Sansone castiga l’Inter

L’Inter infatti non approfitta del passo falso della capolista e torna a casa senza punti dalla sfida contro il Parma. Al Tardini passa la squadra di Donadoni, apparsa più solida nei reparti, specie in difesa. Ma soprattutto brava e cinica a trovare il gol da un’azione estemporanea di Sansone (75’), che in un attimo brucia metà campo palla al piede e trafigge Handanovic sul primo palo. Chiara citazione – con le dovute proporzioni – del Baggio formato Italia ‘90 contro la Cecoslovacchia, per meriti personali, ma anche perché la difesa di Stramaccioni si scioglie come il burro, lasciando al calciatore emiliano tutto il tempo e lo spazio per siglare l’eurogol. Un pessimo segnale per il tecnico interista: dopo l’impresa allo Juventus Stadium ha racimolato soltanto 1 punto in 3 partite.

La chiave della serata storta dell’Inter è Ricky Alvarez, professione tuttocampista. Nei primi venti minuti è proprio lui a tenere in moto la macchina nerazzurra. Poi però la benzina finisce, e da valore aggiunto l’argentino diventa una zavorra per i suoi compagni. Il motore s’ingolfa e la manovra si fa lenta e prevedibile. Ne approfitta il Parma, che guadagna metri trascinato da un imprendibile Biabiany (nettamente il migliore in campo). L’Inter ha anche due o tre occasioni per portarsi in vantaggio (bravo Mirante su Guarin), ma il gol di Sansone è una doccia fredda, e di fatto chiude la partita. Infatti gli emiliani si impossessano del centrocampo e non corrono più grossi pericoli, anzi negli ultimi minuti sono loro ad andare più vicini al gol. L’ingresso di Coutinho (tardivo) serve a poco: i nerazzurri non riescono a verticalizzare, il Parma invece gioca a memoria e amministra il vantaggio. Soprattutto, porta a casa tre punti d’oro.

Chi invece approfitta della serataccia della Vecchia Signora è il Napoli di Mazzarri, che supera 1-0 il Cagliari in trasferta e sale al secondo posto il classifica (a -2 dalla Juve). Risultato sofferto per i partenopei, strappato con le unghie e con i denti. Anche perché a Quartu sono i padroni di casa a condurre il match. L’undici di Pulga crea una valanga di occasioni da gol, ma non riesce mai a trovare il guizzo vincente, mentre il Napoli si rende pericoloso soprattutto in contropiede (palo di Insigne). Alla fine la partita si trasforma in una specie di duello, con la squadra di Mazzarri che al 78’ azzecca finalmente la mira e colpisce con Hamsik. Il forcing finale dei rossoblù è spettacolare ma improduttivo. Il Napoli sa vincere anche senza Cavani.

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Mauro Del Prete

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