza ottavo (in partenza era sedicesimo) nella gara più dura dell’anno: uno che ha vinto due ori olimpici a trentaquattro anni e che corre in Coppa del Mondo senza uno sponsor e forse senza una reale prospettiva di vincere ma che ama il suo sport e lo onora fin quando sarà competitivo ai massimi livelli. Certi comportamenti sono la concretizzazione materiale di idee, come Giorgio di Centa e la sua prestazione sul Cermis sono la concretizzazione dell’idea dello sportivo e della voglia di competere, punto. Gli sciocchi credono che sia un valore lasciare da vincenti, forse perchè non si accetta l’eventualità di finire nelle retrovie quando in carriera si è vinto tanto.

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