Westbrook spinge fuori Golden State

I detentori dell’anello sono sull’orlo dell’eliminazione dopo le due nette sconfitte subite a Oklahoma. I perchè di questa implosione: attorno a Westbrook e Durant c’è ora una squadra. A Est, Toronto sfrutta il fattore campo e raggiunge Cleveland, stanotte gara5 in Ohio.

La sindrome del 73 ha colpito. Annunciata, temuta, dopo le avvisaglie nel corso dell’ultimo periodo, si è manifestata in tutta la sua virulenza. Battere lo storico primato dei Bulls di Jordan in stagione regolare ha come svuotato Golden State e ora questo record rischia di perdere significato se, come pare, non diverrà il preludio all’anello ma solo a una clamorosa uscita di scena. Nove volte una squadra NBA è riuscita a rimontare uno svantaggio di 1-3 in una serie playoff, ultimi lo scorso anno gli Houston Rockets ai danni dei Clippers. Prescindendo dalla difficoltà dell’impresa, vi è però da sottolineare l’oggettiva mancanza di reazione dei Warriors, letteralmente spazzati via nelle due gare in trasferta. La prima coppia di sconfitte maturata nell’intera stagione ha assunto i contorni della disfatta, due lunghi garbage time nel corso di entrambe le riprese, una medicina che Golden State aveva spesso rifilato ai suoi avversari. Scomparsa quella squadra capace di scomodare i paragoni con le grandi della storia, in crisi anche di nervi Draymond Green, lunghi, in perenne difficoltà nel confronto con gli avversari, una difesa che ha concesso come non mai. Persino Curry è sembrato un giocatore normale, non più quel marziano palesatosi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. A ben vedere il suo infortunio contro Houston ha inceppato un meccanismo che pareva perfetto.

Domenica Oklahoma ha vinto 133 a 105, aggredendo sin da subito sotto i tabelloni. Durant e Westbrook hanno realizzato 63 punti in due, ma ben quattro dei loro compagni sono andati in doppia cifra. Quella squadra divertente, che si reggeva sulle giocate di due stelle non sempre in grado di produrre un efficace gioco d’insieme, si è evoluta in un gruppo e di ciò va senz’altro dato merito a Billy Donovan che, dopo una lunga esperienza da coach universitario dei Florida Gators, è alla sua prima panchina NBA. La frustrazione ha spinto Green a rifilare un colpo all’inguine, non si sa quanto volontario, a Steven Adams. Se l’è cavata con un flagrant foul, non ha ricevuto squalifiche, ma anche stanotte è parso un fantasma rispetto al campione dello scorso anno. In gara4 i Thunder si sono “accontentati” di passare 118 a 94, sempre in controllo della partita malgrado un grande terzo quarto di Klay Thompson. Westbrook si è confermato autentico mattatore di questa post season, 35 punti impreziositi dalla tripla doppia, ma ancora una volta sei giocatori di Oklahoma sono andati in doppia cifra. Ha sorpreso Andre Roberson, 17 punti e 12 rimbalzi, ma tutti, da Waiters a Ibaka fino ad Adams, stanno dando il loro contributo.

Domani si torna in California e, in questi playoff ricchi di sorprese, potrebbe accadere che la serie ad Ovest finisca prima di quella a Est. I Toronto Raptors hanno infatti cancellato le perplessità su di loro e, con due orgogliose prove casalinghe, hanno sorprendentemente raggiunto Cleveland sul 2 a 2. LeBron e compagni restano favoriti, mantengono il fattore campo favorevole, ma la pressione torna su di loro e una serie che pareva scontata ora non lo è più. I canadesi hanno trovato sabato una clamorosa prova a rimbalzo di Biyombo: il congolese, sostituto di Valanciunas, ha catturato la bellezza di 26 palloni sotto canestro, innescando così le giocate offensive di DeRozan e Lowry. La difesa efficace di Toronto ha anche mandato in confusione Irving e Love, autori di una gara disastrosa. Kyrie si è riscattato ieri, ma il nipote del Beach Boy Mike si è ripetuto tanto da convincere Lue a lasciarlo seduto nell’ultimo periodo in favore di Frye. Continua la curiosa alternanza di Lowry in questi playoff: prove eccellenti in casa, un fantasma in trasferta. In gara4 disputata all’Air Canada Centre ha messo a segno 35 punti, compreso il layup a 22” dalla fine che ha suggellato la sfida. I 32 firmati da DeRozan e un’altra ottima prova a rimbalzo di Biyombo hanno fatto il resto. Rimane difficile ipotizzare un ulteriore ribaltamento, data anche la scarsezza di alternative dei Raptors, ma va loro riconosciuto il merito di aver mantenuto vivo l’interesse. Dal lato Cavs si sono aperte crepe inaspettate che potrebbero costare care in una finalissima. James è grande ma non può essere lasciato solo quando il gioco si fa serio perchè Oklahoma potrebbe non perdonare.

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michele sarno