Roma – Napoli: la rivincita dei giallorossi

Dopo la vittoria poco convincente di Cesena, la Roma è tornata a vincere anche all’ Olimpico contro l’ ottimo Napoli di Benitez. La squadra di Rudi Garcia non vinceva in casa da tempo immemore, ma contro il Napoli si sono visti nuovamente “gli occhi della tigre” negli sguardi dei calciatori giallorossi. Primo fra tutti Miralem Pjanic , che oltre ad aver siglato il gol vittoria, è tornato ad essere un giocatore propositivo, in grado di mettere ordine in mezzo al campo, di ricevere palla , trasformandola in una potenziale occasione  per i compagni. Ma non è solo il bosniaco ad aver ottenuto una vera e propria rivincita personale, oltre che collettiva. A cominciare dal reparto difensivo, nel quale Manolas e Astori hanno sfoderato una sontuosa prestazione nonostante fossero alle prese con giocatori del calibro di Higuain , Callejon e Gabbiadini. Era stato al centro delle critiche anche Morgan De Sanctis, sia per le prestazioni che per alcune dichiarazioni che non sono piaciute alla tifoseria, ma il portiere giallorosso ha risposto sul campo effettuando  parate decisive per la vittoria proprio quando la squadra ha arretrato il baricentro, subendo le manovre offensive del Napoli.

Anche per quanto riguarda il reparto offensivo le critiche in questo periodo non sono mancate. Che gli attaccanti giallorossi vedano poco la porta è fuori discussione, i dati parlano chiaro. Se a questo fattore, aggiungiamo le assenze di Totti e Gervinho, possiamo intuire che contro il Napoli l’ inedito tridente schierato da Garcia non faceva presagire niente di buono. Al centro del reparto infatti, è stata la volta del criticatissimo Iturbe, la giovane promessa “mai mantenuta” e “pagata uno sproposito” , come è stato detto da molti. Il ragazzo invece, ha dimostrato di saper incassare le critiche trasformandole in energia positiva sul campo e, contro il Napoli, dopo 10 minuti di “assestamento” in un ruolo non suo (per un esterno di attacco spesso è difficilissimo giocare nel ruolo di punta spalle alla porta) è riuscito a fare la differenza, mettendosi a servizio della squadra. Tra botte e falli non concessi dall’ arbitro, Iturbe è rimanere lucido e a far salire la squadra tenendo impegnati i difensori avversari, un lavoro sporco che tra le altre cose ha generato l’ azione del gol vittoria. Una splendida azione corale che ha visto protagonista anche Alessandro Florenzi il quale, se da un lato ha sempre goduto dell’ appoggio della critica e dei tifosi, dall’ altro, paradossalmente, è stato uno dei giocatori messi più spesso da parte, a causa della sua polivalenza che non gli permette di trovare un posto fisso tutto suo. Eppure, ovunque venga schierato, Florenzi è in grado di non alterare la sua prestazione. Contro il Napoli, il numero 24 giallorosso ha disputato un primo tempo superlativo, tanto da portarlo a chiedere il cambio prima del triplice fischio a causa dell’ elevatissimo dispendio di energie spese per la maglia che ama. Un giocatore così, merita sicuramente la maglia da titolare.

Come abbiamo visto, la vittoria contro il Napoli ha rappresentato molte rivincite personali, ma a livello corale cosa significa tutto ciò? Innanzitutto questi tre punti, seppur sofferti, sono una grande iniezione di fiducia per tutta la squadra. Inoltre, la Roma ha dimostrato che è possibile vincere in questo campionato è possibile vincere anche senza Totti e Gervinho. Se gli undici in mezzo al campo effettuano i movimenti senza palla, con i tempi e i ritmi giusti, è ovvio che la Roma non sia “Gervinho-dipendente” come si è detto più volte. Il problema, semmai, è quando non ci si muove affatto, costringendo gli attaccanti ad interpretare azioni personali che, contro le squadre molto chiuse, non riusciranno mai. Una lezione tra le tante, che probabilmente è costata uno scudetto, e che speriamo sia stata assorbita da tutta la squadra, che ora è obbligata a difendere il secondo posto. Con i presupposti visti sul campo contro il Napoli, è una missione assolutamente alla portata.

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Alex Marino