Formula vergogna: le pagelle del GP di Spagna

LE PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – Un GP segnato dalla scellerata trovata di modificare lo spessore degli pneumatici, favorendo a dismisura la Mercedes a discapito di tutti gli altri team. Una gara falsata e con essa, probabilmente, l’ennesimo mondiale. Con Liberty Media al comando non sembra essere cambiato poi molto rispetto all’epoca Ecclestone. Sarebbe il momento di farsi sentire, ma la Ferrari, che evidentemente ha il suo tornaconto economico da tutto questo, preferisce restare in silenzio e lasciarsi sopraffare. Una pessima pagina di sport sotto tutti i punti di vista.

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 10: LA NOIA – La vera mattatrice di giornata, una noia totale e genuina, degna dei peggiori GP degli ultimi anni. La Mercedes parte davanti, finisce davanti, inanella giri veloci su giri veloci mentre gli altri dietro annaspano e perdono terreno e punti. Una tra le gare più brutte di sempre, viziata dalla scelta di Pirelli e della FIA di aiutare i soliti noti. Il voto 10 oggi va a chi è uscito sfruttando la bella giornata di sole per andare al mare, o in campagna. Restare due ore davanti alla tv è stata solo una perdita di tempo. COME SPONSOR TROVATE UNA MARCA DI SVEGLIE

Pagelle del GP di Spagna

La festa di Hamilton

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 9: LA SCUDERIA MERCEDES – Complimenti. I costruttori anglo-tedeschi meritano un voto altissimo e tutta la mia stima per essere riusciti a trasformare un loro errore strutturale in un vantaggio. La Mercedes, infatti, era la scuderia che più di tutte scaldava gli pneumatici su questo circuito, tra l’altro una loro storica roccaforte insieme a Silverstone e al GP di Francia. Ebbene, visto che la monoposto che ha dominato negli ultimi cinque anni non era in grado di far lavorare a dovere le gomme, Pirelli e FIA hanno ben visto di modificarle per farle lavorare meglio. Risultato? Mercedes più forte di tutti gli altri team e gara finita prima di cominciare. Da oggi abbiamo imparato una nuova lezione: in un regime di monofornitura, se uno dei team sbaglia la propria monoposto, non si cambia progetto e aerodinamica ma la fornitura stessa. Tanto di cappello. ED È SUBITO FORMULA MERCEDES

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 8: LE GARE DI ALONSO, MAGNUSSEN E LECLERC – Una gara da vero leone quella di Nando. Sempre propositivo, sempre all’attacco. Il sorpasso sul futuro campione Leclerc ha il sapore di una investitura nei confronti del ragazzo. “Il domani sarà anche tuo, ma qui, oggi, io dico ancora la mia”. L’ottavo posto è un ottimo risultato. Lo stesso Leclerc, nonostante la durissima lezione subita dall’asturiano, porta a casa ancora punti per l’Alfa Sauber e si conferma il prospetto più interessante dell’intera categoria. Bene anche il danese Magnussen, bravissimo a portare la propria Haas a ridosso dei primi. POTERE AL CETO MEDIO

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La bella gara di Alonso

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 7: RED BULL – Nella terra di nessuno che c’è tra lo strapotere di Mercedes e Ferrari e la distanza con tutti gli altri team, la Red Bull è la scuderia che più di tutte può permettersi cambi di strategia, esperimenti, tattiche aggressive. Pronta a banchettare di ogni sciagura di quelli davanti, li vediamo aspettare la pioggia per provare a fare il colpaccio, riuscendo poi a farlo ugualmente grazie al ritiro di Raikkonen e a uno scellerato pit-stop di Vettel. Bravi, e anche fortunati. Verstappen viene graziato (sai che novità) di una penalità (volendo anche due) e quando tampona il povero Sirotkin, riesce a rompere l’ala quel tanto che basta per restare in gara. AVVOLTOI

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 6: HAMILTON  – Pole Position, giro veloce, gara dominata dal primo all’ultimo giro. Bene, bravo, bis. Ora, se riuscisse a farlo anche con gli pneumatici usati da tutti fino ad oggi, e con le cui specifiche sono state progettate tutte le monoposto, avrebbe il mio 10 e lode. Così è solo un sei, politico, perché vincere con l’aiutino è sempre vincere, ma non è bello per lui e non è bello per noi che guardiamo. RACCOMANDATO

