Ronaldo mette la terza: il Pallone d’oro è ancora suo

E tris è stato. Cristiano Ronaldo vince per la terza volta in carriera il premio individuale più ambito da qualsiasi calciatore, il Pallone d’Oro. Trofeo che arriva dopo il successo della scorsa edizione e del 2008. In mezzo quattro anni di dominio targato Messi, che resta l’unico giocatore nella storia ad aver vinto più palloni d’oro del portoghese. Col terzo successo però Ronaldo eguaglia mostri sacri del calibro di Platini, Van Basten e  Cruijff, ed entra ormai definitivamente nell’olimpo dei più grandi giocatori di sempre.

Ronaldo ha battuto la concorrenza dell’eterno rivale Messi e del portiere della Germania Manuel Neuer. Proprio il tedesco alla vigilia era dato come il rivale più pericoloso per Ronaldo, mentre Messi sembrava nettamente staccato dal portoghese. In effetti è stato così, visto che Ronaldo ha trionfato con il 37% dei voti contro il 15% di Messi, ma Neuer è finito addirittura terzo, seppur di pochissimo.

Il trionfo di Ronaldo è sicuramente meritato. Il 2014 l’ha visto trascinare il Real Madrid alla storica “decima” Champions League, competizione in cui ha battuto il record di gol in una singola edizione segnandone diciassette. Oltre a questo anche il titolo di “pichichi” del campionato spagnolo, con annessa scarpa d’oro, la Supercoppa Europea vinta grazie a una doppietta in finale, il Mondiale per Club e  il titolo di miglior giocatore UEFA. Numeri inattaccabili. Sembrava forte comunque il  partito di Manuel Neuer, attualmente il miglior portiere in circolazione. I soloni del calcio dicono abbia modificato il ruolo, non limitandosi solo a parare ma talvolta agendo quasi da libero. In realtà Neuer, che tra i pali per inciso è formidabile, un po’ folle lo è, e questo lo porta a prendersi rischi notevoli. Impressionano però la sua reattività tra i pali e la facilità estrema con cui copre lo specchio della porta. Però c’è un però. Buffon nel 2006 e Casillas nel 2010 meritavano meno di lui di vincere il premio? Probabilmente no, anzi, furono entrambi più decisivi nella conquista del Mondiale rispetto a un Neuer che si è avvantaggiato di una corazzata nettamente superiore alle altre. Insomma non si ricordano parate nel Mondiale di Neuer  decisive come quelle di Buffon su Podolski e Zidane o quella di Casillas su Robben. Ma nessuno dei due vinse il premio. E forse allora è giusto che non lo vinca nemmeno Neuer. O meglio, sarebbe stato giusto darglielo solo se non ci fosse Cristiano Ronaldo, che tra l’altro ha inciso di più sulle vittorie del Real di quanto non abbia fatto Neuer con la Germania. Insomma se difficilmente il Real Madrid senza i diciassette gol di Ronaldo avrebbe vinto la Champions League, forse la Germania con un portiere “umano” il Mondiale l’avrebbe vinto comunque.

L’unico portiere a vincere il premio di France Football resta quindi Lev Yashin, in un trionfo ormai datato 1963. Neuer comunque avrà occasione di riprovarci, anche se finchè in giro ci saranno Ronaldo e Messi sarà dura. Questo anche per il meccanismo delle votazioni in vigore da qualche anno, per cui il voto del capitano e del CT della Mongolia vale tanto quanto quello del CT campione del Mondo Joackim Loew e del capitano Lahm. E, si sa, in paesi dove il calcio attecchisce meno, a catturare le simpatie sono soprattutto i grandi attaccanti.

Detto questo va celebrato il trionfo di Cristiano Ronaldo. C’è chi dice che il Ronaldo “vero” sia il fenomeno ex Inter, Barca e Real. Senza nulla togliere al “fenomeno”, Cristiano a 30 anni (li compirà il 5 febbraio prossimo), e quindi con ancora anni di carriera davanti, ha già fatto molto di più. Ha vinto tutto con il Manchester United e con il Real Madrid, e soprattutto è un giocatore senza precedenti nella storia del calcio. In maglia Real Madrid il numero dei gol supera quello delle partite giocate, senza contare che sa fare tutto su un campo da gioco. Calcia con entrambi i piedi, tira le punizioni, fortissimo di testa e nel tiro da fuori, è veloce, salta l’uomo, e soprattutto segna. Come nessuno. In uno sport dove vince chi butta dentro il pallone non è un dettaglio trascurabile.  In più è un atleta eccezionale, a differenza per esempio di Maradona, e non è soggetto a infortuni, come il fenomeno. Tutti aspetti che lo rendono già ora un giocatore da annali del calcio, e quando smetterà reclamerà anche lui il trono di più grande di sempre. Chi si è avvicinato al calcio o se l’è goduto  in questi anni si senta fortunato. E’ capitato nell’epoca di Cristiano Ronaldo e Messi. Al passato si guarda spesso con nostalgia, ma un privilegio del genere non l’hanno avuto in molti.

Vuoi commentare l'articolo?

Alessandro Paparella