Osvaldo si riprende la Roma

 Mai vista in questo campionato una Roma tanto cinica. In questo Andreazzoli è l’anti-Zeman. Gli uomini sono stati svincolati dal ferreo tatticismo boemo, ognuno è stato ricollocato nella zona di campo a lui più congeniale: salvo Francesco Totti, la cui classe cristallina lo eleva al di sopra di tali problemucci. Il risultato è che i giallorossi non sono stati mai tanto brutti, e allo stesso tempo non sono mai così vincenti, continui, cinici. Tanto da infliggere la terza sconfitta stagionale in tre incontri alla Fiorentina, vera sorpresa del campionato. È difficile però riconoscere responsabilità a Montella: ai suoi è mancata concretezza, precisione e fortuna. Serve anche questo per strappare un posto in Champions.

Fiorentina e Roma hanno la rara divertente capacità di rispondersi colpo su colpo senza mai farsi davvero del male. Per la verità i viola vanno vicinissimi al vantaggio, quando Lobont riesce a neutralizzare un rigore in movimento di Jovetic solo grazie all’aiuto del palo. Ma è l’unico acuto degno di nota in una miriade di occasioni sfumate (più che sciupate). I giallorossi partono meglio, con De Rossi a garantire rifornimenti per Totti e Osvaldo. Poi la squadra di Montella riesce a far valere quell’organizzazione tra i reparti e quel coordinamento di movimenti che l’hanno resa la vera sorpresa del campionato. Di gol però non se ne vedono: strano ma vero, c’è troppo tatticismo.

Nella ripresa il dialogo diventa monologo viola. Prima però Lobont dà forfait per i postumi di un colpo al viso e si rivede Goicoechea, portiere “thrilling” dell’era zemaniana. E il momento non potrebbe essere peggiore, perché la Fiorentina rompe gli indugi e comincia il bombardamento. L’uruguagio salva il risultato su un rasoterra al veleno di Ljaijc (scatenato). Poi i viola alzano il ritmo del giro palla, scompaginano le linee giallorosse ma mancano di precisione, quando non eccedono in sofisticheria. Al resto ci pensa l’ormai solito palo, che salva la Roma per la seconda volta respingendo una bordata imparabile di Pizarro. A questo punto la Fiorentina tira il fiato, stremata dalla vanità dello sforzo, ma soprattutto imbufalita per un “mani” netto e all’apparenza volontario di De Rossi in area. E la beffa è matura. La confeziona Osvaldo, al 92’, incornando da vero centravanti su cross di Pjanic. È lo 0-1 che avvicina entrambe le squadre all’Europa League: alla Roma va bene così, la Fiorentina voleva di più, in tutti i sensi.

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Mauro Del Prete

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