NBA: D.Jordan sovrano del rimbalzo

I Los Angeles Clippers vincono due partite in due giorni con Paul ritrovato e Jordan inarrestabile sotto i tabelloni. La grande sfida Harden-James di domenica e le sue conseguenze. Bene Dallas, risale Indiana, Dragic si “vendica” di Phoenix, successi per Brooklyn e Charlotte, la corsa zoppa Oklahoma-New Orleans.

Mentre il suo più illustre quasi omonimo Michael entrava secondo Forbes nel “club dei miliardari” DeAndre Jordan catturava rimbalzi. 44 in due giorni, 26 a Chicago e 18 a Minneapolis, nona gara di fila con almeno 15. E’ il migliore specialista della lega, assoluto riferimento offensivo dei Clippers da quando Griffin è infortunato. Doc Rivers ha detto che Blake potrebbe rientrare domenica, un mese dopo l’infortunio al gomito, vedremo come i due sapranno coesistere. Di certo LA può contare su Chris Paul in splendida forma, ha messo rispettivamente 28 e 26 punti contro Bulls e Wolves, più la consueta messe di assist.
Chicago resta prigioniera della salute di Rose, l’ultima operazione al menisco non dovrebbe lasciarlo fuori più di 4-6 settimane, ma trattandosi di lui la prudenza è d’obbligo. Inoltre si è infortunato al gomito anche Butler, dovrebbe rientrare più o meno assieme all’ex Mvp.
Harden è stato squalificato per una partita, conseguenza del colpo all’inguine assestato a James nel corso della concitata Houston-Cleveland di domenica, vinta dai texani al supplementare. LeBron ha firmato 37 punti contro i 33 del Barba, ma ha tirato male i liberi ed i Cavs hanno pagato l’assenza di Irving per problemi alla spalla, incassando la decisiva tripla di Beverley nell’extra time.
James ha superato in settimana il record assoluto di assist per un’ala e se l’è presa coi i college che vorrebbero già prenotare suo figlio LeBron jr, 10 anni.
Jefferson disputa un terzo quarto perfetto e guida alla vittoria Dallas su New Orleans, sempre priva di Davis. I Pelicans restano ad un soffio dall’ottava piazza di Oklahoma ad Ovest, entrambe limitate di problemi fisici delle loro stelle. Dal lato Thunder, ancora fuori Durant, Westbrook si è operato allo zigomo e dovrebbe rientrare presto con la mascherina, coi Lakers è bastata la vitalità a rimbalzo offensivo di Kanter, Ibaka e Collison.
Venerdì scorso Chris Bosh è stato dimesso dall’ospedale. Bella notizia per Miami, che cerca di tenersi il posto playoff ed intanto ha battuto Phoenix. Dragic era in dubbio per guai alla schiena, ma non voleva mancare il confronto con l’ex squadra, che lo aveva definito egoista per il suo comportamento contrattuale. Ha messo 21 punti, Markieff Morris è stato cacciato per un colpo su di lui, ma la vera sorpresa è stato Tylor Johnson. 21 anni, prima stagione NBA dopo un anno in D-League, 26 punti dalla panchina, uno in più del massimo da lui raggiunto come giocatore di college.
Resiste all’ottavo posto Brooklyn, 110-108 a Golden State con un jumper di Jack a 1.1” dalla fine. Rintuzzata la rimonta Warriors, già riuscita 24 ore prima contro Boston, capace di arrampicarsi fino al +26 prima di subire la reazione di Curry.
Alle spalle dei Nets è giunta Indiana, 8-2 ultime 10 gare. Vogel è stato premiato coach del mese, Paul George è tornato ad allenarsi con i compagni, se riuscisse a dare il suo contributo almeno entro fine mese i Pacers sarebbero un grosso pericolo per chiunque sull’Atlantico.
Toronto ha interrotto domenica con i Sixers la catena di 5 rovesci consecutivi, si è rivisto il DeRozan dei tempi migliori ma sembra che i Raptors abbiano esaurito la spinta propulsiva.
Due morti per infarto in settimana, il tedesco Christian Welp, un passato a Reggio Calabria e soprattutto Anthony Mason, capace coi Knicks di arrivare a gara7 della finale per il titolo nel 1994, vetta mai più toccata nella Big Apple cestistica.
Larry Sanders, ex Milwaukee, ha deciso di lasciare il basket a 26 anni. Scelta di vita, ha detto. Peccato segua una squalifica per uso di marijuana preceduta da un’altra per rissa in un locale. Honi soit qui mal y pense…

Confronto Harden-James

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michele sarno