Nishikori-Cilic: finale a sorpresa

Aveva dato importanti segnali nella finale di Madrid. Stava dominando Nadal, il miglior giocatore su terra rossa di sempre. Poi l’infortunio (in quel caso alla schiena), costante di una carriera che lo aveva portato a soli 18 anni a vincere il primo torneo, a Delray Beach. Key Nishikori non avrebbe dovuto partecipare agli US Open. Un problema al piede gli aveva fatto saltare l’estate sul cemento. Ha iniziato in scioltezza, poi agli ottavi la prima maratona, 5 set contro Raonic, conclusa alle 2 e 27 a.m.. Il quarto con Wawrinka è stata la migliore partita del torneo e l’ha conclusa ancora alla distanza, fugando i dubbi sulla sua salute.
In pochi gli davano chance contro Djokovic, che avanzava sicuro, forte anche dell’assenza di Nadal, che due volte sull’Ashe lo aveva fermato in finale.{ads1} Il giapponese inizia meglio, break al settimo game e 6-4, ma Nole reagisce dominando il secondo 6-1 e dà l’impressione di essere tornato in controllo. La terza frazione è determinante, sull’1-1 il serbo si procura 4 palle break, ma non le sfrutta. Sopra 4-3, 30 pari sul servizio avversario, Nishikori regala due numeri, un passante in cross stretto di rovescio ed una risposta fulminante di dritto che lo portano a servire per il set. A Djokovic riesce la rimonta, arriva al tie break ma gioca molto male i primi punti andando 0-4. Risale ancora fino a 4-5 ma lì Kei ritrova sicurezza, per poi ottenere un early break nel primo gioco del quarto, mentre Nole annaspa sempre più per il caldo. 6-4 1-6 7-6 6-3.

Nishikori è il primo giapponese a raggiungere una finale Slam, anche se la sua formazione è americana, accademia di Bollettieri. E’ il migliore dai tempi di Satoh, 3 del mondo negli anni ’30, cinque volte semifinalista Slam, morto suicida in piena carriera, vittima delle forti pressioni cui era sottoposto.
Djokovic ha chiuso la gara con 3 punti in più, ma ha giocato male quelli importanti, è stato incredibilmente perdente sulla diagonale del rovescio ed ha prodotto un pessimo 37% sulla seconda di servizio. Resta per ora la macchia della sua carriera, un solo US Open vinto a 27 anni e sulla sua superficie migliore. 

Sembrava una ghiotta occasione per Federer, ma si erano fatti i conti senza il gigante croato. Già perfetto contro Berdych, Cilic aggredisce la partita, iniziata in ritardo per via della pioggia. Sul 2-1 in suo favore, 40-0 servizio Federer, Marin gioca 5 punti impeccabili, attaccando col dritto ed ottenendo il break. Lo stesso colpo gli permette di cancellare l’occasione svizzera di riavvicinarsi ed arriviamo al 6-3. Altro break in apertura di secondo e Cilic controlla fino a 6-4. Federer tenta una reazione, sale 2-0 nel terzo ma si fa brekkare subito, va sotto nel settimo game e Cilic arriva a servire per il match sul 5-4. Pressione? Macchè, tre ace ed un rovescio vincente.

Difficile quando si parla di Cilic non fare riferimento alla squalifica di nove mesi per doping dello scorso anno. Certo è tornato più forte di quando arrivò a n.9 dopo una semifinale a Melbourne. Perfetto al servizio, martellante col dritto, ha trovato grande giovamento dalla collaborazione con Ivanisevic. Sarà Goran contro Chang, il cinoamericano è all’angolo di Nishikori, curiosamente nato nel 1989, l’anno dell’unica vittoria Slam del suo allenatore.

Makarova e Vesnina hanno battuto Pennetta ed Hingis nella finale del doppio. Stasera ultimo atto del singolare, favorita la Williams, che ha schiacciato la stessa Makarova venerdì, mentre la Wozniacki ha battuto per ko tecnico la Peng, costretta al ritiro nel secondo set in preda a terribili crampi. Riuscirà Caroline a vincere il suo primo Slam o Serena raggiungerà a 18 Evert e Navratilova? Lo sapremo presto.

 

Vuoi commentare l'articolo?

michele sarno

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->