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 5: BOTTAS – Stesso discorso fatto per Hamilton, con l’aggravante di essersi fatto superare da Vettel e di non essere riuscito a superarlo in pista. Con una monoposto più forte, con quel passo, doveva dare una severa lezione al pilota Ferrari, invece si accontenta di un secondo posto che arriva più per disgrazie altrui che per meriti propri e che, a conti fatti, è davvero il minimo sindacale di giornata. Anche lui deve ringraziare Pirelli e poco altro. RACCOMANDATO NUMERO DUE

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 4: LA VIRTUAL SAFETY CAR – Tra le tante genialate di questa Formula uno, ecco una delle peggiori, la Virtual Safety Car. Ideata per mantenere i distacchi dei vari piloti riesce nell’impresa di non adempiere mai al suo scopo. Non serve assolutamente a nulla, se non a creare gap, malumori e scontenti. Purtroppo da una direzione che cambia un elemento fondamentale delle monoposto in corso d’opera non è lecito aspettarsi nulla di sensato. BOCCIATA

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Il mattatore di giornata

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 3: SCUDERIA FERRARI – Piantate una croce sulla stagione Ferrari e sopra incideteci pure la data di oggi come momento del decesso. Il mondiale delle rosse finisce più o meno qui. Finisce nel silenzio di Arrivabene che si limita a commentare con un “No Comment” la decisione di cambiare le regole senza consultare tutti i team. Finisce quando i meccanici sbagliano il pit-stop che relega Vettel dietro a Verstappen. Finisce nel momento in cui, per interessi economici, si decide di chiudere gli occhi e la bocca davanti a un sopruso bello e buono. Sarà scorretto dirlo, ma con Jean Todt al comando nessuno si sarebbe permesso una mossa del genere. La Ferrari guadagna dalla Formula uno, ma la Formula uno guadagna altrettanto dalla presenza delle rosse. La storia ha un peso, e sarebbe tempo di far valere questo peso, anche con decisioni estreme. CHI TACE È COMPLICE

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 2: LE PENALITÀ DI VERSTEPPEN – Il concetto è molto semplice, se dai la penalità a Vandoorne per aver commesso un’infrazione uguale a quella commessa da Verstappen, devi dare la stessa penalità anche a quest’ultimo. Se non la dai al pilota della Red Bull, eviti di darla anche a quello McLaren. Semplice, chiaro, limpido. Invece nella Formula Mercedes per la stessa infrazione si punisce un pilota sì e uno no, tanto per creare un po’ di malcontento. Come se non bastasse, si è investito tanto per creare una orribile protezione per i piloti e poi non si reputa “unsafe” una monoposto con una parte aerodinamica pericolante e pronta a staccarsi con la possibilità di colpire un pilota che sopraggiunge. Se il pezzo di Verstappen avesse colpito la testa di Vettel, forse saremmo qui a commentare un’altra tragedia, ma per la direzione gara è tutto regolare. BENE MA NON BENISSIMO

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 1: L’INCIDENTE DI GROSJEAN – Sembra che lo spirito di Kvyat si sia impossessato del pilota francese. Accelerare dopo un testacoda, due curve dopo la partenza, piombando in mezzo al gruppo come un kamikaze è una delle manovre più sconsiderate e stupide mai viste su un tracciato di Formula uno. Grosjean andrebbe fermato, e anche alla svelta, prima che qualcuno si faccia male sul serio. PERICOLO PUBBLICO

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La follia di Grosjean

PAGELLE DEL GP DI SPAGNA – VOTO 0: LA GENIALE MOSSA PIRELLI – Complimenti alla Pirelli e ai suoi geniali ingegneri per la trovata dell’anno: cambiare gli pneumatici per il surriscaldamento eccessivo (ma non uniforme) tra i vari team. Si fanno i test proprio per questo, si raccolgono dati, si costruiscono macchine. Ci sono ventisette mescole diverse quest’anno in Formula uno, se una monoposto progettata male li surriscaldava, bastava portarne di più mescole, o al limite, aumentando il degrado e il relativo numero delle soste, amumentare il numero degli pneumatici a disposizione di ogni team per questo singolo weekend. Una soluzione facile e indolore. Si è scelto invece di cambiare la struttura stessa della fornitura, falsando gara e mondiale. Colpo di genio. MONDIALE GAME OVER

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.