NBA Playoffs: Aldridge sbanca Houston

Un oggetto volante è stato avvistato a Houston: i Rockets lo hanno identificato, ma non sono riusciti a fermarlo. LaMarcus Aldridge ha firmato 46 e 43 punti nelle prime due gare della serie, consentendo a Portland di salire sul 2 a 0. Nessuno era arrivato ad almeno 43 punti in due partite di fila di post season dopo Tracy McGrady nel 2003. Gara1 era giunta al supplementare, Aldridge ve l’aveva portata con un canestro da sotto a 2″ dalla conclusione, ma poi era stato costretto al sesto fallo. Houston aveva iniziato meglio l’overtime, ma poi l’imprecisione ai liberi dei texani, la classe di Lillard e l’attenzione in difesa di Batum su Harden avevano girato la contesa. Il francese si è ripetuto stanotte, costringendo il “Barba” a pessime percentuali. I Rockets erano partiti bene con Howard ispirato, ma poi il centro ha iniziato a sbagliare e dopo l’intervallo lungo, Aldridge è salito in cattedra, firmando 16 punti nel terzo quarto. Una tripla di Harden ha riportato i Rockets sotto di 3 a 30″ dalla fine, ma i Blazers non hanno tremato mettendo i liberi definitivi.

Stupisce Washington, capace di espugnare due volte il parquet di Chicago. I Wizards hanno valicato il primo turno solo una volta negli ultimi trent’anni e proprio contro i Bulls, ora potrebbero ripetersi. Brilla Nenè, che domenica ha firmato con 24 punti la rimonta da -13 ad inizio terzo quarto, mentre martedì il rivale di Belinelli all’All Star Game Bradley Beal, ne ha messi 26 ed i capitolini sono passati al supplementare complici i due errori ai liberi di Hinrich. Chicago può consolarsi con il premio di migliore difensore della lega dato a Noah.{ads1} Miami soffre più del previsto contro Charlotte ma si aggiudica entrambe le sfide. LeBron ha detto 27 e 32, Bobcats condizionati dalla fascite plantare di Al Jefferson, ma assai combattivi. Ieri gli Heat hanno avuto bisogno di un Bosh assai preciso dall’arco, Charlotte ha mancato con l’ex Virtus Bologna Douglas-Roberts la tripla del pareggio nel finale.

Le altre cinque serie sono 1 a 1, il che vuol dire che le squadre che hanno giocato in trasferta stanno ribaltando il fattore campo.
Sorprendono i problemi di San Antonio, che dopo aver rimontato 10 lunghezze negli ultimi 8′ del match d’esordio con Dallas, sono crollati pesantemente stanotte. Troppe palle perse per gli Spurs, Belinelli finora non è un fattore. Popovich, coach dell’anno, avrà di che lavorare. Da parte Mavs, fondamentale il contributo di Davin Harris, mentre Calderon ha girato gara2 firmando 12 punti nel terzo quarto.
Attese le difficoltà di Indiana. Teague ha impazzato ed Atlanta ha vinto gara1, ma la guardia nata nella città dei rivali è stata limitata l’altro ieri da Paul George, che ha anche trovato 27 punti, cui si sono aggiunti i 20 di Scola.
Oklahoma non vede ancora i fantasmi del 2013 con Memphis, ma lunedì Randolph ha portato i Grizzlies al successo che vale la parità ed ora si giocheranno due partite in Tennessee.
1 a 1 anche fra Clippers e Golden State nonché fra Brooklyn e Toronto. Allo Staples Center, i Warriors hanno vinto gara1 per poi venire spazzati via da Griffin nel secondo incontro. Anche i canadesi avevano smarrito subito il fattore casa, irretiti dall’esperienza di Paul Pierce. Martedì però si è rivisto il vero DeMar DeRozan, 30 punti di cui 17 nell’ultimo quarto.
Mentre Ettore Messina è candidato alla panchina degli Utah Jazz e Dragic di Phoenix è stato votato giocatore più migliorato, i colleghi di Craig Sager, giornalista NBA malato di leucemia e noto per i suoi vestiti colorati, si sono presentati sui parquet abbigliati per una sera col suo stile. Anche questo è basket USA.

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michele sarno

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