Nadal batte Djokovic e torna a vincere gli Us open

Ci sono volute 3 e 21 minuti e 4 set per raggiungere la ventiduesima vittoria stagionale sulla superficie più dura, quella che un tempo era per lui un tallone d’Achille. Sono 13 gli Slam vinti in carriera e 60° Atp: numeri che continuano a crescere come non sembrava possibile dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per sette mesi, ma che lasciano senza parole visto che dal rientro, il ‘marziano’, ha perso solo tre match.{ads1} “Mi sono sentito come se stessi facendo tutto bene per avere la mia chance qui. Ho giocato e vinto un match contro uno dei più bravi giocatori della storia e attuale numero uno del monto e l’ho battuto sulla sua superficie preferita. Sapevo che dovevo essere perfetto per vincere e ci ho provato” . Così si è espresso Rafa all’apice della sua felicità dopo la fine del match. Sintesi della gara comunque combattuta fino alla resa al 4 set di Nole è tutta in un fantastico scambio durato 54 colpi il più lungo e più intenso del torneo tirato botta dopo botta di fronte ai 23 mila spettatori dell’ Arthur Ashe Stadium.

Anche questa classica del tennis, la trentaquattersima sfida fra i due, è ormai una partita che getta aspettative fin dall’annuncio. Nadal che stavolta aveva meno da perdere e tutto da guadagnare ha gestito meglio lo stress e ha controllato e dosato i suoi colpi. Aggressivo, con i piedi sulla linea come non mai ha fatto tutto quello che doveva. Novak era sicuramente più nervoso ha provato a entrare in palla, ma non ha mantenuto la lucidità consueta e non sentondosi padrone come è solito essere. Nel gesto di lasciare il campo per la pausa-bagno dopo aver perso il terzo set i più maliziosi e amanti della gioco di ‘testa tennistico’ possono intravedere un emotivo e prematuro cedimento psicologico. Vero è chè a quello è conseguito il 6-1 finale in favore di Rafa. Infatti mentre i primi 3 set erano stati assolutamente alla pari negli scambi si può dire che il serbo nel 4 non sui neanche sceso nello stadio.  Il primo set della partita andava a Nadal, il secondo a Djokovic fino a quel momento l’esito era imprevedibile. Il terzo quello decisivo è stato condizionato da un errore del serbo che come è accaduto ad altri contro il maiorchino rimpiangerà per un bel po’, Djokovic incredibilmente non è riuscito a portare a casa il punto del 3 a 0. Da lì è partita la scalata dello spagnolo. E poi si sa come funziona, si va sul 3 pari e poi è subito 6-4. Segue la famosa pausa di Nole e col 6-1 nel quarto la festa a New York ha i colori della Spagna mentre Rafa adesso è a solo 120 punti di distacco da Nole nella sempre più altalenante classifica Atp. 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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