Rosberg domina nella noia

“What a car you gave me, what a car!” Rosberg al suo ingegnere di pista tagliato il traguardo

Benvenuti nella nuova era della F1. Dopo un quarto di secolo caratterizzato da motori aspirati e da un’incidenza prevalente di telaio e gomme, si è tornati al turbo. Oggi parliamo di power unit, doppia alimentazione combinata termica ed elettrica per un sistema che incorpora il KERS, cioè il sistema di recupero dell’energia cinetica. Fondamentali saranno i consumi, il limite per ogni vettura durante una gara sarà di 100 chili di benzina e dunque i piloti saranno chiamati ad un’attenta gestione del carburante. {ads1} Il weekend a Melbourne ha in parte confermato aspettative e pronostici emersi dai test. La Mercedes ha vinto passeggiando, ma ha portato una sola vettura al traguardo, quella di Rosberg. Scattato dalla pole, Hamilton si è infatti dapprima sfilato, per poi venire richiamato ai box dopo solo quattro giri a causa di problemi con il power unit ed essere costretto ad uscire dall’abitacolo. Tutto facile per il figlio di Keke, che vinse la prima edizione del Gp d’Australia nel 1985. Nico si è mantenuto in testa dall’inizio alla fine, chiudendo con 24″ di vantaggio sul secondo. Se come sembra sarà un duello interno alla Mercedes, iniziare con un 25 a 0 su Hamilton è per Rosberg uno spettacolare punto di partenza.
Vettel sapeva che sarebbe stata dura. Il quattro volte campione del mondo aveva girato pochissimo durante i test, causa molteplici problemi. Il venerdì australiano era sembrato confortante, ma già ieri era rimasto fuori dal q3. La sua gara è durata cinque tornate, il motore lo ha obbligato al ritiro. C’è un solo elemento di conforto per lui in prospettiva: il secondo posto di Ricciardo. L’australiano, figlio di un siciliano, ha esaltato il pubblico di casa sin dalle prove, per concludere col miglior risultato della carriera al debutto in Red Bull.
A proposito di rookies, ha sorpreso Kevin Magnussen. Al primo gp della sua vita, il 21enne danese della McLaren ha concluso al terzo posto davanti al compagno Button, capace di sfruttare con la consueta abilità l’iniziale confusione dettata dall’ingresso della safety car. Grazie ai due piazzamenti ed al ritiro di Hamilton, la scuderia di Woking è in testa fra i Costruttori con 27 punti.

Maluccio la Ferrari, limitata da problemi elettrici. Alonso ha gestito la macchina migliorando le proprie prestazioni solo nel finale e concludendo quinto, negativo il debutto di Raikkonen, solo ottavo, protagonista perdente nei duelli con Bottas e spesso alle prese col bloccaggio delle proprie ruote.
E’ stato un gran premio piuttosto noioso, sono arrivate in fondo più auto, 14, di quanto le messianiche previsioni lasciassero immaginare. L’unico a movimentare la giornata è stato Bottas. Partito 15°, il finlandese della Williams è risalito in fretta al quinto posto per poi finire contro il muro e forare una gomma che si è sfilata in pista, costringendo i commissari a far uscire la citata safety car. Sembrava doversi ritirare, invece è ripartito all’attacco tornando in zona punti ed a suon di sorpassi ha concluso sesto. La Williams si è confermata competitiva, purtroppo Massa non ha avuto modo di verificarlo visto che Kobayashi gli è andato addosso in partenza.

Positiva la prestazione della Toro Rosso, a punti sia con Vergne 9° che col debuttante Kvyat, 10°, bene anche la Force India con Hulkenberg 7°. Ritirate entrambe le Lotus, sono già lontani per loro i fasti del 2013.
Tra due settimane si torna in pista con il Gp di Malesia, l’ultimo pensiero va a Michael Schumacher, il plurivincitore di questo pazzo mondo: svegliati presto!

 

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michele sarno

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