Napoli in vetta , Garcia contro tutti

Il giro di boa si conclude con il Napoli in vetta , l’ Inter agganciata dalla Juventus a causa della sconfitta contro il Sassuolo e la Roma sempre più lontana dal titolo.
Il Napoli non si laureava campione d’inverno dalla stagione 1989-90. Da allora, mai come quest’anno aveva meritato di piazzarsi in vetta alla classifica. Higuain ha sigillato l’ ennesima doppietta stagionale che lo ha portato a quota 18 gol in 19 partite , ma quello che ha reso il Napoli una squadra degna del primo posto è, più in generale, l’ atteggiamento in campo di tutta la squadra. Higuain infatti, come Hamsik, Insigne e molti altri uomini chiave del Napoli, c’erano anche ai tempi di Benitez, eppure non erano riusciti a tirar fuori quella determinazione necessaria per ottenere grandi risultati. Cosa che invece è riuscita benissimo a Mister Sarri, che saggiamente tiene i piedi per terra cercando non gonfiare eccessivamente gli entusiasmi del titolo di campione di inverno. A Napoli invece, è già festa grande. Con uno spettacolo del genere, sfido chiunque a non esaltarsi.

Passando dall’ esaltazione alla delusione più completa, il pareggio tra Roma e Milan ha fatto infuriare un po’ tutto l’ ambiente giallorosso. In realtà, a fare rumore sono soprattutto alcune dichiarazioni , estrapolate ad – hoc da un contesto che già di per sé è deprimente. A partire da Rudi Garcia, dopo aver visto lo scempio giallorosso nel secondo tempo di Roma – Milan , ha messo in dubbio anche l’ efficacia del lavoro di Norman e Lippie, i preparatori atletici scelti da Pallotta. Non che sotto il profilo tattico, tecnico e psicologico le cose vadano meglio, e questo si evince invece dalla dichiarazione di Rudiger, che ha sottolineato la mancanza di leader (tecnici?) all’ interno dello spogliatoio, aggrappandosi al provvidenziale rientro in campo di Totti. Ci si domanda come sia possibile che un giocatore straniero arrivato da pochi mesi a Roma abbia già percepito tali mancanze nonostante la presenza dei vari De Rossi, Maicon e Pjanic contro i rossoneri. Eppure, oggi più che mai, il campo sembra dar ragione al difensore tedesco.
Ma attenzione, perché in tutto questo caos – che alla fine dei conti si ripercuote sempre e comunque contro Rudi Garcia, la cui presenza a Trigoria sembra giunta agli sgoccioli – il “rumors” che nella Roma i giocatori non abbiano voglia di lavorare si diffonde a macchia d’olio. Lo disse apertamente Zeman (che ieri ha anche accusato la società di vendere sempre i giocatori migliori, a discapito dei risultati) e fu cacciato dalla società, ma lo dissero anche Spalletti e Montella dopo la loro esperienza a Trigoria. Ed ora, anche tra gli opinionisti sorge il grande dubbio: a fronte di una scarsa cultura del lavoro da parte dei giocatori, quanto sarebbe utile il cambio dell’ allenatore? Come abbiamo visto, i problemi sono fin troppi, e per ora a farne le spese sembra essere proprio Garcia, visto che la società starebbe già contattando una lunga lista di allenatori, tra i quali Spalletti, Bielsa, Lippi e Leonardo.
Sugli altri campi, come abbiamo visto emerge il risultato del Sassuolo ai danni dell’ Inter, ma anche il colpaccio della Lazio in casa della Fiorentina. Solita schiacciasassi la Juventus, che con la nona vittoria consecutiva ha agganciato l’ Inter al secondo posto. Nei piani bassi della classifica invece, ancora incerto il futuro di Ballardini che, nonostante la vittoria del Palermo, non gode del sostegno di ancuni senatori della squadra e, probabilmente, neanche dello stesso Zamparini.

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Alex Marino