Nole già aspetta Andy o Roger

Una partita encomiabile senza alcuna sbavatura, assolutamente perfetto il serbo. Chiude l’ultimo game con una serie di ottimi colpi, lob, semivoleè e perfino pallonetti dal rovescio mancino che fanno correre l’avversario per tutto il campo. Una vera e propria trappola per Ferrer che di solito non fatica a correre senza fermarsi un secondo, ma oggi il serbo ha mostrato alla Rod Lever Arena tutta la sua voglia di aggiudicarsi il Primo Slam di stagione. Può ora riposarsi e prendersi il tempo per gustarsi la vibrante e dall’esito incerto gara di domani da cui uscirà l’altro finalista. Murray arriva a questo inconro relativamente tranquillo. I titoli delle copertine inglesi lo hanno a più tratti definito “demolition man” dopo la convincente prova in cui ha sbaragliato con un nettissimo 6-4, 6-1, 6-2, Jeremy Chardy, il francese giunto per la prima volta al quarto di finale a Melbourne e protagonista dell’eliminazione dell’azzurro Andreas Seppi. Roger Federer, invece, che ha impiegato 5 set  per chiudere la pratica contro un discreto Jo Wilfred Tsonga si porta la fatica di questa gara nelle gambe. I due hanno dato spettacolo e dopo 3 ore e 34 minuti di belle giocate è stata la capacità di Federer di giocare meglio i punti che contano a far la differenza. Il numero due del mondo è partito forte togliendo subito il servizio all’avversario, ma, come spesso accade sul 3-2 in suo favore ha perso la battuta nel torneo. Pensare che Roger non era ancora stato breakkato in Australia in questo 2013. E invece la faccenda si è ripetuta per tutto il match. Tutto come da copione finora per il maschile. A cambiare le protagoniste sono semre le donne. Sorpresa che ha lasciato tutti a bocca aperta è stata l’eliminazione di Serena. Sloane Stephens ha steso la Williams e a soli 19 anni si è qualificata per le semifinali dell’Australian Open. Incredibile, ma la teenager americana si è imposta sul suo idolo con il punteggio di 3-6, 7-5, 6-4. Una gioia che questa giovanissima non può trattenere nelle parole: ”Non so spiegare quello che sta passando in questo momento nella mia testa”, ha dichiarato a fine gara incredula della sua prova per cui Serena non potrà tornare in vetta alla classifica Wta come, invece, sperava di fare al termine del torneo. Non si può ignorare l’ infortunio alla spalla destra sul 3-3 del secondo set che ha sfalzato la gara, ma sono imprevisti che rendono imprevedibile l’esito di ogni match, insomma fa parte del gioco.
Ora ad aspettare l’entusiasta vincintrice ci sarà Victoria Azarenka, un altro ostacolo insormontabile che arriva in formissima all’appuntamento dopo aver surclassato nell’altro quarto la russa Svetlana Kuznetsova per 7-5, 6-1. Chissà se compirà un’altra impresa. La vincente troverà in finale una fra Maria Sharapova e la cinese Na Li che si affronteranno nell’altra semifinale. A proposito di Williams: altra sconfitta per loro che segna un successo tutto italiano. La coppia azzurra numero uno del mondo ha eliminato nei quarti le sorelle. Non solo, ha battuto nella semifinale le russe Ekaterina Makarova e Elena Vesnina, coppia testa di serie numero 4 e ora per loro arriva la quarta finale negli ultimi cinque tornei dello Slam. Le quasi imbatibili Vinci-Errani continuano a regalare ai tifosi emozioni e soddisfazioni che mancavano da anni. Non male anche il doppio maschile con Fabio Fognini e Simone Bolelli che hanno ottenuto l’approdo in semifinale dopo aver battuto nei quarti i colombiani Juan Sebastian Cabal e Robert Farah.

 

 

Vuoi commentare l'articolo?

Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->