Rullo Bayern, quarti ad un passo

 

Ad interpretare il ruolo del carnefice è il Bayern Monaco di Heynckes, squadra costruita a suon di milioni ma con criterio: connubio più raro di quanto si possa pensare. E a fare la differenza, sul rettangolo di gioco, sono stati proprio l’organizzazione e l’alto tasso tecnico dei calciatori bavaresi. Tosti in difesa e imprendibili sulle corsie esterne. Oltre ad imporre la figuraccia agli avversari ne hanno messo in luce tutti i limiti: i londinesi mancano di peso in attacco e soprattutto hanno un disperato bisogno di materia grigia in mezzo al campo.

I Gunners cominciano col buon proposito di giocare a calcio e non far toccare palla al Bayern. Ci riescono per sei minuti. Poi Schweinsteiger si porta a sinistra e serve Kroos, che dal limite dell’area gira in rete, al volo, senza pensarci troppo. Capito perché Robben è diventato panchinaro fisso? Il gol è una doccia fredda. Prima di riprendersi l’Arsenal fa in tempo ad incassare il raddoppio, stavolta sugli sviluppi di un corner grazie ad una zampata sottomisura di Muller. Gli uomini di Wenger provano a scuotersi, ma è ancora il Bayern ad andare ad un palmo dalla terza marcatura con un colpo di testa di Mandzukic. Sarebbe stato troppo.

La reazione dell’Arsenal non porta molti frutti. Ad eccezione di un gol nato da un doppio errore: il primo dell’arbitro, che assegna un calcio d’angolo inesistente. Il secondo di Neuer, che sceglie di passeggiare in area lasciando che un innocuo corner diventi un assist per il più facile dei gol. Facile e beffardo, perché segna proprio l’ex Podolski. Ma i Gunners non hanno neanche la forza di farsi forti degli errori altrui, e così il Bayern mette addirittura l’ipoteca sui quarti di finale. La firma Mandzukic, che butta nel sacco un traversone beneficiando anche di un’adeguata dose di fortuna. Tra due settimane all’Allianz Arena a Wenger servirà un’impresa. Ma per quanto visto stasera è difficile credere che i suoi uomini saranno all’altezza.

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Mauro Del Prete

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