Legabasket, scivola Sassari Venezia sola in vetta

Ottava di andata in Legabasket con la sorpresa Venezia sola soletta in testa a quota quattordici, tallonata a quota dodici da Sassari, incredibilmente sconfitta ieri a Capo d’Orlando nel posticipo, Reggio Emilia che cade a Bologna e Milano che regola in scioltezza la pratica Pesaro.

Gli uomini di Recalcati hanno sudato sette camice per sbarazzarsi del fanalino di coda Caserta targato Markovski (88-76) dopo tre quarti in apnea e lo spettro incombente di una sconfitta che solo un devastante ultimo quarto (chiuso 29-11) è riuscito ad evitare. Sugli scudi i soliti Peric (24p) e Stone (18p) veri trascinatori nella rimonta che ha infuocato un Taliercio pronto ad esplodere, ma complimenti a Caserta che ha retto benissimo dimostrando margini di miglioramento con gli inserimenti a tempo pieno di Antonutti e Ivanov che aumentando le rotazioni garantiscono solidità in tutti i reparti, la salvezza è ancora lontana, ma Markovski è un allenatore abituato a lottare nei bassifondi. Sassari si fa sorprendere nella tana del PalaFantozzi e in un convulso finale cede di misura contro L’Upea (72-71) mancando l’aggancio in vetta e dimostrando che le tossine di Eurolega possono lasciare strascichi imprevisti anche in campionato. L’Orlandina ha avuto il merito di rimanere agganciata al match e nella serata storta di Freeman (8p e 2/7 dal campo) ha spolverato il trio Hunt (18p e 18r), Burgess (16p) Henry (16p) salito in cattedra nell’ultimo quarto mentre Logan, Sosa e Dyson sparacchiavano senza costrutto dalla lunga.

Milano gioca al gatto col topo con Pesaro (96-61) che dura solo un quarto prima di affondare sotto i colpi di Ragland (15p)& co, che hanno scavato il solco decisivo a metà secondo quarto risparmiando energie preziose per l’Eurolega dopo il quasi colpaccio a Barcellona. Pesaro si è aggrappata a Myles (16p) e Ross (16p) riuscendo solo in parte ad evitare un naufragio annunciato. Brutta sconfitta della Grissin Bon Reggio Emilia sconfitta a Casalecchio da un’ottima Granarolo (78-66) grazie al duo White (23p) Ray (23p) autori di uno strepitoso 18/25 dal campo contro cui poco ha potuto la formazione di coach Menetti orfana di Kaukenas e con un Diener (11p. in 23 min) ancora convalescente. Bene Taylor (20p) e Polonara (10p), che hanno gestito la situazione offensiva reggendo nel primo tempo agli allunghi felsinei che guardano con fiducia la zona playoff valorizzando sempre di più i talenti di Fontecchio e Imbrò a lungo e sempre più a proprio agio in campo. Non smette di stupire la Vanoli Cremona che raggiunge quota dieci superando al PalaRadi una sempre più smarrita Varese (64-53)alla sesta sconfitta consecutiva e Pozzecco, a cui è stata confermata fiducia, costretto a fare i conti ancora una volta con la dura realtà di una regular season altamente competitiva. Gli uomini di Pancotto difendono duro e si affidano alla regia di un sempre più ritrovato Vitali (10p) abile a innescare uno scatenato Kenny Hayes (24p) vero rebus irrisolto per la difesa varesina a cui si sta aggiungendo la solidità sotto le plance di un Cusin (10p e 14r) vero dominatore dell’area pitturata. Pozzecco raccoglie i cocci di una gestione offensiva disastrosa nell’ultimo quarto chiuso a soli 5 punti e percentuali disastrose, con i soli Diawara (9p) e Okoye (12p) a tentare una flebile e svogliata resistenza. In caduta libera anche l’Acea Roma, ancora a quota sei, sconfitta sonoramente dalla Giorgio Tesi Group Pistoia (94-84) in un match sempre condotto dagli uomini di Moretti abili a non dare alcuna chance di rientro ai capitolini mantenendo vertiginosi i ritmi nel finale e grazie ad un ottimo 70,3% dal campo e un 41,7% dalla lunga. Superlativo C.J. Williams (27p)supportati dagli egregi Milbourne (19p) e Brown (15p) e da un Cinciarini (17p e 4ass)sempre più leader anche in chiave azzurra. Per Roma poche idee e confuse, la partenza di Goss si sente e non bastano una serie di buoni attaccanti con punti nelle mani a sopperire alle carenze strutturali di una squadra poco assortita nonostante la garanzia Dalmonte.

Colpaccio dell’Enel Brindisi che espugna il Pianella (63-73) mettendo a nudo le difficoltà di una Cantù scollata e poco assemblata dopo la rivoluzione estiva. Gli uomini di Bucchi allungano nel terzo periodo grazie all’immenso Delroy James (23p) ben coadiuvato dai centimetri di Simmons (14p e 11r) e dal talento di un Elston Turner (15p) sempre più a proprio agio in campo aperto, mentre Cantù annaspa in tutti i reparti con l’asse Johnson-Williams discontinuo e poco fluido e un 2 su 17 dalla lunga frutto di forzature e poca lucidità. Per chiudere il successo interno di Avellino che supera agevolmente Trento (84-72) raggiungendola a quota otto dimostrando una coralità e una distribuzione dei carichi offensivi con sei uomini in doppia cifra frutto dell’ottimo lavoro di Frank Vitucci che sta dimostrando che si può fare del buon basket anche con budget ridotti, mentre in casa Trento steccano gli yankee con il solo Mitchell (20p) in palla e ben figurano i nostri Pascolo (11p) e Flaccadori (10p) cambi di lusso per una neopromossa che dopo otto turni è ben salda e tranquilla a metà classifica. Nel prossimo turno Venezia vola a Pesaro, Sassari aspetta Milano nel remake della finale scudetto e Reggio Emilia attende al PalaBigi la sorpresa Capo d’Orlando.

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Fabio Bandiera