Nadal-Federer: the song remains the same

Da allora non è più riuscito ad imporsi sull’avversario in alcuna prova dello Slam, ce l’ha fatta qualche volta giocando due su tre, come in una finale al Masters, ma nei quattro principali eventi del tennis, sulla lunga distanza, ha sempre dovuto piegare la testa.
Perchè? Gli esperti ne hanno analizzato diffusamente le ragioni, proviamo a riassumerle come se davanti avessimo il marziano di Flaiano
1) Pieno di morale. Negli anni migliori di Federer, 2005-2007, Nadal non riusciva ad arrivare in finale sul cemento, ed i due si affrontavano quasi sempre sulla terra, la superficie migliore dello spagnolo;
2) Questione tecnica. Il dritto mancino di Nadal, così liftato, ricade all’altezza della spalla di Federer, che si ritrova a colpire col rovescio, suo colpo di relativa debolezza, in sistematica difficoltà;
3) Questione mentale. La crescente fiducia di Rafa, direttamente proporzionale al calo della stessa da parte di Roger, ha portato lo spagnolo ad esaltarsi, arrivando a giocare ogni volta il proprio miglior tennis contro il rivale, anche in tornei dove aveva faticato e avuto problemi. Per contro lo svizzero si è sempre intestardito ad insistere nelle medesime tattiche perdenti, col risultato di sbattere regolarmente contro un muro;
4) I tre incontri che hanno cambiato la storia della rivalità. Finale di Roma 2006, due match point per Federer, vince Nadal al quinto. Finale di Wimbledon 2008: lo spagnolo si impone nel giardino preferito dello svizzero. Finale Australian Open 2009: Rafa vince anche nella prima grande partita sul cemento, Roger scoppia in lacrime durante la premiazione, sussurrando il celebre “God, it’s killing me“;
5) Componente anagrafica. Federer va per i 33 anni e Nadal per i 28. Passando il tempo, era inevitabile come l’equilibrio in campo, unito a tutte le altre componenti, finisse col venire ulteriormente a scemare. {ads1} Nadal era stato in difficoltà col servizio durante le partite con Nishikori e Dimitrov. La vescica alla mano lo aveva condizionato, era spesso stato attaccato quando non gli era entrata la prima. Oggi non ha concesso palle break fino al terzo set, ottenendo uno stupefacente 73% di punti con la seconda palla. Per contro Federer, che era stato assai propositivo ed efficace contro Tsonga e Murray, ha ricavato la miseria di 23 punti su 42 a rete, andando in crisi sin da subito anche col proprio servizio, colpo teoricamente superiore all’avversario.

 

Anche nel primo set infatti, quello risultato poi più equilibrato, è stato il maiorchino ad avere le uniche occasioni di portarsi avanti, due palle break sul tre pari ed una sul quattro pari. Federer aveva sempre vinto i tie break nei primi set delle loro sfide dirette, ma sull’1 a 2 e servizio ha pagato il consueto torto di restare sul proprio colpo, schiacciando troppo uno schiaffo di dritto e venendo passato. Poi ha perso un’altra volta la battuta, su poderosa accelerazione di dritto di Nadal in seguito ad un lungo scambio. Il 4 a 1 è diventato 7 a 4, ad inizio secondo Rafa si è fatto medicare la mano ferita ed è ripartito, conquistando finalmente il break sul 3 a 2, in un game caratterizzato dal colpo più bello della serata, un recupero prodigioso del numero uno che ha sorpreso ancora una volta lo svizzero a rete. E’ finita lì: Nadal ha chiuso 6-3 il set pur essendosi ritrovato a servire sullo 0-30, ed ancora 6-3 il terzo, nel quale ha strappato altre tre volte la battuta a Federer.

Domenica lo spagnolo affronterà Wawrinka, il bilancio parla di dodici incontri fra i due, 26 set a 0 per Nadal. Difficile assistere a sorprese.

 

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michele sarno

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