Sassari, Regina di coppa

Il Banco Sardegna Sassari si è aggiudicata la Final Eight 2014 di Coppa Italia al Mediolanum Forum di Assago, battendo in finale la Montepaschi Siena 80-73 entrando per la prima volta nella storia di questa competizione dopo una lotta durata centoventi minuti e tre partite al cardiopalma che rendono unica questa rassegna dall’adrenalinica e collaudatissima formula.

Vittoria strameritata per gli uomini di coach Sacchetti che hanno dovuto sudarsela sin dal primo quarto di finale contro i padroni di casa dell’Armani Jeans, sconfitti al fotofinish (82-80) grazie ad una rimonta incredibile nell’ultima frazione chiusa sul 23-14 per gli isolani che devono erigere un monumento a Travis Diener, Mvp della rassegna ed eroe del quarto di finale con i suoi 13 punti nei minuti finali che hanno spento la luce negli occhi del patron Giorgio Armani, venuto ad Assago per assistere al trionfo delle scarpette rosse. Ad attendere Sassari in semifinale c’è Reggio Emilia, altra sorpresa di queste Final Eight, che con una prova maiuscola del trio White (25p), Bell (20p), Kaukenas (17p) aveva colto di sorpresa una svagata Cantù (84-77), a cui sono mancati le gambe e i punti di un irritante Joe Ragland impreciso e poco lucido nei possessi finali. Dall’altra parte del tabellone Siena, sempre a suo agio su questi palcoscenici, aveva regolato agevolmente l’Acea Roma (76-67) gestendo in scioltezza il vantaggio iniziale maturato nella prima frazione, con un infallibile Erik Green (19p e 7/8 dal campo) e un chirurgico Haynes (18p e 4/8 da tre) contro cui poco hanno potuto i capitolini con le loro percentuali disastrose e il solo Hosley (22p) realmente in partita. Nell’ultimo quarto di finale l’Enel Brindisi ha superato come da pronostico la resistenza dell’Umana Venezia (83-70), spazzata via dalla fisicità degli uomini di Bucchi, cha ha avuto in Michael Snaer (27p) un implacabile cecchino, supportato da un ispiratissimo Campbell (17p e 4/9 da tre). Dall’altra parte coach Markovski si è aggrappato ai talenti di Taylor (18p) e Smith (19p) che da soli hanno retto il peso di un attacco raramente in grado di cambiare passo e invertire l’inerzia di una gara già segnata. La prima semifinale ha visto Sassari prevalere contro Reggio Emilia (92-86) in un match spettacolare giocato su ritmi altissimi, quelli preferiti dal Banco che è riuscito a ruotare al meglio i suoi effettivi piazzando cinque uomini in doppia cifra con i due cugini Diener sugli scudi: Travis (26p) e Drake (18p), contro il solito trio delle meraviglie White, Bell e Kaukenas arrivato spompato nel finale. Altra mini sorpresa nell’altra semifinale dove Brindisi si è lasciate irretire dall’esperienza di Siena (80-89) cedendo di schianto sotto la pressione della posta in palio. Siena ha giocato meglio, bilanciando la distribuzione dei carichi offensivi tirando con ottime percentuali (41,4% da tre) grazie al trio Green, Carter, Haynes, mentre dall’altra parte Jerome Dyson (30p)ha ecceduto nelle soluzioni individuali coinvolgendo poco e male il resto della squadra che ha pagato a caro prezzo anche a rimbalzo l’eccessiva fisicità difensiva mensanina.

Finalissima tutta da godere, con Sassari e il suo basket champagne contro Siena l’immarcescibile, ma il responso del campo parla chiaro: Sassari parte bene dettando il ritmo gara mentre gli uomini di Crespi arrancano per tenere il passo. Secondo quarto pirotecnico degli isolani e all’intervallo il gap tra le due formazioni è di ben 17 punti (45-28). Partita finita? Con Siena mai dire mai, e la rimonta sembra materializzarsi a metà terzo quarto grazie alla ruvida sostanza di Ortner che insieme a Carter tiene ancora vivo il match, mentre Sassari spara a salve a ripetizione con Marques Green a riprendere fiato. Nel momento topico del match a cavallo tra i due quarti finali Sassari riesce a riprendere in mano il pallino, grazie ad alcuni innesti di coach Sacchetti, sporcando le soluzioni pressoché individuali dei cecchini toscani, il resto è opera dei due cugini Diener che piazzano le giocate vincenti respingendo l’ultimo assalto senese e regalando a questa meravigliosa piazza che vive di basket da sempre una gioia immensa e francamente inaspettata . Nel tabellino finale oltre ai Diener (17 Travis e 14 Drake) la sostanza di Caleb Green (18p con 4/7 da tre), la regia lucida di Marques Green e i chili di Gordon Drew che ha retto bene l’urto sotto le plance contro Ortner e soci, insomma un trionfo corale che rende questa manifestazione sempre più bella e affascinante ogni anno che passa.

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Fabio Bandiera

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