Ronaldo zittisce Ibra, Francia chapeau!

“Ronaldo non è decisivo nei big match”, diceva qualcuno. Forse l’esultanza in cui il portoghese si esibisce dopo ogni gol, con quel gesto attraverso il quale comunica a tutti che lui è lì, sempre sul pezzo, a scrivere puntualmente la storia di ogni partita, è la sua risposta personale rivolta proprio a chi lo accusa di non essere decisivo nelle gare importanti. Ieri sera, in Svezia, l’esultanza è stata ripetuta per ben tre volte, in una partita piena di colpi di scena e di classe, grazie al portoghese, si, ma anche al grande escluso del Mondiale: Zlatan Ibrahimovic. Quest’ultimo, un po’ in ombra nella gara di andata persa per 1-0 firmata proprio C.Ronaldo, aveva il compito di guidare la Svezia verso il Brasile, capovolgendo il risultato a suon di gol. Effettivamente ieri sera è successo qualcosa di molto simile, perché dopo l’1-0 portoghese segnato da CR7, Ibra ha preso prepotentemente in mano la partita siglando una doppietta in 5 minuti, grazie ad un gol di testa in occasione di un corner, e ad una bordata pazzesca su calcio piazzato subito dopo. Tutta questa prepotenza, si è però scontrata con il talento di Ronaldo, che quando ha lo spazio di tagliare la linea difensiva per sprigionare la sua velocità, diventa seriamente una macchina da gol. La difesa svedese, forse troppo concentrata nel tenere alta la squadra alla ricerca disperata della qualificazione, si è dimenticata dell’attaccante portoghese, il quale non ha perso l’occasione di diventare l’eroe della serata, prima con due splendidi diagonali di sinistro, usato con la maestria di un ambidestro; poi dribblando il portiere nel finale, per segnare il terzo gol con un destro che vale il Ko di Ibra e compagni. E’ tanta la delusione dello svedese, che al prossimo Mondiale avrà 37 anni, e con tutta probabilità non potrà disputarlo. Chi ama il calcio, sarà sicuramente dispiaciuto di non poter ammirare i gol di questo giocatore strabiliante, con l’unica sfortuna di non avere alle sue spalle una squadra altrettanto talentuosa, o forse, di aver incontrato sul suo cammino un Cristiano Ronaldo che quest’anno non risparmia proprio nessuno. Il portoghese, in lista tra i probabili vincitori del Pallone d’oro, in questo doppio spareggio ha dimostrato di avere qualcosa in più nei confronti di Messi e Ribery, mettendo a segno tutti e 4 i gol segnati contro la Svezia, determinando la qualificazione al Mondiale. Senza nulla togliere agli altri due campionissimi, quest’anno per togliere il Pallone d’oro al portoghese ci vorrà molta fantasia. {ads1} Altra bellissima storia, è stata quella scritta dalla Francia ieri sera, che doveva affrontare l’ardua sfida di capovolgere il 2-0 dell’andata contro l’Ucraina. In problema, non consisteva molto in un avversario così difficile da battere, quanto in una squadra, la Francia, che sembrava non avere proprio la classe e lo spirito competitivo d’un tempo, e che di conseguenza poteva avere molta difficoltà nel superare in casa gli ucraini con tre gol di scarto. Deschamps ci prova, e schiera uno spregiudicato 4-3-3 interpretato egregiamente dall’undici titolare, grazie alla rapidità di Ribery, le giocate di Valbuena e gli inserimenti dei centrocampisti guidati da un ottimo Pogba. L’elemento che impressiona fin dai primi minuti però, è proprio la determinazione e la coralità della squadra francese nel cercare da subito il gol, senza concedere un centimetro agli avversari, ed è proprio questa grinta che determina il primo gol firmato Sakho, il quale sfrutta una respinta e porta subito in vantaggio la Francia. La squadra poi non si è di certo adagiata sugli allori, e Benzema, dopo essersi visto annullare un gol regolare, riesce ugualmente a segnare il 2-0 francese che pareggia momentaneamente i conti con il risultato di andata, ma la terna arbitrale sbaglia ancora, assegnando alla punta madrilena un gol in netto fuorigioco. Il 2-0 sarebbe servito soltanto ad andare ai tempi supplementari, ma una Francia così determinata aveva tutte le carte in regola per chiudere i conti entro i 90 minuti, passando così alla storia come l’unica squadra nella storia ad accedere al Mondiale ribaltando una sconfitta per 2-0 nell’andata. Questa splendida storia, il destino vuole che sia scritta da Sakho, cresciuto nelle giovanili del Paris Saint Germain e ceduto dopo anni al Liverpool, aveva lasciato con le lacrime agli occhi la sua amata Parigi, città che proprio ieri sera ospitava lo spareggio con gli ucraini. Era il 27′ della ripresa, e Sakho si trovava nell’area avversaria a deviare in maniera un po’ fortuita un tiro-cross di Ribery che gli permette di segnare il gol qualificazione, davanti agli occhi di Parigi, la città che Sakho porterà sempre nel cuore.

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Alex Marino

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