Primi test – match per la Nazionale di rugby

 

Il raduno di questi giorni che si sta svolgendo a Roma presso il CPO “Giulio Onesti” prevede trentadue giocatori convocati dal c.t., a cui si aggiungono tre atleti (Gori, Venditti, Alberto De Marchi) che partecipano agli allenamenti. Questo perché tanti sono gli infortuni all’interno della nostra squadra e bisogna ancora valutare i tempi di recupero dei giocatori. Con questo ritiro è arrivata anche la prima convocazione con la Nazionale Maggiore per i due ventenni Michele Campagnaro (Benetton Treviso) e Tommaso Allan (USAP Perpignan), mentre il terzo esordiente della rosa è l’estremo delle Zebre Rugby Ruggero Trevisan, già convocato in passato ma che ancora aspetta di fare il suo debutto internazionale. Tanti i nomi degli infortunati tra cui rientra anche Castrogiovanni con un problema al polpaccio. A fargli compagnia ci sono Edoardo Gori con problemi di natura diversa all’alluce sinistro, Alberto De Marchi che non si fa mancare niente con entrambe le costole, Leonardo Ghiraldini, spalla destra, e Andrea Manici, deltoide braccio destro, per finire con Simone Favaro, trauma alla spalla destra. {ads1} C’è chi si riprende e chi si dà obiettivi. Dopo 15 anni di partite con la Nazionale azzurra, Mauro Bergamasco afferma: “Mi sono dato un obiettivo di un anno e mezzo. Un passo per volta, lavoro per essere fisicamente e mentalmente utile ed efficace. Poi il resto è compito di chi deve fare le scelte”. Quale sia poi l’obiettivo lo sappiamo forse un po’ tutti, ma non è il solo a voler raggiungere quel traguardo, il Mondiale che si disputerà in Inghilterra nel 2015.
“Quando sono rientrato in Italia dopo il Mondiale del 2007, ho intrapreso una nuova sfida. Volevo rilanciarmi e riconquistare un posto in Nazionale. Ora, dopo la mezza stagione agli Aironi e alla seconda con le Zebre, sono alle prese con una ulteriore sfida. E’ normale che io sia qui a lottare per un posto, così come fa parte dello sport avere dietro giovani che spingono per prenderselo. In tutto questo c’è il modo tutto italiano di vivere lo sport. In mezzo a tanta gente che critica in maniera corretta, c’è anche qualche cretino che si esprime in maniera inadeguata”. (intervista a cura della Gazzetta dello Sport).
E parla chiaro e tondo il “Bergamasco” che non ha tutti i torti.
Sono tanti i giovani che quest’anno si ritrovano in panchina e agli allenamenti e sono, fisicamente parlando, più veloci, più precisi, più scattanti. Ciò non toglie che manchino, allo stesso tempo, di esperienza. Il rugby, come molti altri sport, prevede un vero e proprio cambiamento nel fisico di ogni atleta e, con l’avanzare dell’età, è proprio il fisico il primo a risentirne. Ma i nostri della Nazionale sono, allo stesso tempo, dei veri e proprio lottatori che sanno come mantenersi e tenersi il loro posto. Questo non vuol dire non lasciar spazio ai giovani atleti, ma, anzi, fare loro da guida.
Dopotutto, queste sono solo le prime tre sfide. Il 2014 è alle porte con il Sei Nazioni.

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Flavia Capoano

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