NBA: Chicago Bulls fuori dai playoffs?

La sconfitta interna di stanotte contro Atlanta rischia di compromettere le chances di Chicago di arrivare alla post season. Ad Ovest resta in corsa Utah, spera Dallas, Portland vicina al traguardo. Sta per tornare Griffin, mentre Gallinari si rivedrà a Torino. Definite le final four NCAA.

La precisione ai liberi di Teague e compagni potrebbe costare cara a Chicago. Il 100 a 102 casalingo contro Atlanta è la quarta sconfitta consecutiva dei Bulls, distanti ora due lunghezze e mezzo da Detroit ottava ed affiancati a Washington, medesimo record ma calendario, fiducia e condizione decisamente migliori. Paradossale l’ultimo minuto di stanotte, Hawks incapaci di segnare dal campo ma infallibili dalla lunetta, un 8/8 che ha vanificato la tripla di Butler e quella a fil di sirena di Rose. Scorrendo il roster, pur indebolito dagli infortuni, è difficile comprendere come Chicago abbia combinato un disastro simile. La squadra ha totalmente perso la propria identità, negli ultimi due mesi difende ed attacca male, Butler è apertamente ostile al suo coach e Gibson si dichiara “in imbarazzo” per le prestazioni del gruppo. L’assenza di Noah ha pesato, come la costante paura di rompere il cristallo Rose, ma non c’è dubbio come Chicago rappresenti la maggiore delusione dell’anno.
Sembra viceversa che dopo sette anni Detroit tornerà a disputare i playoffs, trascinata dai rimbalzi di Drummond, migliore specialista della lega.
Ad Est è aperta la caccia al quarto posto, che regalerebbe il fattore campo nel turno d’esordio in post season, anche se con il sesto si eviterebbe Cleveland sino alla finale. Con il successo di ieri su Brooklyn, propiziato dai 30 punti di Wade, Miami ha messo la testa avanti, stesse vittorie ma una sconfitta in meno rispetto a Boston, con Charlotte nei pressi.

Ancor più serrata la volata ad Ovest, un autentico rodeo texano con Dallas e Houston appaiate all’8° posto con un record di 36-38 ed i Jazz collocati al 50% di vittorie. Stanotte i Mavs hanno battuto Denver grazie alla doppia doppia di Barea ed agli exploit di Dwight Powell nell’ultimo quarto. Gallinari non tornerà in questa stagione: del resto coi Nuggets privi di motivazioni è meglio che si prepari al pre-olimpico.
Utah mantiene il passo infliggendo a Bryant la più netta sconfitta fra i suoi viaggi a Salt Lake City, mentre 21 punti della riserva Crabbe danno un prezioso 105 a 93 a Portland contro Sacramento. Un problema al piede ha costretto Belinelli alla seconda assenza consecutiva.
Come ogni anno, è il momento delle voci di ritiro per Duncan e Ginobili. Entrambi sono aperti a tale possibilità, la carta d’identità parla chiaro. Gli Spurs sono riusciti nella transizione dai Big Three alla attuale orchestra guidata da Leonard. La stagione da record di Golden  State ha oscurato il loro eccezionale 62-12 ma ha anche loro tolto il rischio dei riflettori e le possibilità di anello restano elevate. Stanotte con Memphis i veterani sono rimasti seduti ma Aldridge ha messo 31 punti.
Oklahoma ha dimostrato la superiorità dall’Ovest infliggendo 19 lunghezze a Toronto. Westbrook continua ad incantare, 16a tripla doppia della stagione, mvp irraggiungibile solo causa presenza di Curry. Rotazione intelligente e sei giocatori in doppia cifra nel successo dei Clippers su Boston. E’ tornato ad allenarsi Blake Griffin, che da ora inizierà a scontare la squalifica di 4 partite a seguito dell’aggressione ai danni di Matias Testi, membro dello staff dei Clippers, avvenuta lo scorso gennaio. Griffin si era rotto una mano colpendo Testi con un pugno dentro ad un ristorante, fra problemi fisici e disciplinari non gioca da Natale. La sua sospensione termina il 3 aprile, vedremo se avrà messo a posto testa e fisico e saprà aiutare.

Sabato scatta la final four della NCAA. I Villanova Wildcats del play italo-americano Ryan Arcidiacono hanno generato una grossa sorpresa eliminando la favorita Kansas e troveranno in semifinale Oklahoma, guidata dal fenomenale Buddy Hield, che con 37 punti ed 8 triple ha distrutto Oregon, guadagnandosi la nomea di nuovo Curry.
Syracuse rimonta dal -14 dell’intervallo e beffa Virginia, grazie ai 21 punti nella ripresa della guardia Malachi Richardson. Ora se la vedrà con North Carolina, unica testa di serie a rispettare il pronostico. I Tar Heels che furono di Jordan ora sono guidati da Brice Johnson che con una doppia doppia ha tenuto a bada Notre Dame.

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michele sarno