NBA: è il momento di Boston

Ancora una vittoria per i Celtics, ora alla pari con Miami ed Indiana nella corsa ai playoff. Golden State ottiene la qualificazione ad Ovest, impressionano i giovani di Utah. Bene Atlanta, Toronto e Washington, Dallas si aggiudica una grande sfida con l’incerottata Oklahoma. Inizia la March Madness.

Squadra dall’anima irlandese se ve n’è una, i Celtics hanno onorato al meglio la festa di San Patrizio, ottenendo contro Filadelfia la decima vittoria nelle ultime tredici gare pur senza il contributo di Sullinger, out fino a fine stagione e di Thomas, bloccato dalla schiena. L’ex Suns aveva dato la spinta iniziale alla riscossa del team più blasonato, ma in molti si stano aggregando, stanotte Tyler Zeller ha toccato con 26 punti il massimo in carriera, Bradley ne ha messi 10 nel solo primo quarto, Smart, Bass e Turner sono giunti in doppia cifra come pure Datome, 10 punti e tre stoppate in 20′. Scelta indovinata quella di Gigi, che qui sta trovando finalmente minuti ed oltretutto ha la soddisfazione di competere per un traguardo playoff. Questa striscia ha infatti portato Boston ad un record di 30-36, identico a quello di Miami ed Indiana, mentre Charlotte insegue ad una lunghezza.
Gli Heat hanno dato il secondo dispiacere in altrettante visite di LeBron a South Beach quest’anno. Il Prescelto ha giocato malgrado un fastidio al ginocchio, Love si è riposato, i Cavs si stanno gestendo mentre Miami deve spingere, ne è la prova l’intensità messa da Wade, autore di 32 punti.
Battuta d’arresto per Indiana, sconfitta 98 a 117 da Toronto. I canadesi venivano da un periodo negativo causato da difficoltà difensive che non si sono però viste ieri. Allungo decisivo nel terzo quarto, tripla doppia per Lowry, Raptors ancora in grado di produrre la migliore regular season della loro storia.
Charlotte è stata stroncata dai Jazz a suon di triple, 12 nel solo primo tempo, al termine del quale il distacco era già di 31 punti. Da Stockton to Malone e l’era Sloan è trascorso molto tempo, Utah deve confrontarsi nell’impervio Ovest dove il suo 30-36, identico a Miami, Indiana e Boston ad Est, non è sufficiente neanche per sognare i playoff, ma l’11-2 dall’All Star Game è la promessa di un futuro luminoso. I giocatori chiave hanno non più di 25 anni, Hayward è il leader, contro gli Hornets ha brillato il rookie Hood, autore di 24 punti per la seconda volta in tre gare ed il francese Rudy Gobert, ormai titolare dopo la partenza di Kanter, ha raccolto ben 22 rimbalzi (è ed almeno 19 da tre partite di fila).
Dallas batte 119 a 115 Oklahoma con una grande prova di Parsons e Rondo, che nel finale subiscono in pochi secondi il 5° ed il 6° fallo a spedire definitivamente in panchina Westbrook. Partita di intensità da post season, Mavs capaci di risalire da -15 nel corso del terzo quarto, Thunder superiori a rimbalzo malgrado l’assenza di Ibaka, che potrebbe operarsi al ginocchio mentre il rientro di Durant è previsto entro due settimane.
Golden State è divenuta la seconda squadra, dopo Atlanta, ad ottenere il pass per i playoff. Le due migliori compagini NBA si affronteranno in California domani. A Sacramento gli Hawks hanno battuto un altro primato, mai avevano vinto 23 volte in trasferta.
Buon momento per Washington, riportata su dagli assist di Wall e dalle triple dell’ormai ristabilito Beal. Contro Portland, i Wizards hanno dilapidato un vantaggio di 25 punti, chiudendo comunque 105-97. Con la difesa di Allen ed i canestri di Randolph, Memphis batte Denver, soffrendo però più del dovuto, mentre Brooklyn passa a Minneapolis.
E’ il momento della March Madness, le finali del campionato NCAA. Stanotte scatta il First Four, che ridurrà le contendenti da 68 a 64. Kentucky di coach Calipari si presenta imbattuta ed è la favorita, le altre teste di serie sono Villanova, Wisconsin e Duke del leggendario Krzyzewski, 1012 vittorie su una panchina di college e che può contare su Jah Okafor, sicura prima scelta al prossimo draft. Incredibile a dirsi, Uconn, campione 2014, non si è nemmeno classificata tra le 68.

Rudy Gobert(Utah)

Vuoi commentare l'articolo?

michele sarno