Saric spegne il sogno olimpico azzurro

Grande delusione per il basket nostrano, la Croazia si impone 84 a 78 sull’Italia e si qualifica per l’Olimpiade di Rio. La classe del giovane Saric, le triple di Simon, Bogdanovic decisivo all’inizio e alla fine. Tutte le colpe di una generazione sopravvalutata. La Serbia domina Portorico e vince il preolimpico di Belgrado, domani a Manila la vincente di Francia-Canada avrà l’ultimo pass.

Inutile edulcorare i concetti, siamo delusi. Non pensavamo che una nazionale dipinta come una delle più forti, delle più ricche di talento, di una storia che parla con due ori europei e due argenti olimpici, potesse tradire in questo modo le aspettative. L’occasione per tornare dopo 12 anni a respirare l’aria a cinque cerchi era unica. Dall’Europeo era arrivato il pass per il preolimpico, la Federazione era riuscita a ottenere la disputa a Torino di uno dei tre tornei. Il sorteggio aveva evitato l’accoppiamento con la Francia, la Serbia era a Belgrado. Nel nostro evento restava la Croazia, reduce da un Europeo pessimo e la Grecia, priva di Spanoulis, ritiratosi dalla nazionale dopo il 2015. Dalla nostra parte anche la sagacia di Messina, uno dei migliori allenatori europei, richiamato dal suo ruolo di assistente di Popovich a San Antonio per prendere il posto di Pianigiani. E poi il talento: Gallinari protagonista NBA, Belinelli col suo anello 2014, Bargnani dalla lunga carriera americana aperta con l’onore della prima scelta. Capitan Datome perno del Fenerbahce finalista in Eurolega, Gentile già bramato da Houston e ora ansioso di andarci.

È stato un preolimpico difficoltoso in attacco, nel complesso giocato maluccio, ma la vittoria nel girone con la Croazia aveva dimostrato come la qualificazione fosse nelle nostre possibilità. Stasera, invece, i ragazzi di Petrovic hanno condotto con merito dall’inizio alla fine, dominando a rimbalzo, andandosi a prendere tanti liberi, gestendo nel complesso meglio quasi tutte le fasi della partita. Anche l’organizzazione torinese va dietro la lavagna. Un guasto al tabellone arrivato all’inizio del primo quarto ha costretto le squadre a 23′ di incredula attesa, prima che la situazione tornasse alla normalità.

Gentile illudeva con un buon avvio, Cusin metteva buona energia difensiva, ma i falli di Bargnani e Gallinari costringevano i due a una rapida panchina, mentre Saric catturava rimbalzi a ripetizione e Simon iniziava a muovere la retina dalla distanza. Il vantaggio croato si dilatava sino al 28 a 17. Una tripla di Hackett ispirava la rimonta azzurra ma poi uno scatenato Bogdanovic, da 17 punti nel primo tempo, portava alla Croazia un vantaggio di 5 lunghezze all’intervallo lungo.

A inizio ripresa si è visto uno scorcio dell’Italia che avevamo immaginato. Un parziale di 10-0 ispirato da Gallinari e concretizzato dall’unico momento positivo di Datome in settimana, consentiva agli azzurri di mettere la testa avanti. Era ancora Simon, con tre micidiali triple, a ridare il vantaggio alla Croazia, 54 a 52 a fine quarto. Saric si era sentito soprattutto in difesa, nell’ultima frazione invece ha fatto la voce grossa sotto canestro e quando un suo gioco da tre ha portato i biancorossi sul +8 sembrava finita. Belinelli si è svegliato dal torpore regalando all’Italia un finale punto a punto, Gallinari ha regalato un assist fantastico a Melli per il 66-65 azzurro ma nell’azione seguente un suo intervento su Simon è stato punito con il quinto fallo. Fischio discutibile che avrà fatto piacere al tecnico Petrovic, visto che il fratello dell’immenso Drazen si era lamentato a profusione degli arbitri sia dopo la gara del girone che alla vigilia di quella di oggi. Infallibile dall’arco, la guardia di Milano non lo è stata ai liberi e così un canestro miracoloso di Melli a 5” dal termine, palla a ballare sul ferro ed entrare, ha regalato il 70 pari e l’overtime.

Prolungamento da giocare senza Gallinari e Datome, usciti per falli e con Bargnani spettatore non pagante dell’intera serata, specchio di un declino evidente ma che non abbiamo voluto vedere. Il supplementare non ha avuto storia. La Croazia lo ha dominato con le doti già mostrate. Bogdanovic è tornato a mettere punti, alla fine 26, Simon ad infilare triple, saranno 6 su 10, Saric ha imperversato dai due lati e ha sorpreso l’energia di Planinic: i rimbalzi offensivi suoi e di Saric hanno marcato un’enorme differenza. Le ultime speranze azzurre si sono chiuse su una serie di errori di Belinelli al tiro e soprattutto su due sanguinosi sbagli di Gentile. Chiamato due anni fa al draft, decise di rimanere a Milano e in un campionato stagnante come il nostro non è cresciuto affatto. Brutto preolimpico, pessima partita condita nel finale da un errore su un facile contropiede e infine una palla persa per l’84 a 78.

La Croazia va a Rio e a noi restano i rimpianti e le recriminazioni. Sarebbe dovuta essere l’Olimpiade di questa generazione: Gallinari, Datome e Hackett 28 anni, Belinelli 30, Bargnani 31. Il momento migliore è passato, fra quattro anni saranno tutti in calo, qualcuno pensionato. Peccato, ma stasera il verdetto del campo è stato espresso con nettezza: Saric è un campione, i nostri pensano di esserlo, forse per andare a un’Olimpiade non ci resta che sperare nella candidatura di Roma 2024.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno