Rosberg e la FIA tengono aperto il Mondiale

Nico Rosberg interrompe la striscia di cinque vittorie consecutive del compagno di squadra Lewis Hamilton e vince il Gran Premio del Brasile sul circuito di Interlagos, rimandando dunque l’assegnazione del titolo mondiale tra due settimane ad Abu Dhabi. 

Il pilota tedesco, che non saliva sul gradino più alto del podio dal 20 luglio in Germania, ottiene la sua quinta vittoria stagionale, quindici in totale quelle della Mercedes considerando anche  le dieci di Hamilton.

La gara non ha visto grossi colpi di scena. Rosberg ha capitalizzato al massimo la partenza dalla pole position, a differenza di quanto successo due settimane fa  a Austin, ma a risultare decisivo è stato soprattutto un errore di Hamilton al ventottesimo giro. Con Rosberg ai box, l’inglese ha provato a sfruttare oltre il limite la sua maggiore velocità per sorpassarlo, ma gli è andata male, ha perso sei secondi decisivi. Hamilton era decisamente più veloce di Rosberg, tanto è vero che ha comunque azzerato il distacco portandosi a pochi decimi dal compagno/rivale senza riuscire però a superarlo. Per il resto dei piloti da segnalare l’ottimo podio di Felipe Massa davanti al suo pubblico, il secondo stagionale dopo Monza, e se avesse potuto scegliere i due circuiti dove salire sul podio avrebbe senz’altro optato per questi due. Un giusto premio per l’ex ferrarista, reduce da diverse annate molto sfortunate.  Sesta e settima la Ferrari con Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, lontani anni luce dalle posizioni che contano, mentre ha chiuso quinto il ferrarista in pectore Vettel. Ritirato Ricciardo, che comunque blinda matematicamente il terzo posto mondiale.

Il mondiale si deciderà dunque ad Abu Dhabi, con una novità introdotta quest’anno (si sapeva dal dicembre scorso) che rischia di scompaginare le carte in tavola: il raddoppio del punteggio, solo per l’ultima gara. Infatti con il punteggio standard che prevede 25 punti al vincitore, 18 al secondo, 15 al terzo , 12 al quarto, 10 al quinto, 8 al sesto, 6 al settimo, 4 all’ottavo, 2 al nono e 1 al decimo, a Hamilton basterebbe piazzarsi sesto per vincere matematicamente il mondiale.  Viceversa, con il raddoppio del punteggio che darà 50 punti al vincitore e 36 al secondo classificato, i 17 punti di vantaggio di Hamilton sono un margine molto più esiguo. Vero che le Mercedes hanno dimostrato per tutta la stagione di essere di un altro pianeta, e a Hamilton basterà finire secondo per trionfare, però questo raddoppio convince poco. Cos’ha il GP di Abu Dhabi più degli altri? E’ il doppio più difficile? Si correranno il doppio dei giri con il doppio dei pit stop? Ci sarà il doppio dei piloti in pista? No a tutte le domande. L’unico motivo di questo punteggio anomalo è la voglia di spettacolarizzare oltre il dovuto l’evento. Il risultato è che un Rosberg costretto a vincere e sperare in un settimo posto (o peggio) di Hamilton per diventare campione con il punteggio standard, potrà invece laurearsi campione vincendo e sperando in un Hamilton terzo (o peggio) classificato. Un cambiamento delle regole “in corsa” che favorisce solo chi sta dietro.

Daniel Ricciardo è matematicamente fuori dalla disputa, ma dopo la terza vittoria stagionale a Spa dichiarò chiaramente di avere come obiettivo arrivare sotto i 50 punti di distacco all’ultima gara per poi sperare in un ribaltone clamoroso ma reso possibile dalla matematica. Si spera per il bene dello sport che questo cambiamento non incida sull’esito finale di un mondiale equilibrato, almeno per il duo di testa. Hamilton è decisamente più forte di Rosberg, basti pensare che ha vinto il doppio delle gare, ma in carriera non ha mai dimostrato di saper essere un calcolatore. Nel 2007 gettò al vento un titolo già vinto, nel 2008 solo l’harakiri di Glock all’ultima curva lo salvò da un’altra beffa (toccata invece a Massa).  Rosberg è sicuramente inferiore, ma avrà questa piccola grande speranza in più. Al netto di errori però avrà bisogno di vincere e sperare che qualcuno tenga dietro Hamilton. E’ questa con ogni probabilità l’impresa più difficile. 

podio interlagos

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Alessandro Paparella