Sprazzi di Djokovic e Murray a Parigi

Il Roland Garros entra nel vivo, iniziano oggi i quarti di finale. Nadal è il favorito, Wawrinka la più credibile alternativa, stanno dando segnali di risveglio Djokovic e Murray. Per il serbo test della verità sul Lenglen con Thiem. Parigi avrà una nuova campionessa Slam, le previsioni puntano su Halep o Mladenovic, ma le Caroline incombono.

Da molti mesi a questa parte non si parla che dalla crisi di Murray e Djokovic e del fatto che questo 2017 abbia riportato indietro le lancette del tempo, Federer Re del cemento e Nadal padrone della terra. Eccesso di pressione per lo scozzese, calo motivazionale per il serbo, i risultati parlano chiaro.

Djokovic ha deciso di dare una scossa giubilando il suo storico coach e affidandosi ad Agassi. Vedremo se sarà una mossa fruttifera o solo una trovata pubblicitaria. Un osservatore attento come Moratoglu ha notato come Nole abbia avuto un crollo nel rendimento del suo rovescio e il Kid potrebbe aiutarlo a ritrovarne gli automatismi. La finale a Roma è stata un primo passo, a Parigi è stato messo in difficoltà solo da Schwartzman, che al 3° turno conduceva due set a uno prima di rimediare un 1-6 1-6. Piuttosto confortante la prova con Ramos. Il finalista di Montecarlo gli ha conteso un durissimo primo set, poi Nole ha cambiato passo, sconfiggendo l’avversario e l’incombere dell’oscurità. Thiem sarà altra storia, malgrado il 6-1 6-0 di Roma. L’austriaco è giunto senza macchia ai quarti e non avrà alle spalle la sbornia del dopo successo su Nadal.

Anche Murray ha perduto due set, uno con Kutnetsov all’esordio, l’altro da Klizan nel match seguente (lo slovacco era anche avanti di un break nel quarto). DelPotro prometteva battaglia, ma questa c’è stata soprattutto nel primo parziale, nel quale l’argentino mancava quattro set point per poi vanamente inseguire nel secondo e crollare nel terzo. Khachanov è stato la migliore Next Gen di questo Roland Garros, successi su Berdych e Isner, ma contro Murray non ha avuto chance. Ora lo scozzese se la vedrà con Nishikori, uscito indenne prima da un derby asiatico a due tappe con Chung (6-4 al quinto), poi dall’assalto di Verdasco restituendogli nel quarto set il bagel incassato nel primo. Nando aveva estromesso all’esordio il campione di Roma Zverev.

Nadal avanza lasciando le briciole, basti pensare al trattamento riservato a Bautista, Carreno dovrebbe finire nella stessa ragnatela ma si è tolto la soddisfazione di battere Raonic 8-6 al quinto. Rafa è dal lato di Nole. Da quello di Andy c’è Wawrinka che malgrado quanto detto resta il più verosimile avversario di Nadal in finale. Stan viene da una primavera complicata ma anche lui è in progresso. È stato dominato da Fognini fino al 3-5 ma poi lo ha cancellato dal campo, Monflis è a sua volta partito con un break di vantaggio in ottavi ma non è riuscito ad aggiudicarsi set.

Lunedì il torneo femminile ha perduto le sue ultime giocatrici con un passato da campionessa Slam. Chiunque sabato alzerà il trofeo sarà dunque una nuova testa coronata. Se nel maschile è stata l’edizione di numerosi ritiri, fra le donne abbiamo avuto lacrime, accuse reciproche e una francese che sta calamitando l’attenzione. Kiki Mladenovic è uscita da due maratone con Brody e Rogers, ha eliminato la Errani innescando da parte dell’azzurra accuse poi rientrate sulla sua abitudine di incitarsi in italiano, per poi battere 6-3 al terzo la detentrice Muguruza, che ha lasciato Parigi piangendo in conferenza e dopo un match caratterizzato da scarsa sportività del pubblico di casa. Ora Kiki è favorita con la Bacsinszki, che però qui si trova d’incanto e ha superato Venus. La vincente avrà una fra la rediviva Wozniacki e la talentuosa ma ancora irregolare Ostapenko. La Halep avanza sicura quasi come Nadal, ora avrà la Svitolina nella rivincita della finale del Foro: sana non dovrebbe avere difficoltà. Tre delle otto “quartiste” condividono il nome Carolina, nelle varie inflessioni danese, ceca e francese. Due di loro si affronteranno, la Garcia dovrà disinnescare il servizio di Pliskova, uscita vittoriosa 6-4 al terzo in ottavi con la cenerentola del torneo Cepede Royg, 25enne paraguaiana che prima di questo torneo aveva disputato tre incontri Slam, vincendone uno.

Sara Errani, proveniente dalle qualificazioni, è stata l’unica azzurra a superare un turno, consueta delusione dalla Giorgi, travolta dalla Dodin. Gli uomini hanno stupito al primo turno con 5 successi su 5 ma poi solo Fognini, impegnato con Seppi, ha valicato un ulteriore ostacolo. Tutti hanno affrontato avversari superiori in classifica, è stato bravo Bolelli a passare le quali e creare difficoltà per un set a Thiem, davvero promettente Napolitano, che ha vinto il tabellone cadetto e all’esordio in un mayor ha battuto Misha Zverev, prima di cedere a Schwartzman, della cui forma si è potuto accorgere anche Djokovic. Cinque mesi dopo il suo incidente è tornata nel tennis Petra Kvitova. Ha giocato due partite a Parigi, Wimbledon potrà forse dirci se sarà nuovamente protagonista, in ogni modo è stato importante rivederla sana e pronta a competere.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno