Roland Garros fra pioggia e ritiri

Prima settimana densa di difficoltà al Roland Garros. Federer ha rinunciato, Nadal si è ritirato alla vigilia del 3° turno. Dieci set per Murray nei primi due match, Gasquet ha regalato il miglior spettacolo. Disastroso torneo degli italiani, si salva la Knapp. La pioggia ha condizionato il programma e creato un pericoloso incidente.

Visto dalla prospettiva del Foro, il Roland Garros è magnifico. Il campionato del mondo sulla terra, il sogno della maggior parte di noi italiani. Se però osserviamo lo scenario dal Bois de Boulogne, la prospettiva cambia. I francesi sono in difficoltà. Rispetto agli altri Slam incassano meno, l’area in cui si svolge l’evento è piccola in confronto agli altri e da quest’anno sono gli unici a non avere un tetto sul Centrale. Da tempo gli organizzatori premono per effettuare dei lavori di ampliamento, ma né il comune né i residenti della zona desiderano disagi. Quest’anno il destino si è divertito a evidenziare tutti i difetti. La pioggia è caduta con frequenza e, unitamente all’oscurità, – l’area non ha campi illuminati – ha costretto il rinvio di numerosi incontri. Il nadir si è toccato sabato: un temporale ha fatto saltare l’elettricità in tutta l’area e purtroppo un fulmine ha colpito otto bambini e tre adulti nel parco Monceau.

Si era visto a Roma come Federer non fosse in condizioni di giocare e ha, pertanto, deciso di rinunciare al Roland Garros per riposare in vista di Wimbledon. Il suo fisico sta presentando il conto: è il primo Slam che salta dal 1999. Assai più dolorosa, perché inaspettata, la conferenza stampa convocata da Nadal venerdì: lo spagnolo ha annunciato l’abbandono al torneo prima del 3° turno con Granollers a causa di un problema al polso. Il suo medico ha parlato di lesione nella guaina ulnare e Rafa ha dovuto rinunciare perché a rischio di rottura del tendine. Certo anche lui, coi noti problemi alle ginocchia cui si aggiunge questo al polso, sembra più vicino alla fine che non al rilancio e possiamo immaginare quanto gli sia costato lasciare il torneo che gli ha dato gloria. Pesante per i francesi anche il ritiro di Tsonga. Aveva saltato Roma, qui a Parigi si è arreso fra le lacrime sul 5-2 in suo favore contro Gulbis per via di un guaio all’adduttore.

Non che ne abbia bisogno, ma le disgrazie altrui hanno ancor più spianato la strada a Djokovic verso il primo sospirato titolo al Roland Garros. Trova oggi in ottavi Bautista Agut ma non si vede da qui alla finale chi possa impensierirlo. Le rinunce potrebbero condurre Thiem alla sua prima semifinale Slam, ma già da stamane avrà un ostacolo in Gulbis. Gli avversari di Nole albergano nella parte bassa, iniziando dal detentore Wawrinka, già ai quarti. L’elvetico è in crescendo, ha debuttato rimontando 2 set a 1 a Rosol e ora avrà Ramos, che ha sorprendentemente estromesso Raonic. Murray ha regalato, per proprie colpe, le maggiori emozioni del torneo. Al 1° turno è stato sotto 2 set a 0 contro Stepanek. Partita interrotta per oscurità verso la fine del quarto, altri rischi nel giorno seguente e col ceco a due punti dal successo nel quinto. Ancor più sconcertante la prestazione nel turno seguente con il carneade Bourgue, trovatosi incredibilmente sopra due set a uno. Lo scozzese si è poi rimesso in carreggiata, ha dato segnali discreti con Isner e affronterà ai quarti Gasquet. Al miglior risultato nel torneo di casa, il francese ha offerto al pubblico pregevoli sprazzi di classe: assistito dal magnifico rovescio ha regolato prima Kyrgios e poi Nishikori.

Serena Williams avanza con qualche patema solo nel tie break del secondo con la Mladenovic, vinto 12-10. Resta la favorita, a patto di mantenere un livello di condizione decente. Come per Nole, le sue migliori alternative si trovano nella parte bassa del tabellone: Muguruza è ai quarti, turno nel quale dovrebbero affrontarsi Radwanska e Halep, entrambe interrotte dalla pioggia ieri sera.

Il Roland Garros degli italiani è stato in linea con gli Internazionali: una caporetto. Knapp è arrivata al terzo turno avendo trovato all’esordio una Azarenka infortunata. Sorte meritata per Karin, dopo le sue vicissitudini. Unica altra azzurra a vincere una partita, ma contro una wc, è stata la Giorgi, sempre in rotta con la FIT. Cecchinato ha fatto una buona figura, portando Kyrgios due volte al tie break. Senza speranze Lorenzi e Bolelli, Seppi ha perso in tre da Gulbis, Fabbiano ha strappato una frazione a Lopez, la Schiavone continua a perdere nel suo non ufficiale tour di addio. Come al Foro, le note peggiori sono state Fognini, Vinci ed Errani. Il ligure ha incassato uno 0-3 da Granollers, poi salito alla ribalta per aver beneficiato del ritiro di Nadal. Quella fortuna poteva toccare a Fabio. La tarantina, appagata dopo l’exploit di NY e il raggiungimento della top ten, non sembra aver più nulla da dare. Il mistero è Sara: quattro sconfitte su quattro partite sull’amata terra, a Parigi ha fatto cinque games con la Pironkova. In rapporto ai mezzi tecnici ha avuto una carriera straordinaria, ma ora il circuito sta presentando il conto. Vista nel suo insieme e considerate le retrovie, la prospettiva del tennis italiano è davvero preoccupante.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno