Qualificazioni Europei, l’Italia fallisce il sorpasso

Dopo l’impresa del triplete fallita dalla Juventus del ciuchino Massimiliano Allegri, il ct Antonio Conte può tirare un sospiro di sollievo e pensare alla nazionale. Gli azzurri sono a dir poco disastrosi, non riuscendo a chiudere la qualificazione nel girone H.

Allo stadio  Poljud di Spalato, non è stata la festa dello sport, ma tutt’altro. Non solo le squadre, soprattutto l’Italia, mostrano di non essere più all’altezza di questi campionati europei, ma anche per la comparsa in campo di simboli politici, che non centrano nulla con lo sport. Infatti secondo alcuni addetti ai lavori, nella zona dove nel primo tempo attaccavano gli azzurri c’era disegnata sull’erba una svastica nazista. Infatti nell’intervallo sono intervenute un gruppo di persone per gettare delle zolle in quella parte, in modo da poter coprire quel simbolo.

La sfida non regala nessuna emozione. Alla fine le due nazionali si accontentano di un misero punto, che in vista della classifica, potrebbe andar bene ad entrambe. Per poter definire il periodo dell’ Italia, bisogna descrivere la rete del vantaggio dei croati. Un qualcosa di raccapricciante: gli uomini di Conte segnano con El Shaarawy ma l’arbitro annulla, a questo punto, invece di rientrare verso la propria metà campo, la nazionale italiana circonda il guardalinee per proteste, la Croazia ne approfitta e con mezza squadra azzurra fuori gioco, segna una rete facilissima. Questi sono errori che può commettere un team amatoriale, no una nazionale che vorrebbe giocarsi alla pari con Spagna, Inghilterra e Germania questo Europeo.

Nel bene e nel male c’è sempre Mandzukic. Il croato dopo aver siglato il vantaggio, salta in area e regala un rigore alla squadra di Antonio Conte, colpendo la sfera con un braccio. Dal dischetto si presenta Candreva, che con un cucchiaio al veleno mette dentro per il pareggio. Ormai il fantasista della Lazio è l’unico, o comunque uno dei pochi, a meritare questa maglia.

Nonostante la pessima prestazione, l’Italia non compie il sorpasso, ma si tiene stretto il secondo posto nel girone H, che regalerebbe l’immediato accesso agli Europei in Francia del 2016. Strano a dirlo, un tempo la maglia azzurra era indossata da campioni come Del Piero, Totti e Vieri, oggi invece, ci dobbiamo accontentare di Pirlo e tanti altri, che ormai devono capire che la nazionale non è più roba per loro. Anche Pelè all’età di 31 anni lasciò il Brasile per dedicarsi solo al proprio club. È ora di prendere questa saggia decisione…..

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Daniele Giacinti