San Antonio Spurs campioni 2014!

Un po’ di cronistoria per contestualizzare. 25 giugno 1999, Madison Square Garden, gli Spurs vincono il loro primo anello. David Robinson “l’Ammiraglio” è il leader, ma non sarebbe mai riuscito a tagliare il traguardo senza Tim Duncan, centro 23enne delle Isole Vergini. Sulla panchina siede da tre stagioni Greg Popovich. 2001: arriva un play francese di 19anni, Tony Parker. 2002: è la volta di un argentino proveniente dalla Virtus Bologna, Manu Ginobili.
Nel 2003, 2005 e 2007 altri tre titoli. Robinson fa in tempo a festeggiare il primo e si ritira.
La squadra resta competitiva, ma Duncan e Ginobili stanno superando i trent’anni. Quando nel 2011 al primo turno Memphis elimina a sorpresa gli Spurs è pronto il de profundis per una squadra giudicata troppo vecchia.
Invece Popovich riparte, a Splitter e Green arrivati nell’estate precedente aggiunge Diaw e Leonard. Kawhi ha 20 anni, è stato la 15a scelta al draft e preso da Indiana è stato scambiato per arrivare a George Hill. Dodici mesi fa la nota delusione in Florida. Sembrava davvero l’ultima pagina per questo gruppo, invece…. {ads1}

Stanotte Miami ha approcciato la gara con orgoglio, come si conviene ad una compagine blasonata. Spoelstra ha messo Allen in quintetto rinunciando a Chalmers, presentandosi senza un play di ruolo. LeBron ha disputato un primo quarto ruggente da 17 punti e mentre San Antonio sbagliava conclusioni in serie, gli Heat si arrampicavano fino al 22 a 6. L’inerzia però cambiava presto, già all’intervallo breve il vantaggio degli ospiti era sceso a 7 lunghezze. Nella seconda frazione, Leonard apriva il gas, firmando con un tripla il primo vantaggio Spurs sul 37-35, poi Ginobili stupiva tutti con una splendida schiacciata. Miami tornava a palesare i soliti difetti, con Bosh fuori dal gioco e Wade sempre impreciso al tiro. Pur se top scorer della gara con 31 punti, James assisteva impotente all’esibizione degli avversari, che anche grazie alle bombe del sorprendente Mills, iniziavano a preparare la festa. Risultato finale 104-87 e rivincita completata.
“Ricordiamo cosa è accaduto lo scorso anno e come ci sentivamo in spogliatoio, l’abbiamo sfruttato, ci abbiamo lavorato sopra, siamo tornati qui ed è meraviglioso”.
Queste le parole di Duncan, che non ha svelato il suo futuro: se deciderà di smettere, sarà stato il commiato ideale.
Per la terza partita di fila, Kawhi Leonard è stato il massimo realizzatore dei suoi con 22 punti (più 10 rimbalzi) ed alla fine è stato premiato da sua maestà Bill Russell come Mvp delle Finali, il più giovane a riuscirci dal suo compagno Duncan nel 1999.

Mentre Popovich dimostrava di poter vincere anche con una minore incidenza dei suoi tre grandi, restano interrogativi su Miami. Si può andare avanti senza un grande play? Wade è ancora un campione?
C’è anche un pezzo di tricolore in questa vicenda, Marco Belinelli è ora il primo italiano a possedere un anello NBA. Certo, minuti giocati e punti si sono dimezzati tra regular season e playoffs. La guardia di San Giovanni in Persiceto si è però sempre fatta trovare pronta, ha messo canestri importanti, anche in gara5 e non dimentichiamo che questa stagione gli aveva già regalato la vittoria nel tiro da tre all’All Star Game. Il suo titolo può essere paragonato a livello storico ai grandi successi della nazionale, i due europei, i due argenti olimpici. Forse Marco starà ripensando a quando nel 2007, mentre Parker, Duncan e Ginobili festeggiavano il quarto anello Spurs, lui varcava l’oceano per affrontare il mondo NBA per la prima volta. Forse tutto questo gli starà sembrando una favola.

 

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michele sarno

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