Epico Muller: 12 anni dopo batte Nadal

Grande impresa di Muller, che al termine di una maratona di quasi 5 ore elimina Nadal, replicando il risultato di 12 anni or sono. Federer e Murray approdano ai quarti, Djokovic rimandato ad oggi. Battuta dalla Muguruza, la Kerber perde il primo posto, sarà della Halep se supererà nel pomeriggio la Konta.

Nel 2005 Nadal era un teenager ma aveva già conquistato il titolo di Re della terra. Aveva vinto al Roland Garros e si era presentato a Wimbledon con giustificate speranze. Trovò al 2° turno uno specialista di nome Muller, che lo estromise dal torneo. Rafa è tornato in Church Road con profitto, ha vinto due volte, ma dal 2011 non riesce più ad essere un protagonista sui prati.

Quest’anno era parso rinato: reduce dal decimo titolo parigino, si è qualificato con agio agli ottavi e lì ha ritrovato proprio colui che per primo ne frustrò le ambizioni erbivore. Muller era reduce dal successo a Hertogenbosch, a certificarne le credenziali di specialista. Rafa sapeva che sarebbe stato complicato e il primo set ha confermato i suoi timori. Nel secondo lo spagnolo incassava il break sul 4-4 e dopo un’ora e un quarto il tabellone recitava 6-3 6-4 Muller. Terzo e quarto parziale senza storia, il servizio del lussemburghese non più in grado di arginare le risposte di Nadal. Ad avvio del quinto, tutti erano preparati alla conclusione inevitabile. Muller ritrovava, invece, ispirazione e concentrazione e riportava il gioco sui binari a lui più favorevoli. Il suo servizio tornava inattaccabile, precise le sue volèe. Rafa avvertiva la pressione di servire per secondo, sul 4-5 fronteggiava da campione due match point. Da quel momento è iniziata un’altra partita, fra la crescente meraviglia del pubblico presente e di tutto il mondo del tennis. L’attitudine ai prati parlava per Gilles, esperienza e atletismo erano dalla parte del maiorchino, che iniziava a vedere pian piano l’avversario smarrire brillantezza. Sul 9 pari, ormai groggy, Muller trovava la forza di annullare 4 palle break e sullo slancio arrivava ad avere altri due match point sull’11-10. Niente da fare. Allo scoccare delle 4 ore e 48′, 13-14 15-30, Nadal perdeva la misura del dritto, una stecca e un colpo lungo andavano a completare l’impresa di Muller. Lo spagnolo è ancora grande, Parigi lo dimostra, ma questa maratona dimostra come non sia più l’atleta invincibile dei tempi migliori.

Il perdurarsi della sfida ha costretto Djokovic al rinvio del suo ottavo con Mannarino. Chi vince trova Berdych, che ha sfruttato esperienza e attitudine prevalendo alla distanza su Thiem. Muller pagherà gli sforzi contro Cilic, outsider di lusso. Nessuno parla del croato ma, reduce dalla finale del Queen’s, sta giocando ai suoi migliori livelli e viste le forze espresse finora sarebbe difficile considerarlo sfavorito anche in semi con Murray. Lo scozzese continua a non convincere, ha rischiato di ritrovarsi al quinto con Fognini al 3° turno e Fabio lo ha messo sotto nel gioco in varie fasi della partita. Anche con Paire, malgrado il 3-0, ha conosciuto alti e bassi, graziato dalle follie del francese nei momenti clou. Querrey sarà già un test probante.

Federer è in crescita. Aveva iniziato il torneo da raffreddato, negativo il suo approccio con Lajovic. M. Zverev aveva fronteggiato una sua versione migliore, splendida la sua esibizione con Dimitrov, pur favorita dalla versione sottotono del bulgaro. Lo scorso anno Roger, infortunato, aveva sfiorato la vittoria in semifinale con Raonic, stavolta lo trova nei quarti. Il pronostico pende ora tutto dalla parte di Federer. Il canadese è stato bravo a battere il giovane Zverev, che ha mal sfruttato un vantaggio di un set e un break oltre a una superiorità evidente per gran parte dell’incontro.

Difficile districarsi nei meandri del torneo femminile, i bookmakers non vi sono riusciti visto che sono uscite subito sia Pliskova che Kvitova. Un po’ in ripresa, Kerber ha perduto agli ottavi con Muguruza e da lunedì non sarà più numero 1. La basca trova ora ai quarti Kutnetsova. Affascinante confronto generazionale fra Venus Williams, cinque volte vincitrice e Ostapenko. La 37enne leggenda avanza spedita, la campionessa di Parigi ha mostrato in 3° turno alla Giorgi la differenza fra il giocar bene e riuscirvi quando conta. Ha battuto infatti Camila 7-5 7-5 risalendo da 3-5 e 2-5. Se la Halep batte oggi la Konta corona la sua carriera di eterna piazzata con la vetta WTA. In caso contrario la nuova regina sarà la Pliskova, a dimostrazione di come il computer fotografi la confusione in atto nel circuito. Sfida fra specialiste tra Vandeweghe e Rybarikova. Bella storia quella della slovacca, ferma otto mesi per infortuni a ginocchio e polso. A marzo era fuori dalle prime 400, qui ha battuto Pliskova e l’altra rediviva Martic.

Fognini e Giorgi sono stati i migliori di una spedizione azzurra apprezzabile per numeri, ma non per i risultati.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno